Al via il Catoja in Festa a Benestare, Niceforo: “Le radici, quando vengono custodite con amore, non appartengono soltanto al passato”

Al via il Catoja in Festa a Benestare, Niceforo: “Le radici, quando vengono custodite con amore, non appartengono soltanto al passato”

di Erminio Niceforo

Ieri, 29 settembre, nel giorno di San Michele Arcangelo, Patrono di Benestare, abbiamo finalmente aperto le porte dei Catoja. E con quelle porte, quasi per incanto, si è riaperto anche un pezzo di memoria.
Passeggiare tra i vicoli, entrare negli antichi Catoja di gesso, soffermarsi davanti a una scala, a una cortara di terracotta, ai pomodori lasciati essiccare, agli utensili e agli oggetti di un tempo significa compiere un piccolo viaggio indietro negli anni. Ritrovare gesti appartenuti ai nostri nonni, sapori che credevamo dimenticati, immagini capaci di ricondurci, anche solo per un istante, alle nostre radici.
Ed è questa, forse, la magia più autentica di Catoja in Festa: non una semplice manifestazione, ma un percorso evocativo nel quale memoria, radici, tradizione, gusto, arte e cultura si incontrano e tornano a vivere.
Per questo sento di rivolgere un grazie speciale a tutti i CATOJISTI, che hanno aperto, curato e allestito con passione i propri Catoja, mettendo in ogni dettaglio qualcosa di sé e della storia di Benestare. E un grazie altrettanto grande al gruppo del Laboratorio del decoro, alle sue mani operose, alla fantasia e alla pazienza con cui ha vestito a festa strade, scale, porte e vicoli, rispettandone l’anima e rendendoli ancora più suggestivi.
E permettetemi, dopo questa prima serata, anche una considerazione personale.
In qualità di Direttore Artistico, non posso che essere orgoglioso e profondamente soddisfatto di ciò che ieri ha preso vita. Perché tutto quello che avete visto e tutto ciò che vedrete nel corso di queste serate è il risultato di un lavoro certosino e, soprattutto, corale.


Dietro una luce accesa, un catoio allestito, un artista che arriva, una strada vestita a festa o un dettaglio apparentemente semplice ci sono settimane di idee, telefonate, sopralluoghi, riunioni, mani che costruiscono, persone che corrono, nottate, fatica e sudore. Ci sono state discussioni, punti di vista differenti e, perché no, anche qualche momento di tensione: accade quando tante persone, con caratteri e sensibilità diverse, lavorano intensamente per qualcosa a cui tengono.
Forse è proprio questo il compito più bello e più complesso di una direzione artistica: dirigere un’orchestra nella quale ciascuno suona uno strumento diverso. Ascoltare, coordinare, supervisionare, mediare e provare a trasformare tante singole energie in un unico racconto. Il Direttore può dare il tempo e indicare una direzione, ma la musica nasce da tutti.
E in questa orchestra c’è stata, sin dal primo giorno, anche una sintonia particolare tra me ed il Sindaco Domenico Mantegna. In queste settimane abbiamo macinato chilometri, sopralluoghi, telefonate, idee e confronti; qualche volta è bastato uno sguardo per capirci, qualche altra… sono servite parecchie parole in più! Ma sempre con un unico obiettivo: Benestare.
Credo che una manifestazione cresca anche così: quando alla conoscenza profonda e all’amore di un Sindaco per il proprio paese si affiancano una visione artistica, il confronto continuo e la capacità reciproca di ascoltarsi. Ognuno nel proprio ruolo, ma nella stessa direzione. E la fotografia che pubblicherò insieme alle altre racconta forse proprio questo: due ruoli diversi, una stessa passione e una bellissima sinergia costruita sul campo, giorno dopo giorno.
Dopo la prima serata, quindi, posso dirlo con serenità: sono felice e più che soddisfatto. Ma soprattutto sono grato alle tante persone che stanno rendendo possibile ciò che avevamo immaginato.
Guardando queste fotografie credo si comprenda bene una cosa: qui nulla è soltanto decorazione. Ogni oggetto racconta, ogni porta custodisce, ogni dettaglio ricorda.
Perché le radici, quando vengono custodite con amore, non appartengono soltanto al passato.
Continuano a vivere. E, qualche volta, tornano persino a fare festa

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