La nuova Arena Epizefiri riapre una porta nel tempo della Locride

La nuova Arena Epizefiri riapre una porta nel tempo della Locride

Nella Locride, dove il Mediterraneo respira di raffiche di Scirocco cariche di salsedine, si è riaperta una porta nel tempo. La nuova Arena Epizefiri di Moschetta, consegnata alla comunità con una sobrietà che sorprende più della sua imponenza, è apparsa come un luogo in cui la storia non si limita a essere custodita, ma torna a fluire mista al presente. Un’opera pubblica che ha la dignità silenziosa delle cose fatte per la gente, per chi vive questa terra e ne porta sulle spalle l’eredità magnogreca. Una struttura maestosa e pulita, comoda e aperta, dove si avverte un paradosso: è nuova, di un candore abbagliante, eppure sembra esistere da sempre. È moderna, pensata per tutti, eppure vibra come un reperto. È un teatro che non si limita a ospitare spettacoli, ma che diventa esso stesso lo spettacolo: tra quelle gradinate il tempo si piega e sconvolge le leggi della fisica conosciuta, si contorce come in un buco nero, fa i capricci, richiama epoche lontane e ci urla che noi, figli di questo lembo di Calabria, non apparteniamo del tutto al presente. Siamo parte di una storia che continua a chiamarci. La Locride, con i suoi parchi archeologici, i suoi mosaici, le sue pietre che hanno visto passare Greci, Romani, monaci, pescatori e contadini, è un territorio che vive in una dimensione sospesa. E il nuovo teatro ne rappresenta il punto di gravità: in esso la storia non viene esposta come merce sui banconi, ma vi fluisce, libera. È questo il vero miracolo.

La settimana di “Luce sui Parchi – La storia che viene dal mare” prosegue nei principali siti archeologici della Locride. All’Arena Epizefiri, lunedì si è tenuto lo spettacolo di Alessandro Siani, che ha aperto il programma con una partecipazione ampia. Mercoledì il concerto di Loredana Bertè ha registrato il sold out, confermando la capacità del teatro di sostenere eventi di grande richiamo. Venerdì è attesa Carmen Consoli, con una scaletta dal forte accento mediterraneo e un viaggio nel suo repertorio più noto. Parallelamente, il progetto sta coinvolgendo Locri, Monasterace, Portigliola e Casignana con talk, visite guidate, spettacoli e percorsi culturali dedicati ai rapporti tra Mediterraneo, archeologia, produzioni identitarie e comunità locali. L’obiettivo è verificare un modello di fruizione che integri patrimonio storico e attività contemporanee, rendendo i parchi archeologici luoghi di visita attiva e non solo di conservazione.

L’Arena Epizefiri, in queste giornate, si è imposta come un punto fermo. La comunità, così presente, ha mostrato che questo luogo è una forte dichiarazione: la bellezza è un diritto da rivendicare con la stessa intensità con cui questa terra ha sempre vissuto la propria storia. La Locride è un territorio di ribelli, di resistenti, di persone che non si sono mai accomodate. La cronaca nera non è un incidente: è una delle forme attraverso cui si manifesta un’indole antica, fatta di conflitti, di caratteri che non si piegano, di una natura che non accetta di essere addomesticata. E allo stesso tempo è un territorio capace di grandi slanci, di passioni che non conoscono mezze misure: quando l’animo è profondo, ama e odia con la stessa forza. In questi eccessi si riconosce una genialità che appartiene a questa terra da secoli.

E si riconosce una scelta politica fondata sul coraggio: immaginare un luogo che ancora non esisteva, sostenerlo nel tempo, accompagnarne la crescita fino a vederlo diventare realtà… È una visione che ha accettato l’attesa, la complessità, la responsabilità di trasformare un’idea in un’opera capace di incidere sul territorio e di generare valore nel futuro.

L’Arena Epizefiri è oggi presidio, roccaforte, luogo sfrontato che non chiede “permesso” a nessuno. È casa. Culla. ‘Naca. Non addolcisce la storia turbolenta del territorio: la porta con sé, la rende visibile, la trasforma in struttura. Dentro questo spazio il Genius Loci torna percepibile, come se avesse atteso, a lungo, un luogo e un tempo capace di contenerlo.

Antonella Italiano

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