
“La Caulonia che vorremmo”, la riflessione di Luana Franco
L’appuntamento “LA CAULONIA CHE VORREMMO è stato un bel momento di dialogo. Tanti gli argomenti affrontati, le idee condivise e i progetti sui quali continuare a riflettere.
Cristiano Fantò , Giulio Sorace , Giuseppe Riccio , Dimasi Caterina , Maria Teresa Niutta e Christopher Cavallaro hanno portato ciascuno il proprio contributo. E altrettanto preziosi sono stati gli interventi che si sono succeduti, arricchendo il confronto con esperienze, bisogni e punti di vista diversi.
Ieri ho scelto soprattutto di ascoltare perché la mia mente oggi più che mai ha bisogno di nutrirsi di speranza.
Perché dopo anni trascorsi a occuparmi di Caulonia, delle sue difficoltà, delle sue battaglie delle sue soluzioni, e delle sue possibilità, sento sempre più forte il bisogno di ascoltare voci nuove che vivono ogni giorno il paese.
Non basta parlare dei problemi. Bisogna capire come vengono vissuti, quali siano le priorità delle persone e quale futuro ciascuno immagini per il proprio territorio solo così si puo costruire una visione futura.
Ieri si è guardato solo al domani.
Si è parlato di progettualità, di priorità e, soprattutto, di comunità.
Ma c’è una cosa che mi preme sottolineare: nessuno ha concesso spazio a nessuno.
Quello spazio Christopher, MariaTeresa, Giulio, Cristiano, Giuseppe, Caterina se lo sono preso, con le loro idee, con i loro contenuti e con la voglia di mettersi in gioco.
Ed è proprio questo che mi auguro per Caulonia: che sempre più persone trovino il coraggio di esprimersi, senza aspettare che qualcuno conceda loro la parola. Che le energie e le intelligenze del nostro territorio non rimangano prigioniere delle discussioni sui social o dei giudizi dell’apparenza ma diventino partecipazione, proposte e iniziative concrete. Perché Caulonia ha bisogno di tutti. Ha bisogno di chi denuncia un problema, ma anche di chi immagina una soluzione. Di chi custodisce la memoria del paese e di chi porta uno sguardo nuovo.
«Il bello attira il bello», ha detto Mariateresa.
È una frase spesso sento mia.
Credo che ritrovare la cultura del bello significhi anche tornare a prenderci cura di ciò che abbiamo, riconoscere il valore del nostro territorio e imparare a guardarlo non soltanto per quello che oggi manca, ma soprattutto per quello che potrebbe diventare.
È una convinzione che accompagna da sempre il mio impegno per Caulonia: i problemi vanno affrontati, le responsabilità vanno riconosciute, ma non possiamo permettere che le difficoltà ci facciano perdere la capacità di immaginare il futuro.
E quel futuro non può dipendere esclusivamente da chi amministrerà domani.
Le amministrazioni passano, ma la comunità, quella che Pino ha richiamato più volte durante la serata, resta.
Forse la cosa più bella di ieri non è stata trovare risposte, ma scoprire quante persone abbiano ancora voglia di cercarle insieme.
Io continuo a credere nelle persone, nelle loro idee e nella capacità di ogni cittadino di scegliere autonomamente e contribuire alla vita del proprio paese.
Perché il futuro di Caulonia non appartiene a una parte politica, a un’amministrazione o a una singola persona.
Appartiene a chi la vive, a chi la ama e a chi, ogni giorno, sceglie di non arrendersi all’idea che non possa cambiare.
Luana Franco
