Violi: “Sbagliato escludere la Russia dalla Biennale. L’arte rappresenta il popolo, non i suoi leader”

Violi: “Sbagliato escludere la Russia dalla Biennale. L’arte rappresenta il popolo, non i suoi leader”

di Francesco Violi

Ennesimo pasticcio del governo, complice la Comunità Europea, sulla Biennale d’Arte di Venezia.
Il ministro della cultura (ministero che ha ragion d’essere solo per un intento di “egemonia culturale di destra”) Giuli ha incolpato il direttore della Biennale, Buttafuoco per non aver escluso la Russia, colpita da sanzioni per la guerra in Ucraina, dalla partecipazione alla biennale. Il comportamento di un Leader come Putin non ha niente a che fare con l’arte, con la musica, il cinema e lo sport! Ma neanche in Europa pare che l’abbiano capito, il popolo non decide la guerra, non solo in Russia ma anche in Israele e in altre decine di conflitti nel mondo. L’arte è espressione del popolo, non rappresenta i suoi leader ma la cultura di una nazione, non è eversiva, cioè non influenza il clima delle manifestazioni dove partecipano gli artisti anzi favorisce il dialogo e gli scambi culturali nel bene e nel male, pur senza pretese di addolcire i regimi illiberali delle nazioni partecipanti.
Qualcuno in Europa dice che bisogna escludere la Russia perché potrebbe avvantaggiarsi economicamente dalla partecipazione alla biennale e aggirare le sanzioni. Crediamo che Bruxelles ha perso il lume della ragione per dire simili scemenze, e se le sanzioni comprendono anche le forme d’arte o lo sport sono profondamente sbagliate perché sono espressioni della cultura di una nazione, non del comportamento di un Leader autocratico e dispotico, messo al governo con elezioni condizionate dalla propaganda, cioè non libere. Ma non finisce qui, se dobbiamo escludere la Russia per che no Israele che ha intrapreso una guerra illegale contro una nazione sovrana come l’Iran (mentre distrugge il libano dopo aver raso al suolo Gaza), senza avvisare gli alleati occidentali, e mandando in subbuglio, insieme al poco affidabile Presidente Americano, l’economia europea e non solo. Dovremmo forse fare lo stesso per le nazioni i cui regimi che non rispettano i diritti civili, che sono il 95% del totale? Alla biennale ci sarebbero solo quelle europee e tre quattro altre che hanno regimi “democratici” che si ispirano al modello occidentale che ci piace. Per una volta sembra che siamo d’accordo con il Ministro dei Trasporti Salvini, che naturalmente essendo filorusso, appoggia, contro il suo stesso governo, la partecipazione della Russia alla biennale. Ma egli lo fa nel tentativo di sottolineare una presunta amicizia con il regime russo nel tentativo di continuare gli scambi commerciali, insomma per motivi personali, non per un principio generale. Vorremmo vedere cosa farebbe Salvini se ad essere esclusa sarebbe un’altra nazione, per esempio il Venezuela! Non certo andrebbe al padiglione per farsi prendere in giro come ha fatto con gli increduli Russi, che non hanno capito il motivo della sua presenza, né sapevano della amicizia con il regime di Putin. Probabilmente si tratta di una amicizia a senso unico, non ricambiata dal Leader Russo!
Sul fronte interno ormai il nostro governo è a corto di fondi per qualsiasi provvedimento, e, specie quello sulle accise dei carburanti, farà aumentare i prezzi appena verranno rimesse. Ma i politici di Fratelli d’Italia e della stessa Premier dicono sempre la stessa cosa: la colpa è del superbonus di Conte che si è mangiato il 90% del PNRR. Ma Conte non è al governo, perché non hanno posto un limite temporale al provvedimento in quattro anni e risparmiare risorse per settori in cui sarebbero stati più utili alla comunità? In realtà con il superbonus sono state, nell’ultimo periodo, ristrutturate le case dei benestanti, specie nelle grandi città, e questo porta consenso al regime, mentre l’industria, l’energia, la sanità, la scuola, i trasporti, il territorio, il sud, sono abbandonati a loro stessi. La colpa è del superbonus anche per lo sforamento del patto di stabilità al 3,1% del PIL. Ma come, la cifra interessata è inferiore al miliardo di euro mentre per il superbonus sono stati spesi, dicono loro, più di 180 miliardi del PNRR senza creare alcun effetto positivo permanente sull’economia! Il provvedimento doveva essere bloccato, inoltre bisognava dare una qualche limitazione ai profitti di quelle categorie come bancari e gruppi energetici che continuano a guadagnare da una situazione internazionale incerta e non solo, si sono pure fregati i soldi del PNRR per ristrutturare le loro abitazioni di lusso senza spendere di tasca propria nemmeno un centesimo! È come se i populisti abbiano deciso di aiutare il “popolo” partendo però dall’alto, non dalle categorie più povere. Ora hanno deciso, senza stanziamenti concreti, di costruire o ristrutturare 100 mila nuclei abitativi, ma per le classi medie, in dieci anni, mentre gli operai o quelli che non hanno un lavoro fisso (per i quali non vogliono stabilire un salario minimo) restano al palo. Populisti per il “loro popolo”, despoti con gli altri. L’egemonia culturale di “destra” è fallita come è fallita tutta la politica economica fatta di miriade di riforme che non portano a nulla di concreto tipo il “Decreto Lavoro del 1° Maggio”. Ma anche la miriade di provvedimenti a pioggia per aiutare temporaneamente qualche categoria senza alcuna riforma strutturale che possa inseguire il cambiamento tecnologico in atto e superare le crisi internazionali senza sconvolgimenti per la società. Intanto perdiamo ogni giorno pezzi di industria, quella automobilistica, particolarmente energivora con i robot, l’abbiamo persa da tempo, ma adesso stiamo perdendo anche quella degli elettrodomestici e saremo costretti a comprare schifezze cinesi (non citiamo le marche per ovvie ragioni). Se l’industria italiana ha da qualche mese mostrato una timida ripresa lo deve a categorie resilienti come quella del mobile, l’industria farmaceutica e quella, meno onorabile degli armamenti. Insomma il governo ha fallito sia nell’”egemonia culturale di destra”, affidata a uomini scelti dall’alto e assolutamente incapaci di esercitare le loro funzioni nell’ambito di un regime repubblicano, con rispetto della Costituzione.
Anche nell’ambito della Giustizia, dove si introducono nuovi reati e si inaspriscono (o si ricopiano) quelli del codice esistenti facendo credere che sono nuovi, il “clima” non aiuta: le battaglie contro la tolleranza degli stranieri, “la remigrazione” e altre fetenzie di questo regime, si presuppone siano alla base dell’ondata di violenza giovanile gratuita contro persone inermi che ormai sembra proprio incontrollabile, altro che “Decreti Sicurezza”!
Qualcuno pensa, che visti i risultati e le beghe con gli alleati dentro la coalizione, questo governo sia al capolinea, e forse per questo la Premier sta cercando di farsi approvare la bozza di legge elettorale che ha presentato, nella quale si vota solo il partito senza sapere nulla sui parlamentari, scelti in seguito dai capipartito in base ai numeri; pare che sia pure incostituzionale nella parte che indica il candidato Premier (che spetta al Presidente della Repubblica) e il premio di maggioranza. Ella prima di dimettersi vuole assicurarsi la vittoria per altri cinque anni, prima che il consenso cali, Ma può, questo paese, sopportare altri cinque anni di immobilismo politico di una categoria di nostalgici legati al passato che inseguono la notizia di cronaca per agire, senza fare nulla di incisivo e di generale, cioè che interessi il maggior numero di persone possibile, per stare al passo con i cambiamenti della società soprattutto nel campo tecnologico?

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