
Caulonia, Ammendolia: “Il paese avrebbe le intelligenze necessarie per risalire la china”
Ogni invito ad una qualunque iniziativa democratica che si organizza a Caulonia mi fa piacere e solitamente ringrazio chi mi invita. Ogni riflessione da qualsiasi parte provenga mi incuriosisce e mi interessa. Se non partecipo è solo perché non intendo essere protagonista della vita politica del paese . Né diretto e né indiretto. Sulla riuscita della iniziative direi che ho il “pessimismo della realtà” che si coniuga alla speranza.
Una speranza che nasce dalla consapevolezza che il paese avrebbe le intelligenze necessarie per risalire la china. (dovrei usare il termine risilienza che va così di moda ma non mi piace essere conformista )
Dubito che ciò accada
Due anni fa s’è tentato di mettere al centro del dibattito il “Progetto Paese” che, a sua volta, era stato messo in campo una quindicina di anni prima.
C’è chi sostiene si tratti di un’invenzione o meglio di una illusione ottica. Per dimostrare che così non è facciamo qualche esempio concreto della sua esistenza :
Per la prima volta, si inizia il nuovo anno scolastico (2026/27) e se le mie informazioni sono esatte, a Caulonia centro la terza e la quarta classe costituiranno insieme una pluriclasse.
Non è l’inizio ma la probabile fine di una “storia” !
Cosa avrebbe potuto fare l’amministrazione comunale in carica?
Nulla.
Se non ci sono bambini niente scuola. Se non c’è scuola, nel giro di pochi anni, il paese scompare.
Ora facciamo qualche passo indietro nel tempo…. quando si lavorava ad progetto proiettandolo nel futuro.
Tra il 2007 e il 2012 su Caulonia centro sono stati impostati alcuni disegni strategici.
Ne elenco alcuni :
1) Il recupero da parte del Comune delle vecchie abitazioni da destinare alle famiglie senza casa.
2) Il paese albergo.
3)Il progetto accoglienza.
4) il contenimento della zona San Giuseppe e aree adiacenti.
Carte alla mano, si può dimostrare che senza tali progetti, oggi non avremmo avuto neanche la prima classe e il centro avrebbe avuto meno residenti.
Oggettivamente : c’è stata visione di futuro?
E c’era una visione della Caulonia che avremmo voluto ?
ATTENTI.
Non stiamo parlando di cose astratte bensì di progetti finanziati e realizzati. Magari successivamente trascurati.
Se questo è vero – ed è vero e verificabile – diamoci una risposta.
Per essere ancora più chiari : nello stesso periodo – e solo per esempio – sono stati finanziati e successivamente realizzati opere importanti come il rifacimento di via Niutta o il recupero dell’ex carcere. La copertura del l’affresco bizantino Opere belle, qualificanti ma non strategiche.
Se non si coglie tale differenza tra l’una e l’altra cosa non c’è futuro.
Si lavora a casaccio e si gira a vuoto.
Ho scelto di fare un esempio sul “centro” (dove la crisi è più acuta) ma analoga cosa avrei potuto fare per ogni angolo del paese. Da Marina a Migliusu.
E in ogni settore della vita cittadina.
Un progetto non nasce mai da una testa singola ma da una comunità consapevole e da una classe naturalmente dirigente reale. Quindi da una storia condivisa. E in un tale contesto prendono forma il busto di Tommaso Campanella, la targa con i nomi dei caduti in guerra, la stanza dei briganti, il ricordo dei cinque martiri, il richiamo all’affresco bizantino dinanzi alla Chiesa di San Zaccheria, i pannelli per ricordare la Repubblica di Caulonia ed anche per indicare in piazza Mese il primo circolo futurista della Calabria.
Arte povera ma di enorme valore.
Purtroppo un cantiere ideale è stato smontato e non se ne capisce il perché.
Il contrario di progetto è rissa; è chiacchiera a vuoto.
Sul progetto si aggrega una classe dirigente.
Sulle singole persone al massimo si può aggregare una classe dominante.
Il progetto seleziona i “migliori”.
Il clima avvelenato, il qualunquismo, la denigrazione sistematica come arma politica fa galleggiare i peggiori.
Ma rovina il paese.
Ilario Ammendolia
