
Bruno Grenci sul suo scritto “sCAULOGNATI”: “Per questo libretto ho faticato e non poco e sono andato incontro a tante rinunce, ma ne è valsa la pena.”
Siamo sCAULOGNATI? Per quanto mi riguarda il dubbio rimane. Non è un pianto e nemmeno un’afflizione, semmai è realismo.
Ringrazio nuovamente per avere portato il contribuito alla presentazione del mio libro il sindaco Cagliuso, l’editore Domenico Garreffa, Nicola Frammartino, Pierluigi Ferraro, Ilario Camerieri, Maria Celi, Raffaella Di Rosa, Giovanni Maiolo, e poi tutti gli intervenuti. Bello a piazza Mese e bello all’Afrodite. Sono più che soddisfatto.
Per questo libretto ho faticato e non poco, mi sono spremuto, preoccupato e sono andato incontro a tante rinunce, ma ne è valsa la pena.
Mi è stato osservato se ho fatto tutto questo per una candidatura. Ma per favore… Alla mia età! Tuttavia, a questa seppure legittima osservazione ho risposto, e lo ribadisco qui, che sarebbe meschino oltre che velleitario pensarlo.
Certo ad avere più ascolto e voce in capitolo mi piacerebbe, dopo che ho scoperto di avere avuto ragione per avere contrastato la colpevole delittuosa demolizione delle scuole; di avere fatto bene ad avere contestato con tutte le mie forze un progetto farlocco del lungomare che in una notte Harry ha spazzato via; ad avere fatto bene a promuovere il comitato 106 contro chi supinamente, colpevolmente e in silenzio aveva già approvato, nel 2022, lo sfiguramento del nostro comune e del nostro territorio. E tanto altro ancora.
Ma vi è un’altra ragione per la quale non sono candidato, per ora, a nulla, e per la quale non sarà il libro a facilitarmi su questa eventuale “corsa”. Ed è il fatto che io non ho mai pensato di avere il mio, più o meno piccolo, Clan.
Poiché ahimè la politica delle idee e delle visioni è stata sormontata dalle congregazioni capeggiate da leader, o meglio, piccoli capi, più o meno legittimati. Qui da noi non si dice: sei per ristrutturare la torre camillari o sei per la tarantella? Non si dice vuoi la nuova 106 a monte o a valle? Vorresti ricostruire la spiaggia o fare nuovi muri sul mare? No e poi No. Noi diciamo sei con Francesco o con Giovanna? Con Matteo o con Giorgia? Insomma, come dice Conad: “le persone oltre le cose”. La parvenza di partito che è il pd cauloniese ha più le sembianze del clan che del partito. Lo stesso dicasi per “l’officina delle idee”: per quanto essa sia di estrazione popolare e dal basso, penso che l’assetto clanico lo abbia avuto anche lei. Come pure lo penso del gruppo “Dipende da noi” e del gruppo “Rinnoviamo “. Va detto che purtroppo la mentalità del clan e delle personalizzazioni fanno parte della nostra cultura: paesana, meridionale, na altresi in buona parte italiana. Nel clan si sta insieme per fidelizzazione, per aspirare al potere, per adorare un capo, e per sviluppare simpatie, non per raggiungere uno scopo o un ideale. La strada 106, l’ambiente, l’ecosistema, la torre camillari, la spiaggia erosa, la marina intasata di traffico e odore di fogna, passano in secondo piano, o sono comunque funzionali alla legge suprema del CLAN.
Comunque la pensiate, cercate il mio libro dove è in vendita e acqustatelo perché troverete tanti spunti, interrogativi e risposte. Una cara persona mi ha suggerito che il prossimo passo dovrà essere da “SCAULOGNATI” a INcaulognati; trovate la differenza….
P.s. chi non ha voglia di acquistare il libro e ha invece comunque voglia di leggerlo venga da me che gliene regalo uno.
