
Ufficio di Piano a Siderno, l’Area Moderata Riformista: “Chiediamo chiarezza su funzioni, competenze, incarichi e partecipazione”
La costituzione dell’Ufficio di Piano può rappresentare per Siderno uno strumento importante per accompagnare e governare le trasformazioni del territorio.
È la stessa Amministrazione a presentarlo come una struttura tecnica permanente, destinata a monitorare il PSC vigente, aggiornarne il quadro conoscitivo e supportare le future scelte urbanistiche. L’Ufficio, secondo quanto comunicato dal Comune, sarà operativo dal 9 settembre.
Proprio per questo riteniamo necessario che la sua organizzazione sia chiara, coerente e pienamente trasparente.
Dalla lettura della deliberazione di Giunta n. 209 del 2 settembre 2026 emergono infatti alcuni aspetti sui quali riteniamo doveroso chiedere chiarimenti pubblici.
UFFICIO DI PIANO E PARTECIPAZIONE: DUE FUNZIONI DA DISTINGUERE
La deliberazione richiama l’art. 11 della L.R. 19/2002 e attribuisce all’Ufficio di Piano anche funzioni legate alla partecipazione, configurandolo in alcuni passaggi come laboratorio permanente e tavolo aperto.
Riteniamo importante chiarire il rapporto tra la funzione tecnica e istruttoria dell’Ufficio di Piano e gli strumenti di partecipazione previsti dalla legislazione urbanistica regionale.
La partecipazione è un valore fondamentale, ma proprio per questo deve essere organizzata con strumenti, procedure e responsabilità chiaramente definiti.
UN “AUTOCONSUMO” BUROCRATICO? QUALE VALORE AGGIUNTO RISPETTO AGLI UFFICI ESISTENTI?
La delibera individua all’interno dell’Ufficio diverse figure già appartenenti alla struttura comunale, tra cui il dirigente dell’Area 3 e i responsabili dei settori Urbanistica e Lavori Pubblici.
Non è in discussione la professionalità dei dipendenti comunali.
La questione è un’altra: quale valore aggiunto introduce il nuovo Ufficio di Piano rispetto alle strutture tecniche che già operano quotidianamente all’interno del Comune?
Se esistono professionalità o competenze che l’Ente non possiede o non è in grado di mettere a disposizione, sarebbe opportuno indicarle chiaramente.
Questo aiuterebbe anche a comprendere la necessità del ricorso a professionalità esterne.
La stessa composizione dell’Ufficio, infatti, sembra riproporre in larga misura le professionalità già presenti nei settori tecnici comunali.
Il rischio, che chiediamo all’Amministrazione di escludere e chiarire, è quello di una semplice sovrapposizione tra attività ordinaria degli uffici e attività attribuita al nuovo Ufficio di Piano, anziché della creazione di una struttura realmente intersettoriale e capace di apportare competenze aggiuntive.
GLI ESPERTI ESTERNI E LA QUESTIONE DELLA GRATUITÀ
La deliberazione prevede inoltre l’individuazione di professionalità specialistiche, tra cui esperti nelle materie geologiche, idrogeologiche, sismiche, agronomiche e forestali.
La previsione di incarichi a titolo gratuito per prestazioni ad alta qualificazione professionale pone un interrogativo che riteniamo necessario chiarire alla luce della disciplina vigente sull’equo compenso.
Non affermiamo in questa sede l’illegittimità della previsione: chiediamo all’Amministrazione di chiarire quale sia esattamente la natura giuridica degli incarichi, quali prestazioni saranno richieste, quali requisiti saranno necessari e in base a quali norme sia stata prevista la gratuità.
È una questione tutt’altro che secondaria, perché dalla qualità delle professionalità coinvolte dipenderà anche la qualità delle valutazioni su temi delicati per il territorio.
E IL GIORNO DOPO ARRIVA UNA NUOVA PROCEDURA PER TRE STRUMENTI URBANISTICI
C’è poi un elemento temporale che merita particolare attenzione.
Il giorno successivo all’approvazione della delibera che istituisce l’Ufficio di Piano, risulta essere stata adottata una determina a contrarre per l’affidamento della redazione del Piano acustico, del Piano del colore e del Piano spiaggia, per un importo indicato in circa 26 mila euro annui.
Il dato, se confermato dalla documentazione amministrativa, pone una domanda che riteniamo legittima:
se l’Ufficio di Piano nasce proprio come struttura destinata a supportare la pianificazione e, nella stessa delibera, viene indicato anche il possibile coinvolgimento in strumenti quali il Piano del colore e il Piano acustico, perché immediatamente dopo si procede all’affidamento esterno della redazione di questi strumenti?
Non sosteniamo che l’affidamento esterno sia di per sé illegittimo.
Chiediamo però di comprendere quale sia il ruolo concreto che l’Ufficio di Piano dovrà svolgere rispetto a questi incarichi, quali attività rimarranno in capo alla struttura comunale e quali verranno affidate all’esterno.
E c’è un’ulteriore questione che merita di essere chiarita: che cosa comprende esattamente l’importo previsto di circa 26 mila euro annui per tre strumenti di pianificazione così diversi e complessi?
Il tema non è soltanto economico.
È soprattutto organizzativo: se il Comune istituisce una struttura tecnica permanente per governare la pianificazione, deve essere chiaro quali competenze intenda esercitare direttamente e per quali attività ritenga invece necessario ricorrere a professionisti esterni.
POLITICA E FUNZIONE TECNICA
La deliberazione definisce l’attività dell’Ufficio di Piano come esclusivamente tecnica, ma prevede contemporaneamente che la presidenza sia affidata all’assessore competente o a un suo delegato politico.
Non intendiamo sostenere automaticamente che questa scelta determini una violazione normativa.
Riteniamo però necessario chiarire quali siano i confini tra indirizzo politico e attività tecnico-istruttoria dell’Ufficio.
La distinzione dei ruoli è particolarmente importante quando si parla di urbanistica e di decisioni destinate a incidere sul futuro della città.
IL GARANTE DELLA COMUNICAZIONE E DELLA PARTECIPAZIONE
La deliberazione individua inoltre nell’ambito dell’Ufficio di Piano il responsabile dell’Ufficio Comunicazione del Comune quale “Garante della comunicazione e della partecipazione”.
Anche in questo caso riteniamo necessario conoscere con precisione quali siano le funzioni attribuite a tale figura, quali garanzie di autonomia siano previste e come verrà assicurata l’effettiva partecipazione di cittadini, associazioni, professionisti, imprese e portatori di interesse.
Non basta infatti dichiarare la volontà di favorire la partecipazione: occorre stabilire come questa potrà concretamente realizzarsi.
La stessa Amministrazione colloca l’Ufficio di Piano al primo piano del palazzo comunale, all’interno del Settore Urbanistica.
Anche per questo sarà importante capire come il “tavolo tecnico aperto” e il “punto di ascolto” previsti dalla delibera potranno tradursi in una partecipazione effettivamente accessibile e non soltanto dichiarata.
E L’ALLEGATO A?
La deliberazione richiama espressamente un Allegato A quale parte integrante e sostanziale dell’atto, contenente l’elenco dei componenti dell’Ufficio di Piano e le competenze attribuite a ciascuno.
Nella documentazione da noi esaminata l’allegato non risulta presente.
Anche su questo punto non vogliamo trarre conclusioni premature: chiediamo semplicemente all’Amministrazione di chiarire se l’Allegato A sia stato pubblicato separatamente e dove sia possibile consultarlo.
La trasparenza degli atti, soprattutto quando si istituisce una struttura destinata a incidere sulla pianificazione del territorio, deve essere completa.
NON SIAMO CONTRO L’UFFICIO DI PIANO
La nostra posizione è molto chiara.
Siderno ha bisogno di pianificazione e di una struttura capace di seguirla nel tempo.
Ha bisogno di affrontare con una visione complessiva la rigenerazione urbana, il consumo di suolo, il patrimonio pubblico, il lungomare, le periferie, la mobilità, il verde, la tutela ambientale, i servizi e lo sviluppo economico e turistico.
Proprio perché riteniamo importante questo obiettivo, chiediamo che l’Ufficio di Piano sia costruito su basi altrettanto solide.
Servono competenze definite, ruoli chiari, responsabilità trasparenti, criteri di selezione verificabili e strumenti concreti di partecipazione.
E serve soprattutto coerenza tra ciò che si dichiara di voler costruire e le decisioni amministrative che vengono assunte immediatamente dopo.
Non chiediamo di fermare la pianificazione.
Chiediamo che sia fatta bene.
E chiediamo all’Amministrazione di rispondere pubblicamente alle questioni che emergono dalla sua stessa deliberazione e dagli atti che ne stanno dando attuazione.
Perché il futuro urbanistico di Siderno appartiene all’intera comunità e non può essere affidato soltanto a una struttura organizzativa: deve essere accompagnato da regole chiare, competenze riconoscibili, scelte coerenti e partecipazione reale.
Area Moderata Riformista – Siderno
