
Festa di Rifondazione Comunista a Polistena, polemica sui social per il simbolo esposto: il partito replica
In questi giorni stiamo subendo una vera e propria gogna social di intolleranza per il solo fatto di aver piazzato all’ingresso della nostra festa politica, regolarmente autorizzata, una struttura coreografica raffigurante un pugno che sorregge il simbolo del nostro partito.
Il PCI, prima poi gli altri partiti comunisti, oggi Rifondazione Comunista è da oltre 50 anni che all’ingresso di Viale Italia a Polistena espongono i propri simboli con varie coreografie senza particolari problemi.
Polistena oltretutto è una città che può solo vantarsi di avere avuto amministrazioni comuniste che l’hanno fatta progredire, svilupparsi e distinguersi per capacità amministrativa, onestà e lotta alla mafie.
Quest’anno invece il clima creato forse dal “vannaccismo” emergente ma non solo, rincorso troppo facilmente da un governo fatto di esponenti che non hanno mai preso nettamente le distanze dal fascismo, ha autorizzato sciacalli sconosciuti a bistrattare, deridere, insultare, e nei casi più gravi minacciare compagni e nostri concittadini.
Tutto questo è gravissimo, un conto è la dialettica politica altro l’offesa, l’intolleranza, la censura che colpisce l’intera comunità democratica.
Oltretutto in questi giorni sono state autorizzate dall’Amministrazione Comunale a guida comunista anche altre feste politiche portate avanti da gruppi e associazioni di segno opposto al nostro. Come sempre e come è giusto l’Amministrazione assicura spazi democratici di partecipazione a tutte e tutti .
Condanniamo pertanto il maccartismo inusuale e fuori tempo che ci preoccupa e ci meraviglia che nessuna forza politica della tradizione progressista e democratica abbia preso le distanze.
La censura esisteva ed esiste nei regimi totalitari con cui la tradizione dei comunisti italiani passata per la Resistenza al fascismo e per la Costituzione non ha niente a che fare.
Vale la pena ricordare che proprio in Italia la Costituzione vieta la riorganizzazione del partito fascista, ma non vieta ad altri partiti come il nostro la possibilità di organizzarsi riconducibile al pluralismo quale principio democratico e costituzionale.
È proprio per tale motivo che segnaleremo alla Procura della Repubblica ogni post social oltraggioso ed offensivo del nostro partito e della nostra città attraverso un esposto ad hoc, e ciò a tutela non solo della immagine ma anche della libertà personale e incolumità di ciascuna persona impegnata in politica con le proprie idee.
Chiediamo in questo la collaborazione degli utenti e di tutti i cittadini per segnalare tutti i possibili post ingiuriosi, discriminatori e diffamatori, anche veicolati da apparati partitici organizzati, affinché gli stessi autori vengano individuati, bannati e infine denunciati all’autorità giudiziaria.
DIRETTIVO PRC – POLISTENA
