Furto aggravato e associazione per delinquere, eseguite 5 misure cautelari nella Locride

Furto aggravato e associazione per delinquere, eseguite 5 misure cautelari nella Locride

I Carabinieri della Compagnia di Locri (RC), con il supporto del personale della Compagnia
Carabinieri di Bianco e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, coordinati dalla Procura
della Repubblica presso il Tribunale di Locri, hanno dato esecuzione, nei comuni di Bianco,
Bovalino e Benestare, all’operazione convenzionalmente denominata “Golden River”, la quale ha
avuto origine da complesse e articolate attività investigative, che hanno permesso all’Autorità
Giudiziaria di Locri di applicare, nei confronti di due fratelli legati da vincoli di parentela, con una
nota famiglia di ‘ndrangheta della “Locride”, la misura cautelare degli arresti domiciliari e nei
confronti di altri tre soggetti la misura cautelare dell’obbligo di dimora presso il Comune di rispettiva
residenza.

L’indagine, svolta dalla Stazione Carabinieri di Bovalino, che trae origine dai servizi tesi al
monitoraggio dei cantieri edili pubblici e privati della “Locride”, oltre che alla repressione degli
illeciti in materia ambientale, ha consentito di individuare con chiarezza e precisione, il contesto
criminale in cui hanno operato, a vario titolo, i vari soggetti colpiti da misura cautelare. In
particolare, le indagini hanno portato alla luce, attraverso importanti elementi probatori, l’esistenza
di una vera e propria associazione a delinquere avente come fine ultimo la commissione di
innumerevoli delitti contro il patrimonio.

Le analisi investigative, condotte nel secondo semestre del 2024 ed eseguite mediante l’attenta
lettura di documenti amministrativi, i cui risultati sono stati confrontati con dati telematici ed
informativi, hanno permesso di controllare e verificare gli accessi in fiumara degli automezzi,
dedicati al movimento terra ed impiegati per il prelievo illecito di materiale inerte, circa 900
tonnalleta complessive, oltre a tutte le fasi di lavorazione, trasformazione e vendita dello stesso
materiale, mettendo in risalto le condotte illecite dei singoli indagati. Infatti, è stato accertato che il
materiale illecitamente asportato dalla fiumara “Bonamico”, sita in C.da “Ricciolio” del comune di
Benestare, dopo essere stato trasportato presso un’individuata ditta edile, veniva, in vari momenti,
sottoposto a varie fasi di lavorazione; ovvero frantumazione, lavaggio, conversione in sabbia lavata
e pietrisco sino ad arrivare al suo stoccaggio. Tale sistema, collaudato in ogni sua singola fase,
oltre a modificare le caratteristiche fisiche e visive del materiale fiumaro, rendeva quest’ultimo non
più identificabile agli occhi di soggetti esterni alla ditta, impedendone così l’identificazione
dell’illecita provenienza. Queste fasi sono risultate indispensabili e fondamentali alla successiva
vendita e quindi al riutilizzo del prodotto finito, spesso “calcestruzzo”, come investimento
economico in altre attività imprenditoriali della “Locride”, con conseguenti e consistenti introiti
economici per la ditta edile che si occupava della lavorazione del materiale fiumaro.
Si precisa che i soggetti coinvolti sono da ritenersi presunti innocenti, fino a eventuale sentenza
definitiva di condanna, nel pieno rispetto dei diritti dell’indagato e delle garanzie previste dal nostro
ordinamento.

Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria

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