
I consiglieri di minoranza di Caulonia replicano all’assessore Ierace: “Dimissioni dalla Protezione Civile tardive e fuori tempo massimo”
Gentile Assessore Ierace,
abbiamo letto la Sua risposta e, lo diciamo con franchezza, siamo rimasti scioccati per il tono che ha usato. Parole come “subdolo”, “feroce”, “ignobile”, insieme all’uso frequente dei punti esclamativi, appartengono a un registro che non è il nostro e nel quale non La seguiremo.
Vi riconosciamo il consueto tentativo di trasformare un confronto su atti e fatti in una polemica urlata, come troppe volte accade in Consiglio comunale.
Non cadremo nel tranello, rimandiamo al mittente le accuse e restiamo dove eravamo, sulle domande e sui documenti.
Nel frattempo è scesa in campo l’intera Amministrazione comunale, con un comunicato che fa propria, e per esteso, la difesa dell’Assessore. Ne prendiamo atto senza sorpresa e, lo confessiamo, con un certo interesse, giacché quel documento ha il merito di spostare il confronto dal terreno personale, sul quale la Sua risposta aveva inteso confinarlo, a quello politico e istituzionale, l’unico sul quale abbiamo chiesto fin dall’inizio di essere ascoltati.
È dunque anche a quel comunicato, oltre che a Lei, che si rivolgono le considerazioni che seguono. Una premessa, prima di ogni altra cosa. L’Amministrazione esordisce assicurando che l’Assessore è “persona onesta e corretta”. Non lo abbiamo mai posto in dubbio, né la questione che solleviamo ha mai avuto a che vedere con l’onestà delle persone. Un conflitto di interessi è una condizione oggettiva, che discende dalla sovrapposizione dei ruoli e non dalle intenzioni di chi vi si trova; non si dissolve con un attestato di stima, per quanto sincero, ma si rimuove rinunciando per tempo all’uno o all’altro dei ruoli fra loro incompatibili.
Confondere il piano morale con quello istituzionale, opponendo la rispettabilità della persona a un rilievo che riguarda la funzione, è il primo e più ricorrente equivoco di tutta la difesa. Allo stesso modo, e con altrettanta nettezza, respingiamo l’idea che si sia voluto colpire i volontari. Non abbiamo rivolto loro un solo appunto, e il rispetto per il loro servizio resta, da parte nostra, integro e dichiarato.
La nostra osservazione riguardava la cornice e la sovrapposizione dei ruoli ai vertici, non chi presta opera sul territorio; trasformare un rilievo politico in un’offesa ai volontari è un espediente retorico comodo, che però non risponde alla domanda che abbiamo posto.
Prendiamo atto, semplicemente, di quanto Lei stessa afferma; e quanto afferma equivale al riconoscimento implicito che un conflitto di interessi è esistito (e, purtroppo, esiste ancora). Una “aspettativa” invocata nel 2022 e le “dimissioni” dalla Protezione Civile rassegnate soltanto nel 2026 descrivono, con le Sue parole, una situazione protrattasi per circa quattro anni, alla quale
Lei ha posto mano unicamente dopo che la minoranza l’aveva sollevata e l’odierno Vicesindaco Giovanni Maiolo ripresa, tanto da porla tra le questioni pregiudiziali per l’ingresso in giunta. Veniamo alle Sue affermazioni. Lei parla di “allusioni”.
Non abbiamo alluso a nulla. Abbiamo scritto fatti documentati e posto domande puntuali, alle quali una risposta nel merito ancora non è arrivata.
Quanto all’accusa di gettare “ombre” per fini elettorali, la rispediamo al mittente. Se avessimo inteso aprire una partita elettorale, non avremmo avuto bisogno di “ombre”; sarebbe bastato evidenziare la Sua azione amministrativa, su ogni fronte disastrosa, a partire dalla Sua gestione del bilancio comunale. Ma di questo parleremo nelle sedi proprie. Per ora restiamo sull’unica questione che Lei continua a non affrontare nel merito.
Sul movente elettorale che ci viene attribuito l’Amministrazione aggiunge un dettaglio che, a ben vedere, le si rivolta contro.
Scrive che avremmo sollevato la questione “a pochi mesi dalle elezioni”. Le elezioni amministrative si terranno tra circa un anno; e se davvero avessimo coltivato un disegno di parte, la più elementare convenienza avrebbe consigliato di conservare l’argomento per i mesi immediatamente precedenti al voto, quando rende, non di spenderlo oggi, quando il tempo lavora contro chi accusa.
Il calcolo che ci viene addebitato, se calcolo fosse, sarebbe stato fatto male. Quanto al perché non prima, la risposta sta nelle carte e nelle loro date. Gli atti che documentano la sovrapposizione dei ruoli non esistevano da sempre; l’iscrizione al Registro Unico è del 2024, la dichiarazione sottoscritta di proprio pugno è dell’aprile 2025. Una questione si solleva quando se ne posseggono gli elementi, non nel momento che farebbe comodo a chi oggi deve difendersi.
E la solleviamo perché tocca un principio, non perché serva una stagione.
Tra le ragioni che hanno condotto il gruppo “Dipende da Noi” a uscire dalla maggioranza vi è stata anche, e non per ultima, proprio la questione etica dei conflitti di interesse. Chi abbandona una maggioranza su un tema non se ne serve come di un’arma da riporre e riprendere a seconda del calendario; lo porta con sé come ragione di coerenza, e ne paga il prezzo politico.
Conciliare quella scelta, maturata e scontata sul piano dei rapporti di forza, con la figura della manovra elettorale dell’ultima ora richiederebbe all’Amministrazione uno sforzo che il suo comunicato non compie.
L’Amministrazione crede poi di sorprenderci in contraddizione, rammentando che taluno fra i sottoscrittori, quando sedeva in Giunta da assessore, votò delibere che oggi contesta. L’argomento prova troppo e, a guardarlo da vicino, non prova nulla. Quelle delibere, nel momento del voto, non recavano scritta sul volto l’evidenza del conflitto che soltanto i documenti successivi hanno reso manifesto; e furono approvate sul presupposto, esplicitamente rassicurato all’interno
della maggioranza, che conflitti di interesse non ve ne fossero, né in capo all’Assessore Ierace né in capo ad altri amministratori o componenti della maggioranza.
Quelle rassicurazioni si sono rivelate non veritiere. Avere prestato fede, allora, a chi garantiva che il problema non sussisteva non è un voltafaccia tattico; è, semmai, la prova della buona fede di chi votava. E avere scoperto, dopo, che ciò che era stato garantito non corrispondeva al vero è precisamente una delle ragioni per cui quella fiducia è venuta meno e per cui oggi chiediamo che la posizione venga sanata.
Il “cambio di valutazione” che ci si rimprovera ha un nome assai più piano. Si chiama prendere atto dei fatti nel momento in cui i fatti si conoscono.
Lei definisce “documentalmente falso” il fatto che lei abbia rivestito la carica di assessore e quella di componente del direttivo della Protezione Civile di Caulonia.
La verità dovrebbe saperla meglio di chiunque, ma poiché continua a nasconderla, la faremo conoscere noi ai cittadini, con le carte alla mano.
Lei richiama “un’aspettativa” dai ruoli direttivi della Protezione Civile che risalirebbe al luglio 2022. Non ne ha mai parlato, nessuno ne sapeva nulla e basta sfogliare i documenti per nutrire più di un dubbio.
Nell’assetto risultante dal Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), la cui iscrizione è del 2023, Lei figura tra gli organi dell’Associazione. Nel 2023.
Il 10 aprile 2025, nella domanda con cui il Centro Italiano di Protezione Civile ha partecipato alla procedura per il trasporto sociale, indetta dal Comune di Caulonia, Lei ha sottoscritto di proprio pugno la dichiarazione antimafia qualificandosi, testualmente, “componente del Consiglio direttivo dell’Associazione Centro di Protezione Civile di Caulonia”. Siamo nel 2025, in piena attività amministrativa. La cosiddetta “aspettativa” è sulla carta, nella realtà si firma e agisce come componente del direttivo della Protezione Civile.
È il punto che la Sua risposta accuratamente evita. Quella procedura, finanziata anche con il Fondo Regionale per le Politiche Sociali, si è svolta nella primavera del 2025 (con scadenza all’11 aprile) con ammissione dell’Associazione disposta nell’ottobre seguente.
In quei mesi Lei era, nello stesso tempo, Assessore con delega alle Politiche Sociali e alla Protezione Civile e componente del Direttivo dell’associazione che a quella procedura partecipava; una procedura incardinata nel settore delle Politiche Sociali, a beneficio di un ente operante nella Protezione Civile, vale a dire le due materie sulle quali Lei esercita la delega.
Le dimissioni del 20 marzo 2026 arrivano quasi un anno dopo, tardive e fuori tempo massimo, e proprio perché successive non rimuovono ciò che in quei mesi si era già prodotto. Sull’intervento del Vicesindaco Maiolo La invitiamo a rileggere il verbale del Consiglio del 17 aprile 2026. Il Vicesindaco non ha dichiarato che il conflitto di interessi fosse insussistente.
Ha messo a verbale di aver posto tre condizioni per entrare in Giunta, e che la terza era la risoluzione definitiva proprio di quel conflitto, perché, parole sue, non intendeva entrare in una giunta sulla quale gravasse il sospetto di un conflitto di interessi.
Che lo abbia qualificato come “presunto” non muta la sostanza. Un conflitto del quale il nuovo Vicesindaco pretende la rimozione prima di accettare l’incarico è una pregiudiziale concreta, che la maggioranza ha dovuto affrontare (e lei provare a risolvere) e che nessuno ha bisogno di inventare a fini elettorali.
Su questo punto l’Amministrazione tenta il passaggio più ardito dell’intero comunicato. Riduce la condizione posta dal Vicesindaco a un semplice “auspicio”, dettato da opportunità e da spirito di tutela, e perfino già esaudito “attraverso i chiarimenti forniti”. Chi era presente sa che le cose andarono diversamente. La risoluzione del conflitto non fu auspicata a cose fatte; fu posta come condizione preventiva all’ingresso in Giunta, e fu posta non soltanto a verbale nella seduta del 17 aprile, ma prima, ai tavoli delle consultazioni, dinanzi a tutti i gruppi di minoranza, nei quindici giorni e più che precedettero la nomina. Lo abbiamo udito, non lo abbiamo dedotto. Che oggi quella condizione venga riscritta come blando auspicio non muta ciò che fu detto allora, tra l’altro pubblicamente; resta agli atti, e nella memoria di quanti parteciparono a quelle consultazioni, che la rimozione del conflitto fu il presupposto dell’ingresso in Giunta, non un cortese augurio formulato a posteriori.
E ci consenta una notazione sul calendario, che ai cittadini non sfuggirà. Le Sue dimissioni dalla Protezione Civile recano la data del 20 marzo 2026. La nomina del Vicesindaco Maiolo, al termine di consultazioni durate oltre quindici giorni, è del 27 marzo. La registrazione delle dimissioni presso l’Agenzia delle Entrate è del 9 aprile, la seduta nella quale Maiolo riferisce è del 17 aprile. Una successione così ordinata difficilmente appartiene al caso.
Quanto alle cifre, prendiamo atto che Lei non nega i circa centomila euro; li qualifica come “rimborsi”.
Anche accogliendo la Sua definizione, centomila euro di soli rimborsi restano una somma imponente per una singola realtà associativa.
Teniamo a chiarire che la nostra lettera non ha mai messo in discussione il lavoro che il Centro svolge nell’ambito del proprio oggetto sociale. Se però a quella cifra si aggiungono anche i rimborsi per le attività di protezione civile, comprese quelle che Lei stessa porta a esempio, il totale cresce in misura sensibile, superando abbondantemente i centomila euro. Sono ordini di grandezza che, da soli, spiegano perché la questione esista.
C’è una Sua frase che ci ha colpito più di ogni accusa. Lei scrive di adoperarsi quotidianamente “grazie anche al supporto di una validissima realtà associativa nata da ben 17 anni fa”. Lo afferma Lei. L’Assessore che amministra il settore riconosce di operare grazie al sostegno dell’associazione
che di quel settore è tra i principali beneficiari. A noi pare quasi una conferma, scritta di Suo pugno, della commistione di ruoli che andiamo denunciando.
Sul capitolo delle querele siamo sereni. Se ritiene di essere stata diffamata o calunniata ce ne rammarichiamo sinceramente, e dispone di ogni strumento per rivolgersi alle sedi competenti, per quanto minacciare o addirittura sporgere querele agli avversari sia divenuto un riflesso ricorrente di questa amministrazione.
Noi confermiamo parola per parola quanto abbiamo scritto.
Se può esserLe utile, ci autodenunciamo.
Un’ultima cosa. Lei chiama in causa gli affetti familiari e li espone in una pagina pubblica. È una strada che non conduce da nessuna parte, e che avremmo preferito non vedere percorsa. Le ribadiamo, con rispetto e senza alzare la voce, quanto Le avevamo già detto. Dimissioni dall’associazione tardive, non risolutive, giunte fuori tempo massimo e soltanto dopo che la minoranza e, soprattutto, il Dott. Giovanni Maiolo avevano sollevato la questione, non appaiono sufficienti a sanare le incompatibilità manifeste nelle quali la Sua posizione si è venuta a trovare.
Resta, per tutto questo, l’unico atto politicamente onorevole. Noi continuiamo ad attendere una risposta nel merito, che a oggi non è pervenuta. In sua mancanza, la mozione che abbiamo predisposto, e tutti gli atti che si renderanno necessari, rappresenterà il naturale esito di questo confronto.
Con immutato rispetto per tutti i volontari e con altrettanta fermezza sul rispetto delle istituzioni.
I consiglieri comunali di Minoranza
Luana Franco, MariaLuisa Cricelli, Antonio Marziano, Ilario Cavallo Enzo Fraja
