
Tour dello Stilaro, dal limpido mare dello Jonio alle verdi colline della Vallata
di Mario Murdolo
Un itinerario, da togliere il fiato, di due giornate. dalla Magna Grecia di Monasterace verso i borghi bizantini di Bivongi, Pazzano e Stilo. Archeologia, cascate, monasteri e miniere nel cuore della Calabria jonica. La costa dei gelsomini non è solo spiagge. Basta lasciare il lungomare e in pochi minuti il paesaggio cambia. Dallo Jonio si sale tra boschi e fiumare fino alla Vallata dello Stilaro.
Terra di monaci basiliani, miniere borboniche ,chiese bizantine, acque e natura incontaminata. E al centro di tutto quattro tappe che raccontano 2.700 anni di storia calabrese., Monasterace, Bivongi, Pazzano e Stilo, Prima giornata Monasterace dove il mare custodisce l’antica Kaulon centro balneare con spiaggia pulita e chiara e un mare limpido che invita ad un bagno rinfrescante e tonificante. A Punta Stilo riaffiorano i resti dell’antica Kaulon, colonia fondata dagli antichi Achei di Crotone nel VII secolo A.C. E’ d’obbligo poi visitare il Parco Archeologico, un impianto urbano ellenistico e il tempio dorico quasi sulla battigia.
Nonche’ la celebre casa del drago con il mosaico sulla soglia Alle spalle il museo archeologico dove sono custoditi pezzi pregiati,, quali il mosaico del drago originale e la tabula Cauloniensis Monasterace non è solo marina ma possiede un borgo interno storico. E’ un labirinto di vicoli in pietra case a calce e terrazze sullo Jonio. Dal castello normano lo sguardo corre da Roccella a Punta Stilo .E’ la Calabria balneare che incontra l’antico. Giorno 2 – Vallata dello Stilaro – Acqua, ferro, Bisanzio, Lasciata la costa si entra nel verde.
Prima tappa al borgo di Bivongi dove si possono visitare prima dii tutto il museo dell’emigrazione e di arte contemporanea, Poco fuori dal centro sorge il monastero rumeno ortodosso di San Giovanni Theristis, Fondato dai monaci basiliani è ancora attivo con la presenza dei monaci ortodossi rumeni. Una caratteristica che rende ancora più interessante e unica questa realtà è che la pasqua ortodossa cade quasi sempre una settimana dopo di quella cattolica. Da qui si percorre un sentiero tra la natura verde e incontaminata che porta alle cascate del Marmarico. Pure questa, definita “Meraviglia Italiana” rappresenta una eccellenza e unicità essendo la cascata più alta del mezzogiorno d’Italia con i suoi 114 metri di altezza. Si trova nel cuore della montagna, nel verde, in una natura incontaminata e con un laghetto sottostante che invita ad un tonico e rinfrescante bagno.
Sulla strada di ritorno si imbocca un bivio che porta alle Acque Sante o Bagni di Guida. Risalgono all’800 testimonianze sulle ottime proprietà ‘ terapeutiche e salutari delle acque solfuree che sgorgano in quella località Tre chilometri più su c’è Pazzano. Storicamente famoso come centro minerario tra i più importanti nel meridione nel periodo borbonico.
E proprio il museo delle miniere racconta quando Pazzano era ricca e fiorente e quando era da li’ che partiva il ferro per Napoli. Dopo la visita al museo delle miniere si intraprende la strada verso le Serre e dopo pochi minuti si giunge in uno dei posti più suggestivi e importanti dal punto di vista turistico e religioso. Al Santuario di Monte Stella , incantevole e raro sia per essere collocato in una buca incavata in una riccia sia perché’ per la sua posizione solitaria ed eremitica si presta bene per momenti di preghiera. meditazione e ritiri spirituali. Il tour mare Vallata dello Stilaro si conclude a Stilo, la città di Tommaso Campanella. qui il fiore all’occhiello è rappresentato dalla Cattolica conosciuta in tutto il mondo e che ogni anno viene visitata da oltre 30.000 turisti. A questo richiamo si aggiungono i ruderi del castello normanno e le numerose chiese nel suggestivo centro storico che custodiscono importanti e antichi affreschi, dipinti e sculture. I entrambi i paesi visitati l’ottima e caratteristica cucina la fa da padrona accompagnata dall’immancabile vino Doc di Bivongi. Da questa bella esperienza turistica si rientra, senza dubbio, con gli occhi pieni di pietra, acqua e storia.
Mario Murdolo.
