
Codici: risparmiatore perde 58mila euro in una truffa, l’Abf dispone il rimborso
Diciotto bonifici istantanei non autorizzati per un totale di 58mila euro. Sono i numeri della frode subita da un cittadino che l’associazione Codici ha portato all’attenzione dell’Arbitro Bancario Finanziario, ottenendo un pieno successo. L’Abf ha infatti disposto la restituzione totale alla vittima dei soldi sottratti illecitamente.
Ma andiamo con ordine. Il risparmiatore riceve una telefonata da soggetti che si qualificano come operatori di Mooney, che chiedono la conferma di alcuni codici. Una richiesta sospetta, tanto che il cliente non fornisce quanto richiesto. Sembra tutto risolto, solo una telefonata strana. A distanza di pochi giorni, però, arriva la scoperta che stravolge la situazione.
“A una settimana da quella chiamata – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, il nostro assistito riscontra il blocco dell’accesso al conto. A quel punto contatta il servizio clienti di Mooney, che lo informa che il numero di telefono associato alla procedura di autenticazione era stato modificato”.
Una comunicazione che lascia impietrito il risparmiatore, ma il peggio deve ancora venire. “Da un’ulteriore verifica – prosegue Giacomelli –, emerge che erano stati eseguiti 18 bonifici istantanei, non autorizzati, a favore di 9 beneficiari, per un totale di 58mila euro. Il nostro assistito effettua il disconoscimento di tutte le operazioni, chiarendo di non aver comunicato alcun dato sensibile e di non conoscere nemmeno i beneficiari dei bonifici. Presenta anche una denuncia e un reclamo, quest’ultimo però respinto da Mooney, che, in estrema sintesi, gli attribuisce la responsabilità dell’accaduto. A quel punto è intervenuta la nostra associazione. Abbiamo presentato un ricorso all’Abf, ottenendo il verdetto che speravamo e su cui confidavamo”.
L’Arbitro Bancario Finanziario ha accolto il ricorso, disponendo la restituzione dei 58mila euro sottratti dai malviventi. È stato stabilito che le singole operazioni di pagamento disconosciute sono state autorizzate avvalendosi di un nuovo dispositivo, certificato tramite l’invio di un SMS con OTP a un’utenza telefonica diversa da quella riferibile alla vittima. “Il nostro assistito non ha avuto alcuna responsabilità per quanto accaduto – sottolinea Giacomelli –, considerando anche il fatto che non ha ricevuto nemmeno alert e notifiche né degli accessi al portale web né dell’esecuzione dei bonifici, che, tra l’altro, sono stati eseguiti nell’arco di 3 giornate. L’Abf – aggiunge il Segretario Nazionale di Codici – ha messo in luce le lacune della procedura di autenticazione forte da parte dell’istituto. È l’elemento centrale nelle truffe bancarie, sempre più diffuse e sofisticate. Rinnoviamo l’invito ai cittadini a non fornire mai dati personali e a non fidarsi di comunicazioni che arrivano da numeri riconducibili al proprio istituto. Quando si riceve una telefonata o un SMS, anche dal contatto che abbiamo in rubrica, è bene richiamare il servizio clienti e chiedere di verificare quanto sta accadendo. In molti dei casi che trattiamo – conclude Giacomelli – la frode inizia dal messaggio o dalla chiamata da parte di un’utenza che la vittima ha salvato tra i contatti e che è riconducibile al suo istituto”.
L’associazione Codici fornisce assistenza alle vittime di truffe bancarie. È possibile fare una segnalazione e richiedere supporto legale telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 oppure scrivendo un’e-mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org.
