
Caulonia, Bruno Grenci: “Sottopasso allagato dopo due ore di pioggia. Serve una soluzione di emergenza oggi, non fra dieci anni”
di Bruno Grenci
Mi rivolgo a tutti voi amici residenti in zona sottoferrovia.
Vorrei tornare per un momento sull’incontro di alcune sere fa tenutosi da Salvatore Cirillo, che anch’io ringrazio per la disponibilità e l’impegno. C’è una parolina che mi ha colpito ed è “misure tampone”. Questa formula richiama a rimedi rabberciati, fatti in fretta e non definitivi. E chi non sarebbe d’accordo? Ci vorrebbero soluzioni strutturali, di lunga durata e fatti a regola d’arte. I “tamponi”, per stare alla metafora, sono misure d’emergenza che si usano per contenere una ferita, per arginare un’emorragia o una tracimazione, o per scongiurare che una vicenda qualsiasi degeneri verso il peggio. Mi verrebbe da dire che nella normale FISIOLOGIA si ricorre alle misure normali, alle soluzioni strutturali e di lunga durata, non ai tamponi. Ma quando si va nella PATOLOGIA, purtroppo, le misure tampone e di emergenza si rendono necessarie e improcrastinabili.
E, per continuare nella metafora, quando ci sono ferite aperte, i tamponi sono necessari e indispensabili. Quindi mi viene da dire, ahimè, altro che FISIOLOGIA, noi ci troviamo tra il pronto soccorso e la sala rianimazione; mi verrebbe da dire che siamo SCaulognati, ecco perché ritengo non possiamo e non dobbiamo disdegnare/rifiutare anche le misure tampone. Faccio l’esempio che ho già portato quella sera:
Il guado sull’allaro in attesa che venisse ricostruito e completato il ponte sulla statale, è stata una misura tampone ma che ci è servita; poi riaperto il ponte il guado lo si è smontato. In Lazio e Puglia, mi sono informato, ho appurato che recentemente come soluzione tampone, in attesa che venissero completate le strutture stabili e di lunga durata, come sottopassi o cavalcavia, hanno adottato misure tampone con attraversamenti a raso regolati da passaggi a livello cosiddetti di cantiere o di servizio, ad uso degli utenti, ma che sono serviti poiché non avevano altre scelte. Lo stesso ho visto io con i miei occhi durante la realizzazione dell’alta velocità tra Milano e Torino. Ma loro sono di serie A, noi gli ultimi, da sempre.
Ripropongo quindi il discorso che ho fatto in quell’incontro. Se aspetteremo i tempi burocratici, i nullaosta, la ricerca dei finanziamenti, le gare d’appalto, e accessori vari, se tutto andrà bene vedremo il nostro sottopasso, o cavalcavia, non prima di sette-otto, forse dieci anni. E nel frattempo? Oggi, 10 ottobre 2026, che ha fatto due ore di pioggia il buco indecente, anticostituzionale, illegale e vergognoso, unico accesso per i pedoni, è chiuso. Chi non possiede un auto per fare il giro da allaro, come fa? E se ingrossa pure allaro e invade la via Genovese come è accaduto lo scorso anno? Ecco perché si potrebbe chiedere a ferrovie di “allestire”, seppur in via emergenziale e temporanea, un attraversamento a raso con passaggio a livello, anche solo per il traffico leggero e i pedoni, davanti l’autoricambi Maio, dove attualmente caricano la ghiaia da trasportare sui binari, con sbocco più o meno davanti le ceramiche Roccisano. Giustamente viene osservato che ferrovie sta eliminando i passaggi a livello e che sicuramente non lo concederà. Ma facciamo che siano loro a dire di no. Non fasciamoci la testa prima di rompercela. Se diranno di no, come sicuramente avverrà, vorrà dire che si assumeranno la responsabilità di avere il “paese” sottoferrovia isolato e allora ne faremo scoppiare uno scandalo giornalistico mediatico nazionale. Perché è una situazione eccezionale a cui va data una soluzione di emergenza oggi, non fra dieci anni. Servirebbe un “tampone”, appunto.
P.s. vorrei pure aggiungere, sommessamente e in punta di piedi, che una fra le tre, delle simulazioni-proposte di attraversamento con sottopasso, proposta dai tecnici interpellati dalla minoranza consigliare, e che quest’ultima ha fatto proprie, mi sembra insostenibile e di impatto, per usare un eufemismo, violento su tutta l’area e il contesto. Si tratta dell’ipotesi che costeggerebbe la fiumara Amusa dal lato della vasca delle incognite/incompiute (opera che grande beneficio e lustro porterà a tutti noi). E pertanto mi auguro che gli stessi proponenti e l’amministrazione comunale vogliano accantonare per sempre quella soluzione di passaggio tra sopra e sotto ferrovia. Grazie dell’attenzione e scusate per la lungaggine.
