La fine della civiltà

La fine della civiltà

Riceviamo da Francesco Violi e pubblichiamo

Interpretare la situazione internazionale ma anche quella specifica dell’Italia e in particolare del nostro territorio è difficile. Stiamo, da qualche anno, assistendo  alla totale disgregazione della società Americana che, tramite il suo Presidente, ha rinnegato i valori fondanti dell’accoglienza, del lavoro e della libertà che la hanno reso grande la nazione fin dalla sua costituzione. Ma neanche da noi le cose stanno meglio, il governo autoreferenziale, descrive una realtà che non c’è, vede problemi dove non ci sono, mentre ignora quelli veri, fa finta di preoccuparsi dei problemi della gente ma ha come fine ultimo la propria sopravvivenza e il mantenimento del potere per sempre a discapito delle classi più deboli della popolazione che crede ciecamente, alla  descrizione degli eventi e della situazione economica e ambientale interpretata dai politici con l’aiuto di una serie di testate giornalistiche (quasi tutte) a loro favore, cadendo nella trappola della sostituzione etnica dovuta alla invasione africana, da perseguire con tutte le forze a disposizione anche a discapito delle leggi vigenti. La presenza di stranieri dalla pelle scura non passa inosservata. Tenuto conto che essi non votano, gli Italiani che votano, compresi quelli che votano sinistra, sono al 95% convinti che risolveranno i loro problemi quando cacceranno tutti gli stranieri dalle strade e dal lavoro rubato agli “Italiani” come i nostri governanti dicono. Ma non è una solo una convinzione che deriva da una lettura analitica dei giornali, perché gli Italiani non li leggono, neanche quelli online, è una paura ancestrale per il diverso che viene ad appropriarsi di quello che era nostro. Su questo fanno leva i partiti di governo per aumentare i consensi ma non basta, gli Italiani si fidano di un “para…” che si è dato alla politica con idee che sarebbero antiquate anche per i contemporanei di S, Francesco di Assisi ma anche di Giulio Cesare. Egli vincerà le elezioni, senza un programma, senza un futuro per la nazione, non dal punto di vista economico, non da punto di vista del progresso scientifico e culturale, e nemmeno dal punto di vista sociale, visti i retaggi della sua retorica. Basta che si gridi al complotto scientifico, contro le fonti rinnovabili e contro il Green Deel della C. E. che, secondo la stragrande maggioranza degli Italiani, è stato fatto per fregarli, con la sostituzione dei veicoli termici, altro che per salvare dal riscaldamento globale!

Quest’anno abbiamo superato con il riscaldamento la soglia di +1,5 °C che era prevista per la fine del secolo, ma per gli Italiani, e non solo loro, complice il racconto fatto dai loro idoli neofascisti che dilagano in Europa, è una balla.
Stando alle previsioni, invece, il prossimo anno sarà peggio, e la nostra stessa sopravvivenza è a rischio, le ondate di calore potrebbero, già dal 2027, mettere a rischio milioni di persone se non l’intera popolazione del nostro emisfero.
Le abitudini non si cambiano, gli Italiani continueranno a guidare le loro auto termiche e a pagare sempre di più i carburanti ma non crederanno mai agli scienziati perché non li capiscono e credono che siano al soldo dei “potenti”, quelli che possono prendere decisioni. Probabilmente è proprio il contrario: sono i petrolieri che spingono per mantenere l’attuale situazione per continuare a fare affari assicurandosi l’appoggio di una classe politica accondiscendente e negazionista dei cambiamenti climatici.
Oggi si parla di sicurezza, di sospensione del trattato di Schengen per impedire l’entrata in Italia attraverso la Spagna di nordafricani, quando la probabilità che accada è praticamente zero anche senza la sospensione del trattato. “Per ragioni di sicurezza” continuano a ripetersi, e intanto da est  (Russia) e dal nord Europa arrivano famiglie intere e individui loschi che ufficialmente sfuggono alla guerra in Ucraina; le nostre infrastrutture sensibili sono continuamente attaccate da attacchi cibernetici, ma anche da attentati reali contro i quali i nostri servizi segreti non hanno idea di come agire mentre il governo se la prende con il “Musulmano” di turno anche quando è solo ipotetico.

Ormai sappiamo che la guerra in Ucraina è stata intrapresa per mantenere lo status quo da parte della Russia, principale esportatore mondiale di combustibili fossili. Anche se l’esito della guerra appare incerto sul campo, la Russia ha già vinto: con la reazione scomposta della Comunità Europea, accusata di essere guerrafondaia a causa  basso profilo politico dei primi ministri incapaci di una politica ferma e decisa, rivolta alla soluzione del problema piuttosto che al riarmo costoso e sconsiderato. Ha vinto la sua battaglia demolendo l’Europa con la sua influenza che ha fatto vincere l’AfD in Sassonia e presto in tutta la Germania, con l’ascesa inarrestabile di Le Pen in Francia; in Italia con l’ascesa di Vannacci, (tutti filorussi sfegatati). Anche in Spagna che, pur essendo un paese che va bene economicamente con un governo sinistra, avrà, stando ai sondaggi, un prossimo governo di estrema destra. Tutti sono antieuropeisti. Insomma i paesi europei saranno conquistati dalla Russia senza guerra, senza sparare un colpo, facendoli aderire ai suoi principi non proprio liberali; mentre la Nato perderà il suo ruolo di difesa e verrà messa da parte.  Tra qualche anno se, non ci sarà l’estinzione di massa a causa di El Nino e CO2, l’Europa verrà sciolta come soggetto politico e economico. Rimarranno le nazioni, piccole, senza industrie che saranno completamente delocalizzate, in contrapposizione o in guerra tra di loro per spartirsi le briciole, alla mercè di paesi più potenti e dispotici come Russia e Cina che le domineranno.

In Calabria l’argomento che è sulla bocca di tutti sono le elezioni suppletive nel comune di Reggio perché il Sindaco, Cannizzaro, eletto da poco ha deciso di intraprendere un’altra attività politica. Ma il passaggio di testimone non sarà cosi semplice, e il candidato a sindaco scelto dalla sua parte non ha la vittoria scontata, nonostante la città è tendenzialmente orientata a destra, per colpa di un vannacciano che ha deciso di correre da solo, Domenico Giannetta, proveniente da Forza Italia. Pare invece che il candidato del centro sinistra, persona stimata e conosciuta in città sia in vantaggio nei sondaggi.   Intanto Vannacci è convinto di recuperare in 15 giorni e di stravincere le elezioni. Ma per andare dove? sono disposti, i Reggini, a sacrificare la loro città dando fiducia a un individuo sconosciuto e radicale che non conosce la città e le sue problematiche, solo per protestare e per vendicarsi, in un certo senso, della politica delle precedenti amministrazioni? Speriamo di no. Certo che il sindaco Cannizzaro ha gettato la spugna dopo solo due mesi dal suo insediamento con la scusa di preferire la sua carriera piuttosto che sacrificarsi a risolvere i problemi della sua città. E lo stesso candidato, forzista, scelto per sostituirlo, Fabio Roscioli, ha fatto intendere che Reggio sarà solo un tappa della sua carriera politica e che non intende rimanere a lungo!  Ma si può? Tutti pensiamo che la politica sia una missione, come quella di un medico o di un insegnante e che un eletto deve mettere da parte le ambizioni personali e dedicarsi ai problemi del popolo che lo ha scelto! Forse è stato sempre così: i politici hanno sempre aspirato alla poltrona, prima di dedicarsi all’incarico ricevuto, ma almeno non lo dicevano apertamente!   
Vannacci scatenato dice che Reggio sarà la sua Sassonia, che vincerà ampiamente anche a discapito dei sondaggi. Intanto tutti tirano contro il candidato del centro sinistra Frank Benedetto, con atroci farneticazioni, pur di tirare il popolo dalla loro parte. A proposito il 13 settembre Vannacci verrà a Siderno, ben amministrata da una giunta di sinistra, a fare che? Non fatene un martire, ignoratelo, possibilmente!

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