Lungomare di Caulonia, Ammendolia: “Se non si affronta il problema del porto non si risolve nulla, abbiamo già perso 15 anni”

Lungomare di Caulonia, Ammendolia: “Se non si affronta il problema del porto non si risolve nulla, abbiamo già perso 15 anni”

di Ilario Ammendolia

L’altra sera, grazie all’invito rivoltomi dalla dott. ssa Luana Franco che ringrazio, ho assistito a parte dell’ Assemblea Pubblica sulla situazione del lungomare… che è quella che è.
Non vi sono ricette miracolose per affrontare una situazione oggettivamente drammatica. Lo so, perché mi sono trovato da sindaco del Comune ad affrontare l’emergenza del gennaio 2009 quando in una sola notte il mare ha divorato un lungomare bellissimo.
Il giorno dopo il muro era come un mostro marino morto sulla spiaggia e fatto a pezzi.
Alberi, illuminazione pubblica, rete fognante, marciapiedi e vialetti erano tutti scomparsi.
Qualcuno sosteneva che la stagione fosse irrimediabilmente perduta.. eppure abbiamo deciso di non arrenderci.
Dico “abbiamo” perché in una situazione di emergenza si risponde con il massimo di unità. Giunta, consiglio, sindaco hanno cercato aiuto e dialogo con la Regione e la Provincia che hanno risposto con la massima sollecitudine. L’amministrazione comunale ha convogliato sul lungomare tutte le risorse in quel momento disponibili.
Ad inizio giugno i cittadini hanno avuto accesso alla spiaggia libera e gli stabilimenti balneari hanno potuto aprire.
La spiaggia era stata sgomberata dai detriti, l’illuminazione rifatta, gli alberi recuperati o sostituiti.
Tutto in modalità di urgenza.
Ma non solo.
Contemporaneamente ha preso forma un progetto completo, moderno e con tutti i nullaosta e le autorizzazioni dalle autorità preposte. Un progetto che va da torrente Allaro al torrente Amusa. Un lavoro serio frutto di studi approfonditi sui fondali marini, sul gioco delle correnti e soprattutto sulla presenza del porto, realizzato con le migliori intenzioni, ma che è alla base dei problemi della nostra costa.
Non partire dal “Porto” significa non affrontare il problema e così facendo ogni anno ci troveremo con un poco di spiaggia in meno. Dal Precariti a Canne.
Nella parte centrale il muro paraonde è rimasto intatto ma dobbiamo essere consapevoli che più il muro resiste meno spiaggia avremo, almeno a ridosso dell’Amusa. A meno che non vengano realizzate le opere come da progetto. Quindi con pannelli e soffolte e continuando la costruzione del muro paraonde tra i due torrenti.
Questi sono fatti e da questi bisogna partire. O meglio ripartire.
Purtroppo dal precedente disastro si sono “persi” 15 anni e molte opportunità sono svanite.
Oggi ci troviamo in piena emergenza.
E il solo “J’accuse”, quando anche non fosse dannoso, non risolverà alcun problema.
In questo momento è necessario un crono- programma realistico ma impegnativo per tutti. Per gli amministratori, per le altre Istituzioni che operano sul territorio, per chi si candida a diventare classe dirigente.
Un crono programma per
1) consentire ai cittadini già dal prossimo mese di accedere alla spiaggia libera e questa non può essere altra che quella più facilmente raggiungibile… anche a piedi.
2) mettere in condizioni I titolari dei lidi di aprire assegnando in deroga spazi alternativi a quelli “invasi” dal mare e realizzando tutte le infrastrutture necessarie perché ciò possa avvenire.
2) stabilire modi e tempi per ripristinare la passeggiata e la pista ciclabile ;
3) verificare la validità del progetto che il Comune ha già da 17 anni. Evitando così di spendere altri fondi in inutili progettazioni soprattutto se, come sembra, queste vengono realizzate in luoghi lontani da Caulonia. Per usare un antico adagio : non possiamo consentire che tutta la farina si consumi in lievito.
4) Sgombero e riutilizzo dei ruderi che oggi mettono in pericolo l’incolumità dei bagnanti e rendono inguardabile la spiaggia.
Tutto questo non basta. C’è una questione di metodo non meno importante delle opere : si parte dai problemi per unire per quanto più possibile una comunità.
Il ciclone non può essere preso a pretesto per manomettere la verità storica e tantomeno per rompere quel poco di comunità legata insieme da un filo sottilissimo.
Ho ritenuto doveroso riportare una esperienza che appartiene a tutti ma il mio impegno politico diretto è tassativamente finito. L’ho detto nel 2012 e nonostante gli inviti insistenti che mi sono stati rivolti ad ogni scadenza elettorale ho mantenuto la promessa. Oggi lo faccio con più convinzione di ieri perché vedo che a Caulonia ci sono intelligenze, esperienze, e passioni in grado di scrivere nuove pagine di storia.

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