
Confermata la bandiera blu a Caulonia. Blu Blu o Bla …Bla …Bla…?
Riceviamo e pubblichiamo
Buongiorno cara Ciavula,
in questi giorni ho appreso con sincera gioia la notizia della riconferma della Bandiera Blu 2026. Da cittadino cauloniese, questo traguardo mi rende orgoglioso e rafforza il senso di appartenenza alla nostra comunità.
Allo stesso tempo, però, non posso fare a meno di notare e ascoltare commenti negativi, spesso espressi da chi, probabilmente, non conosce a fondo i requisiti richiesti per ottenere questo riconoscimento. Si tratta infatti di un percorso complesso, fatto di documentazione dettagliata, scadenze rigorose e verifiche puntuali come ho avuto modo di apprendere quando ho collaborato per la riconferma della Bandiera Blu 2025. Per essere chiari: il processo si sviluppa lungo tutto l’arco dell’anno, con tappe a giugno, ottobre, dicembre e infine gennaio, quando viene presentato il Piano Triennale di Azione per la Sostenibilità Ambientale.
È quindi evidente che la riconferma della Bandiera Blu 2026 non si basa sullo stato attuale delle cose, ma sul lavoro svolto e documentato nel corso del 2025, ben prima degli eventi critici causati dal ciclone Harry.
Vorrei inoltre sottolineare un aspetto fondamentale: la Bandiera Blu non è un riconoscimento attribuibile esclusivamente all’amministrazione di turno. È, piuttosto, il risultato dell’impegno collettivo. È merito dei cittadini, che con senso civico praticano la raccolta differenziata; degli operatori balneari, che con lavoro e sacrificio garantiscono servizi adeguati; e di tutte quelle realtà che contribuiscono, quotidianamente, a mantenere elevati standard ambientali e qualitativi. In altre parole, è un riconoscimento all’intera comunità di Caulonia, e come tale dovrebbe essere motivo di orgoglio condiviso.
Certo, altra cosa sarebbe, se lo stato delle cose dovesse rimanere così com’è, issare, a tempo debito, la bandiera e festeggiare!
Per questo motivo, leggere certe considerazioni, cogliere ironie fuori luogo e, ancor più, imbattersi in commenti che evocano immagini inaccettabili come “forni….” , mi provoca amarezza e dolore. Fortunatamente, si tratta di una minoranza.
Viva Caulonia e viva i cauloniesi!
Anselmo Sorgiovanni
