“Lavoriamo insieme, lavoriamo meglio”: il progetto della Cooperativa Sociale Nuove Frontiere entra nel vivo, avviati i primi tirocini formativi

“Lavoriamo insieme, lavoriamo meglio”: il progetto della Cooperativa Sociale Nuove Frontiere entra nel vivo, avviati i primi tirocini formativi



Sono ufficialmente partite le attività di “Lavoriamo insieme, lavoriamo meglio”, il progetto promosso dalla Cooperativa Sociale Nuove Frontiere e finanziato con i fondi dell’otto per mille dell’IRPEF a diretta gestione statale. A poche settimane dall’avvio, l’iniziativa registra già i primi risultati concreti: è in corso la prima tornata di tirocini formativi, che coinvolge alcuni beneficiari avviati presso altrettante realtà del territorio.
Il percorso, che nell’arco complessivo di tredici mesi accompagnerà quaranta cittadini stranieri, ha preso il via con la fase di orientamento al lavoro. Nelle prime settimane di attività si è proceduto all’individuazione dei primi destinatari — con il supporto della rete di soggetti pubblici e del privato sociale — all’analisi dei loro bisogni e delle loro aspettative, all’elaborazione dei bilanci delle competenze e alla predisposizione dei documenti necessari all’ingresso nel mondo del lavoro. Un lavoro puntuale, condotto persona per persona, che ha consentito di attivare i primi tirocini nel rispetto della programmazione prevista.
Il primo gruppo è ora operativo presso le aziende ospitanti, seguito passo dopo passo da un tutor dedicato che cura il raccordo tra domanda e offerta e accompagna tanto i tirocinanti quanto le imprese lungo tutto il percorso formativo.
«Vedere i primi tirocini prendere avvio è la conferma che la strada intrapresa è quella giusta», sottolinea Giovanni Maiolo, responsabile tecnico del progetto, evidenziando come dietro ogni inserimento vi sia «un lavoro paziente di ascolto e di costruzione di fiducia, perché un tirocinio non è solo un’opportunità di reddito, ma un primo, concreto passo verso l’autonomia e la dignità della persona». Un percorso, aggiunge, che ha anche una funzione di tutela: «Dare informazioni corrette e accompagnare i beneficiari significa prevenire e arginare quelle condizioni di sfruttamento lavorativo che ancora attraversano alcuni dei nostri territori».
Sui primi passi del progetto interviene anche Maria Teresa Scrivo, legale rappresentante della Cooperativa Sociale Nuove Frontiere, che richiama l’esperienza pluriennale dell’ente nei percorsi di accoglienza e integrazione. «L’avvio dei tirocini rappresenta il momento in cui l’accoglienza si traduce in autonomia concreta», osserva Scrivo, ricordando come il progetto sia «la naturale prosecuzione di un metodo di lavoro costruito in quasi un decennio, fondato sulla rete territoriale e su un’idea di integrazione che non si accontenta dell’assistenza, ma punta a restituire alle persone gli strumenti per camminare con le proprie gambe».
Proprio la rete territoriale — costituita da enti pubblici, distretti socio-sanitari, enti di formazione, sindacati, scuole, parrocchie, moschee e associazioni — si conferma il vero motore dell’intervento, avendo reso possibile, fin dalle prime settimane, l’incontro tra i bisogni dei beneficiari e le opportunità offerte dalle imprese del comprensorio.
Con l’avvio dei primi tirocini, “Lavoriamo insieme, lavoriamo meglio” entra nella sua fase operativa più significativa, confermando l’impegno della Cooperativa Sociale Nuove Frontiere per un’inclusione lavorativa che sia, insieme, strumento di solidarietà e fattore di crescita e coesione per l’intero territorio.

Ufficio stampa

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