
Torna a Riace la “Settimana dell’Arte”
La “Settimana dell’Arte” torna a Riace per la sua terza edizione
dal 5 all’8 agosto quattro giornate dedicate all’arte, alla comunità e alla valorizzazione culturale del
territorio. L’iniziativa, promossa dall’associazione di promozione sociale “Radicare” nasce e
continua a crescere come uno spazio aperto di incontro tra persone, linguaggi artistici, storie ed
esperienze differenti, con l’obiettivo di rendere la cultura accessibile e condivisa.
Dopo la partecipazione e il riscontro positivo ottenuti nelle precedenti edizioni, la manifestazione
torna con un nuovo programma di appuntamenti dedicati alle arti visive, alla creatività
contemporanea e alla socialità, coinvolgendo cittadini, associazioni, artisti, musicisti, performer e
appassionati. Nel corso delle quattro giornate, le vie del paese si trasformeranno ancora una volta in
spazi vivi e attraversabili, luoghi di relazione e confronto in cui l’arte diventa strumento di libertà,
autodeterminazione e riappropriazione.

La “Settimana dell’Arte” è infatti una settimana di arte e comunità tutta in divenire. È uno
“mbiscatizzu” propositivo e ordinato nel suo disordine, un miscuglio di idee, di gente, di colori,
forme e suoni, di profumi e soprattutto storie. È una settimana che nasce e prende forma nelle menti
di chi la immagina e la attraversa, fino a trasformarsi concretamente in laboratori, spettacoli e
momenti itineranti di condivisione capaci di avvicinare le persone alla cultura e alle storie, creando
nuovi significati.

È una manifestazione che cresce grazie alle relazioni, alla partecipazione spontanea delle persone e
al desiderio di costruire occasioni autentiche di incontro. Ogni edizione si trasforma grazie ai
contributi, alle sensibilità e alle energie di chi decide di prenderne parte, rendendo la “Settimana
dell’Arte” non soltanto un evento culturale, ma un vero e proprio processo comunitario capace di
generare connessioni e nuove forme di partecipazione attiva.

In un mondo sempre più veloce, che lascia indietro gli esseri umani, la natura e le loro relazioni, i
luoghi e le comunità, l’arte — nella sua totalità e pluralità di linguaggi — può essere una pratica
potentissima di resistenza e riscatto. Può diventare uno strumento che si mette a servizio di tuttə,
capace di raccontare storie, rigenerare spazi e sguardi, ridisegnare territori e agire negli spazi sociali
ricollocandoli in nuovi sistemi di valori. L’arte permette di esplorare sé stessi e gli altri, di lottare e
raccontare attraverso i corpi e la creatività, permette di essere e stare.
Da questa convinzione nasce la volontà di trasformare le vie di Riace in grandi tele a cielo aperto, in
laboratori sociali in cui scambiare esperienze e saperi, in piccoli e incontaminati palcoscenici da cui
far risuonare melodie, immaginari condivisi, storie di vita e lotte per la vita. Una settimana che
vuole riscoprire il senso di comunità e riaffermare il valore dello stare insieme attraverso pratiche
culturali accessibili e partecipate.

Il tema della terza edizione sarà “Voci che restano”
“Voci che restano” nasce dall’idea che i luoghi esistano attraverso le persone che li abitano, li
attraversano e li raccontano. Ogni luogo custodisce una pluralità di voci e di sguardi: memorie,
esperienze, lingue, gesti e modi diversi di vedere il mondo che convivono e si intrecciano nel
tempo. Le voci che restano sono quelle di chi sceglie di rimanere, di tornare o di ricostruire un
legame con il territorio; sono le voci che tramandano storie, tradizioni e frammenti di memoria
collettiva, ma anche quelle che immaginano nuovi modi di abitare i luoghi e di viverli nel presente.
Al centro del tema c’è il valore dell’ascolto. Ogni racconto continua a esistere solo se trova
qualcuno disposto ad accoglierlo, custodirlo e farsene carico. La memoria, infatti, non è qualcosa di statico, ma un passaggio continuo tra chi narra e chi ascolta, tra passato e futuro, tra esperienza
individuale e dimensione collettiva. “Voci che restano” vuole quindi diventare uno spazio aperto, in
cui differenze culturali, prospettive e sensibilità possano convivere e dialogare.

La “Settimana dell’Arte” vuole essere un invito a riconoscere nei borghi non luoghi immobili o
marginali, ma comunità vive, capaci di resilienza e trasformazione attraverso le storie di chi
continua ad abitarli e immaginarli. Attraverso laboratori, spettacoli, incontri, installazioni e
momenti di socialità diffusa, il festival proverà a restituire centralità alle storie, alle memorie e alle
relazioni che tengono vivi i territori.
L’iniziativa si inserisce all’interno del percorso portato avanti dall’Associazione di Promozione
Sociale Radicare che opera nel territorio di Riace.

Chi siamo?
L’associazione di promozione sociale “Radicare” nasce da un immaginario condiviso costruito
negli anni con costanza e pazienza, dall’osservazione e dall’ascolto attento del contesto in cui le
persone del collettivo sono nate e cresciute, dalla volontà di mettere insieme saperi, esperienze di
studio e percorsi di vita per tracciare un nuovo sentiero comune fatto di consapevolezza di sé, dei
luoghi che si abitano e del modo in cui si vuole continuare ad abitarli oggi e domani.

Il gruppo di Radicare è formato da persone che si muovono e agiscono per raggiungere un obiettivo
comune: il bene della collettività. Inclusione sociale, solidarietà, libertà, partecipazione e
cooperazione sono i valori che orientano ogni attività e ogni scelta dell’associazione.
Radicare vuole essere uno spazio sicuro e accogliente per le persone. Vuole rigenerare con cura gli
spazi e riappropriarsene affinché diventino laboratori di socializzazione e luoghi di scambio di
saperi e ascolto reciproco. L’associazione porta avanti il proprio impegno culturale e sociale
attraverso un approccio partecipativo e intersezionale, perché al centro di tutto ci sono le persone, le
loro storie di vita e le relazioni che costruiscono con i territori.

“Radicare” significa prima di tutto scegliere di mettere radici: nei luoghi, nelle relazioni, nelle
comunità e nei processi collettivi di trasformazione. Significa saper stare consapevolmente, saper
guardare e partecipare, saper accogliere e trasformare con cura ciò che attraversa i territori e le
persone che li abitano. Per le ragazze e i ragazzi dell’associazione, “Radicare” non vuol dire restare
immobili, ma costruire legami profondi, generare appartenenza, custodire memorie e allo stesso
tempo immaginare nuovi modi di abitare i luoghi e viverli insieme. Significa creare occasioni di
incontro attraverso eventi culturali, festival d’arte, laboratori creativi, incontri di sensibilizzazione e
informazione, cinema, musica, cibo e natura. Significa lavorare attraverso il dialogo e in rete con
altre realtà per creare insieme e abbattere muri, diventando agitatrici e agitatori di comunità.

La “Settimana dell’Arte” rappresenta uno dei momenti più significativi di questo percorso
collettivo. Un’esperienza che cresce anno dopo anno grazie alla partecipazione attiva delle persone
e alla costruzione condivisa di spazi di confronto, espressione e relazione. Un’occasione per
continuare a immaginare comunità vive, aperte e solidali, in cui la cultura venga riconosciuta come
bene comune accessibile e capace di generare impatto sociale positivo.
Nelle prossime settimane pubblicheremo il programma definitivo della manifestazione.
Per informazioni: radicare.aps@gmail.com
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