“Il sogno di Mongiana” incanta Bivongi: una serata di teatro, storia e commozione

“Il sogno di Mongiana” incanta Bivongi: una serata di teatro, storia e commozione

di Mario Murdolo

Un racconto straordinario, emozioni profonde, che hanno interessato e incantato molti spettatori nel suggestivo scenario della villa comunale di Bivongi. Una messa in scena potente, in grado di fondere storia, arte e passione. Un legame unico che ha unito la platea e gli attori in un unico, grandissimo dibattito.
Il merito va alla compagnia “Luoghi dell’arte formazione srl”, formata da Marco Luly (attore e regista), Luciana Codispoti, Andrea Matteo Luly, Romeo Orlandi, Esther Marconi, Maria Angela Gabat e Gaetano Mugro, che ha creduto in questo progetto con dedizione totale. A tutti gli artisti va un giusto plauso e apprezzamento: professionisti che hanno il merito di aver portato in scena un’opera così coinvolgente e di alto valore culturale.
Il tema trattato in questa performance coinvolge pure la storia di Bivongi e degli altri paesi della Vallata dello Stilaro.
A conclusione dello spettacolo, l’assessore alla cultura Maria Antonietta Zurzolo ha consegnato al gruppo una targa ricordo, in segno di gratitudine e apprezzamento per una serata culturale e didattica indimenticabile, accompagnandola con queste belle parole: “Desideriamo rivolgere all’Associazione Luoghi dell’arte un saluto e un ringraziamento sincero per averci regalato una serata con un’emozione unica, con la rappresentazione de ‘Il sogno di Mongiana’. Ciò che è avvenuto nel nostro paese è stato un evento di alto livello culturale. Uno spettacolo teatrale, sotto forma di “cunto”, fatto di parole, memoria e storie profonde che ci hanno guidato alla riscoperta di una parte fondamentale della nostra identità attraverso le viscere della montagna. Abbiamo rivissuto le fatiche, le speranze e i sogni di una comunità storicamente legata alla propria terra.”

Gli attori si sono dimostrati bravi nell’esibirsi, destando l’interesse del numeroso pubblico con alcuni momenti di recita in dialetto calabrese.
Il progetto di questa compagnia, che io definisco didattico-culturale, mira prima di tutto a far conoscere, soprattutto alle nuove generazioni, una delle più buie e tristi pagine della storia dei nostri paesi. Prendendo spunto dalla vicenda di “Mongiana” che, da centro fiorente e ricco, capace di dare occupazione a molte persone, si vide, di colpo, per un’insana e inconcepibile decisione dei Borboni, la fabbrica d’armi smantellata, a causa di un’ingiusta politica antimeridionalista al nord. Così Mongiana si impoverì e le famiglie furono smembrate a causa di un’emigrazione forzata in cerca di lavoro. E con la chiusura della fabbrica d’armi di Mongiana, di riflesso, anche i paesi da dove proveniva il minerale delle miniere subirono un duro colpo alla loro economia.
A questa storia potrei aggiungere una storia a me vicina, che mi fa male ogni volta che la ricordo: Bivongi, insieme ad altri due paesi d’Italia, è l’unico luogo dove esistevano giacimenti del prezioso minerale, il molibdeno. Come per Mongiana, questa realtà comportava ricchezza e occupazione per il mio paese. Senonché, dall’oggi al domani, la società Breda, che gestiva i lavori, senza un giustificato motivo abbandonò le miniere, lasciando sul lastrico molte famiglie.
Rimanendo al tema Mongiana, la recita dell’altra sera mi ha riportato alla mente la canzone di Bennato, perché anche lui, come l’associazione teatrale dell’altra sera a Bivongi, pur non essendo calabrese ma cantautore impegnato, ha saputo racchiudere e raccontare in pochi versi musicati la storia di Mongiana.

Alla fine dello spettacolo non potevo non congratularmi con il regista e i suoi collaboratori. Cito solo qualche informazione sul regista, per ragioni di spazio: da quello che ho letto, hanno tutti un curriculum professionale e artistico di tutto rispetto. Il regista e attore è Marco Luly, con ascendenti stilesi; da vero artista e persona di cultura, è stato molto cordiale e disponibile con me. Così ho appreso che è attore, autore e regista teatrale professionista, con un’esperienza particolare nel teatro popolare, docente di commedia dell’arte: da oltre trent’anni porta questa forma teatrale in tutto il mondo, collaborando con istituzioni italiane (ambasciate, istituti di cultura, ecc.) e straniere (accademie, università e scuole d’arte).
Dovunque viaggi, porta sempre con sé un pezzo di Calabria. Ovviamente, anche i suoi compagni di viaggio non sono da meno.

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