Murdolo: “Maria Antonietta Rositani, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne”

Murdolo: “Maria Antonietta Rositani, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne”

Riceviamo da Mario Murdolo e pubblichiamo

Maria Antonietta Rositani, calabrese di Reggio Calabria, è oggi uno dei volti simbolo della lotta contro la violenza sulle donne in Italia. Per vent’anni ha subito violenza fisica e psicologica dal marito. Poi ha trovato il coraggio di denunciare e separarsi. Il 12-13 marzo del 2019, alle sei del mattino, l’ex marito Ciro Russo, che si trovava ai domiciliari ad Ercolano, è evaso per raggiungerla a Reggio Calabria. Dopo aver lasciato i figli a scuola, Maria Antonietta è stata aggredita. L’uomo le ha buttato addosso benzina e le ha dato fuoco. Lei ha riportato ustioni di terzo grado su quasi tutto il suo corpo ed è rimasta a lungo in pericolo di vita. Ha trascorso venti mesi in ospedale, dove ha subito decine di interventi chirurgici. “Il contatto e il calore della mano di mio padre mi hanno permesso di affrontare i dolori atroci”, ha raccontato. Al risveglio in terapia intensiva ha detto: “Il 12 marzo del 2019 non sono morta, ma è cominciata per me una nuova vita.”

La sua storia è diventata simbolo di resistenza, e si batte perché non ci siano altre Maria Antonietta Rositani. Ha denunciato che, quando era assistita, si sentiva protetta, ma che una volta fuori dall’ospedale non ha avuto nessun tipo di assistenza. Le cure per la rigenerazione della pelle vengono considerate trattamenti cosmetici e sono quindi molto costose e non rimborsate dal SSN. L’indennizzo previsto dallo Stato per le vittime di femminicidio arriva dopo quattro anni. Grazie al trattamento del dottor Salvatore Marafioti e del professor Maurizio Busoni, ha riacquistato l’elasticità cutanea e la mobilità degli arti.
Dalla sua vicenda sono nate molte iniziative a Reggio Calabria, tra cui la presentazione del libro “Io non muoio”, scritto dall’amica giornalista Emilia Condarelli. Dopo la brutta esperienza ha scelto la politica attiva, presentandosi alle elezioni della Città Metropolitana nelle file del Partito Democratico, ed è stata eletta. Così è diventata il simbolo dell’impegno del Partito Democratico sul tema della violenza di genere, con l’obiettivo di rappresentare chi vive fragilità e isolamento.

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