
A Caulonia la spiaggia c’è. La campagna elettorale dura pochi mesi, il turismo invece da lavoro a molte famiglie
di Andrea Vaccaluzzo
Nessuno nega che l’erosione abbia colpito duramente il tratto di spiaggia davanti al lungomare. Fino a poco tempo fa, infatti, lungomare e spiaggia convivevano nello stesso spazio, rappresentando insieme uno dei punti di forza della Marina. Oggi quella realtà è cambiata e sarebbe inutile fingere il contrario.
Ma da qui a dire che Caulonia non abbia più una spiaggia o che non abbia più nulla da offrire ce ne passa.
Il problema riguarda soprattutto il tratto antistante il lungomare, non l’intera fascia costiera del territorio comunale. I lidi sono stati delocalizzati a sud del torrente Amusa, dove la spiaggia continua ad esserci e a svolgere la propria funzione balneare.
Per anni siamo stati abituati a considerare lungomare e spiaggia come un tutt’uno. Oggi la spiaggia in quel tratto non c’è più, ma il lungomare continua ad esistere. Una volta completati gli interventi necessari, tornerà ad essere pienamente agibile e fruibile per passeggiate, incontri, locali, eventi e vita serale.
La perdita dell’arenile davanti al lungomare rappresenta certamente una ferita importante, ma non può far dimenticare che la spiaggia continua ad essere presente e fruibile in altre parti del territorio.
Del resto, basta guardare ad altre realtà turistiche italiane. In molte località della Liguria la spiaggia è ridottissima o in alcuni casi quasi inesistente, eppure questo non impedisce a quei luoghi di avere una forte attrattività turistica, una vivace vita serale, attività commerciali floride e lungomari costantemente frequentati. Il mare non si vive soltanto attraverso la spiaggia, ma anche attraverso gli spazi urbani, le passeggiate, gli eventi, la ristorazione, il paesaggio e la socialità.
La differenza è che noi siamo stati abituati ad una condizione particolarmente favorevole: per decenni abbiamo avuto contemporaneamente un lungomare vissuto e una spiaggia ampia e facilmente accessibile. È proprio questa abbondanza che oggi rischia di alterare la percezione del problema e di trasformare una perdita importante in una percezione di perdita totale.
Nessuno mette in discussione il valore della spiaggia perduta davanti al lungomare, né la necessità di lavorare affinché, attraverso interventi strutturali di medio e lungo periodo, possa essere recuperata. Anzi, è auspicabile che si arrivi a restituire al lungomare anche quell’arenile che per tanti anni ne ha rappresentato una componente essenziale.
Ma sarebbe un errore confondere una ferita importante con la perdita dell’intera identità turistica del territorio.
Descrivere Caulonia come una località che non ha più una spiaggia, o peggio ancora come una località che non ha più nulla da offrire, significa descrivere una realtà diversa da quella che abbiamo davanti agli occhi. Sarebbe un atteggiamento autodistruttivo, oltre che difficilmente giustificabile alla luce della nostra stessa geografia.
Stiamo parlando di un territorio che continua ad avere aree balneabili, lidi operativi e un lungomare destinato a rimanere uno dei punti centrali della vita della Marina.
Per questo motivo sarebbe opportuno che chi utilizza questi argomenti come cavallo di battaglia calibrasse con attenzione le proprie parole. Le elezioni durano qualche giorno, la campagna elettorale qualche mese. Il turismo, invece, dà lavoro e reddito a molte persone e sostiene attività che vivono di immagine, presenze e fiducia.
Evidenziare i problemi è legittimo. Ma quando si parla di turismo e di economia locale, bisognerebbe sempre ricordare che certe affermazioni non restano confinate alla polemica politica. Finiscono per incidere sulla percezione che visitatori, investitori e operatori hanno del territorio e, di conseguenza, anche sulle persone che da quel territorio traggono il proprio sostentamento.
Per questo motivo ritengo che sia giusto denunciare le criticità, ma senza perdere la capacità di vedere anche ciò che continua ad esserci.
Io continuo a trovare la nostra Caulonia affascinante, bella, straordinaria. Un luogo in cui convivono il fascino arcaico del borgo e la forza del mare. Una terra che conserva una propria identità, una propria storia e una propria bellezza, e che merita di essere raccontata per ciò che è realmente, con i suoi problemi ma anche con tutte le sue straordinarie risorse.
