
I consiglieri di minoranza di Caulonia chiedono le dimissioni dell’assessore Ierace
LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE ANTONELLA IERACE
Oggetto: Richiesta di dimissioni per ragioni di opportunità politica e tutela delle istituzioni.
Gentile Assessore Ierace,
sottoscriviamo questa lettera come atto politico corale, espressione di forze diverse presenti dentro e fuori il Consiglio Comunale, accomunate dalla stessa preoccupazione istituzionale. La questione, come sa, non è nuova perché nel gennaio scorso, attraverso un’interpellanza del gruppo Rinnoviamo Caulonia, è già stata posta in sede consiliare e liquidata con troppa sufficienza dal Sindaco e dalla sua maggioranza.
In quella seduta ci aveva colpito la presenza in aula dei volontari della Protezione Civile, in divisa, schierati quasi a fare da cornice istituzionale a una risposta che di istituzionale aveva poco: il richiamo al valore dei volontari opposto alle domande sull’opportunità politica. Non era sufficiente allora, non lo è oggi.
Tre mesi dopo, il 17 aprile scorso, la problematica era ancora al centro del dibattito consiliare, segno evidente che era ben lungi dall’essere risolta, come il Sindaco aveva lasciato intendere.
In quella seduta è emerso un dato di notevole peso istituzionale: il neo Vicesindaco Maiolo ha dichiarato pubblicamente di aver posto, come condizione per accettare il proprio incarico, la risoluzione definitiva del conflitto di interessi dell’Assessore Ierace.
Quando anche chi entra a far parte della stessa amministrazione riconosce il conflitto di interessi come pregiudiziale istituzionale, la questione smette di essere strumentalizzazione politica. La non risposta offerta anche in quella sede ovviamente non chiude i conti con il passato.
Le risorse riconosciute al Centro Italiano di Protezione Civile di Caulonia (CIPC) durante gli anni del conflitto conclamato esistono già, sono documentate, e richiedono una valutazione che prescinde da qualsiasi sistemazione formale attuale. A ciò si aggiunge che lo studio della documentazione relativa alla procedura FRPS ha fatto emergere ulteriori profili di una certa gravità, che questa lettera porta per la prima volta a conoscenza pubblica.
Vogliamo sgombrare il campo da ogni equivoco, una volta per tutte: nessuno, e sottolineiamo nessuno, ha mai messo in discussione l’impegno, la dedizione e il valore dei volontari che operano per la sicurezza del nostro territorio.
A loro va il nostro ringraziamento.
Ma proprio per rispetto verso quella divisa e verso ciò che rappresenta, non possiamo accettare che venga utilizzata per coprire un problema che è tutto politico e che riguarda esclusivamente Lei.
Il punto, Assessore Ierace, è semplice e riguarda la commistione dei ruoli.
Lei ricopre contemporaneamente la carica di Assessore con delega alla Protezione Civile e quella di componente del direttivo dell’Associazione di Protezione Civile che opera sul territorio.
Lei è, allo stesso tempo, rappresentante dell’Ente che eroga le risorse e vertice dell’Ente che quelle risorse le riceve.
Non stiamo parlando di piccoli rimborsi per spese occasionali. Dalle nostre verifiche risulta che, da quando Lei siede in Giunta, l’Associazione di cui Lei fa parte ha beneficiato di circa 100.000 euro di risorse pubbliche, tra affidamenti diretti, convenzioni e bandi di gara.
Cento.mila.euro.
È una cifra importante. È denaro pubblico, dei cittadini. Il fatto che Lei sieda nell’organo esecutivo (la Giunta) che indirizza, programma e approva le spese, e contemporaneamente sieda nel direttivo dell’associazione che di quelle spese è la principale beneficiaria, crea un cortocircuito istituzionale che non può essere ignorato.
Attenzione, non stiamo ponendo semplicemente una questione di norme, di cavilli o di chi firma materialmente le carte per aggirare l’incompatibilità formale.
Stiamo ponendo quella che è a tutti gli effetti una gigantesca questione di opportunità politica.
La situazione, peraltro, si è aggravata nel tempo. L’ultimo episodio in ordine cronologico, la procedura di affidamento del servizio di trasporto sociale finanziato con il Fondo Regionale Politiche Sociali, alla quale il CIPC ha partecipato, ha portato questa commistione a un livello qualitativamente diverso.
Perché qui ci troviamo davanti a un affidamento competitivo nel quale la Sua posizione istituzionale e la Sua posizione associativa erano in conflitto diretto e non mediabile.
Proprio per questo riteniamo doveroso precisare che, a questo punto, nemmeno un’uscita formale dall’associazione potrebbe sanare il vulnus prodotto.
Le conseguenze di quella procedura esistono già, sono documentate, e richiedono una valutazione da parte degli uffici e degli organi preposti che prescinde interamente dal Suo ruolo attuale.
C’è un ulteriore aspetto che non può essere taciuto. Il territorio di Caulonia conta altre associazioni di volontariato e di promozione sociale che operano con serietà, anche negli stessi settori ai quali il CIPC ha attinto risorse comunali, regionali e nazionali. La domanda che queste realtà ci pongono, e che noi facciamo nostra, è semplice: a parità di condizioni, avrebbero avuto le stesse opportunità? O la presenza di un Assessore ai vertici dell’associazione ha alterato, anche involontariamente, le condizioni di accesso alle risorse pubbliche? Non è una domanda retorica. È una questione di equità che riguarda l’intero tessuto associativo cauloniese e che merita una risposta.
Come può garantire ai cittadini la necessaria terzietà? Come può l’Amministrazione apparire imparziale agli occhi delle altre associazioni del territorio? Ma soprattutto, trova corretto che l’ombra del conflitto di interessi si allunghi sul lavoro nobile dei volontari, solo perché chi dovrebbe guidarli politicamente non ha la sensibilità di fare un passo indietro?
La politica richiede trasparenza, ma richiede anche lo stile di non prestare il fianco a nessun sospetto. “Essere al di sopra di ogni sospetto” non è solo una bella frase, è un requisito per chi gestisce soldi pubblici.
Sappiamo che questo non è soltanto il nostro sentire. Le perplessità che in questa lettera abbiamo messo per iscritto circolano apertamente, con toni di diffusa insofferenza, dentro e fuori il Consiglio Comunale. Ci giungono da cittadini estranei alla nostra area politica, da rappresentanti di associazioni del territorio, da persone che hanno a cuore Caulonia indipendentemente da qualsiasi appartenenza. È questa trasversalità che ci ha convinto a uscire allo scoperto con un atto formale. Si tratta di un sentimento diffuso, non fazioso, che, se ignorato, rischia di trasformarsi in sfiducia strutturale verso le istituzioni locali.
Per queste ragioni, Assessore Ierace,
Le chiediamo di compiere l’unico atto politicamente onorevole rimasto: rassegnare le Sue dimissioni da Assessore comunale.
Lo faccia per liberare l’Amministrazione da questa situazione imbarazzante. Lo faccia per restituire serenità all’Associazione, che deve poter operare senza il sospetto di godere di corsie preferenziali politiche.
Lo faccia per rispetto verso i cittadini di Caulonia, che meritano istituzioni limpide nella forma e nella sostanza. Restiamo in attesa di un Suo riscontro, che ci auguriamo celere e responsabile.
Cordialmente,
I consiglieri comunali
Vincenzo Frajia
Luana Franco
Antonio Marziano
Ilario Cavallo
MariaLuisa Cricelli
