
Caulonia: Bruno Grenci scrive a Giuseppe Riccio e Giulio Sorace
Abbiamo voluto il Sessantotto? E il post-post-Sessantotto? E mo ce lo teniamo! I giovani hanno sempre ragione, anche oggi; e dato che Voi, cari Amici Giuseppe e Giulio fate parte, mi sembra, del “Rassemblement” in corsa, che vi vede vincenti, con la Gioiosa Macchina da Guerra, in vista delle elezioni amministrative del 2027, mi rivolgerò a Voi ancora più timoroso, riverente e ossequiante.
E’ risaputo che io amo quest’Amministrazione cauloniese in carica come potrei amare l’insonnia che non mi fa dormire la notte o un pescecane”, o “pesciecana”, che vorrebbero azzannarmi. Un’Amministrazione che per salvarsi dal “Barnout”, o dal “Default”, (fate voi), ha dovuto aggrapparsi alla chetichella, all’ultimo momento, a Superman SanGiovanni da Tien-Amen, che speriamo riesca nell’IMPRESA” del Prode Achille, quello che sapeva quando e con quale potenza sferrare la sua Lancia letale.
Tuttavia addossare la responsabilità del trasferimento della discoteca a questa già ormai sciagurata e sgangherata orchestrina stonata non mi sembra generoso. Era da tempo che “l’Imprenditore” pensava di trasferire tamburi e tamburelli: che rendevano tranquilli i sonni dei genitori disperati di ragazzine quindicenni allo sbando; e tranquillo pure il sonno dei vicini di discoteca che ballavano felici a gratis in giardino o sopra i balconi delle case fino alle sei del mattino. O ancora che grazie alla fiumana di “bravi” e ordinati frequentatori dell’Opificio Musicale, la foce della fiumara Amusa la mattina alle sei si ingrossava ricevendo gli “scarichi” alcolici caricati da costoro in corpo durante la notte.
Va detto pure che nei due Vostri scritti, G. & G., in cui Voi lamentate la dipartita della “Grancassa Amusa’s Bicc”, vi siano un paio di passaggi che richiederebbero approfondimenti e chiarimenti. In quei documenti, voi dite: “abbiamo sotto gli occhi: un lungomare trascurato da anni, problemi di viabilità mai risolti e una totale mancanza di programmazione.” Bene, musica per le nostre orecchie, voi parlate di anni, ma quanti anni? Gli ultimi esattamente quattro, o anche quattro anni e un mese? O quattro anni e due mesi? O anche di più, tipo sei anni, o otto anni e anche di più? Questo sarebbe interessante capirlo. Si parla pure, nei Vostri scritti, di “mancata programmazione e problemi MAI risolti”. Ora si presume che una programmazione che, a Vostro dire è mancata, non può, come detto poco fa, riferirsi agli ultimi quattro anni sarebbe riduttivo; una seria programmazione si sarebbe fatta con “Vision”, come minimo ventennale.

Ma direi che le due ciliegine finali e dirimenti, con le quali Voi stuzzicate il nostro palato avido di dolcetti, sono le paroline “MAI!” e “Fallimento Generazionale.” Quel “Mai”, vorrebbe dire da quando? dieci, venti, quarant’anni?
Mentre poi conludete dicendo che, in tutto quello (da Voi) descritto, c’è la “prova schiacciante di un fallimento politico e generazionale.” Chiedo per riferire “ammio Cugggino”: a quali generazioni vi riferite: alla generazione dei nati nel sessanta? O anche dei nati negli anni settanta e successivi? E di quelli nati negli anni ottanta, pure? Ma in quelle generazioni fallimentari, vi sono inclusi soltanto quelli di una sola parte politica, e quale ? O quelli che promuovevano liste civiche e trasversali, una volta insieme e una volta contrapposti? O a chi altri vi riferite?
La conclusione, consentitemi, cari amici, se è rivolta a tutti e alle generazioni che hanno governato il paese, è veramente Tosta. Riporto la vostra testuale scrittura:
“Avete fallito. Avete ucciso l’entusiasmo di una generazione e spento il motore dell’estate cauloniese.” Se togliamo la parola estate, “Annamo Bene!”, dicono a Roma.
PS. Piccola differenza con il sessantotto, che, in parte non vuole essere un mio auspicio. I giovani del Sessantotto, per le loro proteste, prendevano botte da orbi, erano tacciati di non voler lavorare nè studiare, e le donne diffamate con brutte parole. E comunque, però, si battevano contro la guerra del Vietnam; per il diritto alla scuola per tutti; contro il golpe cileno; contro l’autoritarismo generalizzato. Quelli di adesso, per fortuna non tutti, protestate perchè hanno trasferito la discoteca. Lascio il commento a chi legge.
Bruno Grenci 15 maggio 2026
