
Rifondazione Comunista contro la legge Valditara: “Riduce diritti e libertà educative”
Il disegno di legge Valditara sull’educazione sessuoaffettiva è diventato legge. Prevede
l’eliminazione di questi percorsi nella scuola dell’infanzia e primaria e, nelle scuole secondarie,
l’obbligo del consenso preventivo delle famiglie.
Si tratta di una scelta che ridefinisce il ruolo della scuola, trasformando un diritto educativo in
un’opzione subordinata al contesto familiare. Riteniamo inoltre che questa norma limiti la libertà
di insegnamento sancita dall’articolo 33 della Costituzione e riduca la capacità della scuola di
svolgere una funzione fondamentale di prevenzione e tutela.
L’educazione sessuoaffettiva non “sessualizza” l’infanzia: insegna rispetto, consapevolezza e
consenso, contribuendo a contrastare abusi, bullismo e violenza di genere. In un contesto in cui
molti adolescenti faticano a riconoscere comportamenti violenti o possessivi, privarli di questi
strumenti significa lasciarli esposti a stereotipi e disinformazione.
Alla base della disuguaglianza di genere vi è anche un meccanismo economico particolarmente
evidente nel Sud, dove il lavoro di cura continua a ricadere soprattutto sulle donne, compensando
le carenze del welfare. Un’educazione che aiuti ragazze e ragazzi a riconoscere e mettere in
discussione questi ruoli rappresenta quindi uno strumento essenziale di emancipazione.
Per questo è difficile considerare il provvedimento come una misura di tutela delle nuove
generazioni. Esso appare piuttosto coerente con una visione ideologica che trova espressione
anche negli attacchi ai diritti delle persone LGBTQIA+ e nella messa in discussione della dignità
delle persone migranti. Fenomeni diversi, ma accomunati dall’idea che alcune identità e libertà
siano meno legittime di altre.
Noi crediamo che la scuola pubblica debba continuare ad essere uno spazio di uguaglianza, libertà
ed emancipazione. Per questo la mobilitazione continuerà, contro quella che consideriamo una
deriva antieducativa della scuola italiana, evidente non solo in questo provvedimento ma anche
nelle recenti riforme, dalle nuove Indicazioni Nazionali alla riforma degli istituti tecnici.
Difendere l’educazione sessuoaffettiva significa garantire a ogni studente e studentessa gli
strumenti necessari per comprendere sé stesso e rispettare gli altri.
Caterina Muraca, responsabile questioni di genere Rifondazione Comunista Calabria
Domenico Passarelli, responsabile scuola e università Rifondazione Comunista Calabria
Maria Catena Scali, responsabile politiche giovanili Rifondazione Comunista Calabria
Laura Gigliotti, circolo “Gullo-Mazzotta” Rifondazione Comunista Cosenza
