Violi sul caro gasolio, bollette e affitti: “Le proteste raccontano un paese in difficoltà ma la propaganda dice che va tutto bene”

Violi sul caro gasolio, bollette e affitti: “Le proteste raccontano un paese in difficoltà ma la propaganda dice che va tutto bene”

Il (17/10/2026) è stata un’altra giornata con manifestazioni di piazza con gruppi di studenti che hanno rivendicato per il diritto allo studio nelle grandi città italiane, mentre al sud e in particolare in Calabria sono autotrasportatori e agricoltori a protestare contro il caro gasolio che sta mettendo in ginocchio le loro attività. Il prezzo eccessivo del gasolio si ripercuote sul trasporto delle merci e quindi con un rincaro delle merci nei supermercati che interessa quindi tutti i cittadini visto che le merci viaggiano principalmente su gomma. Tra i vari presidi gli autotrasportatori si sono ritrovati anche a Grotteria a Mare, importante nodo strategico di confluenza tra la vecchia 106 e la Ionio Tirreno; sono intervenuti sul posto i sindaci dei paesi della Locride per solidarietà ai manifestanti e  hanno promesso pieno sostegno, aldilà delle ideologie politiche, nei limiti delle loro competenze. Era presente qualche rappresentante del partito democratico che ha promesso di fare da tramite per portare in parlamento le loro istanze. I trasportatori avevano chiesto un incontro con il governo, ma sono stati messi in lista di attesa e convocati per il 27/10. Pare che dopo la manifestazione di ieri l’incontro sia stato anticipato dal ministro dei trasporti ma la stampa nazionale non lo riporta (ciò fa parte, forse, della strategia dei governanti e delle testate propagandistiche loro legate di nascondere e sminuire le ragioni delle proteste). Comunque la manifestazione di Grotteria a Mare si è svolta pacificamente, con rallentamenti del traffico anche se con poca partecipazione diretta da parte dei cittadini invitati.

Intanto la Premier si è prodigata, a sua detta, a per calmierare il prezzo delle bollette a Consiglio Europeo, dove ha ottenuto lo scorporo tra il prezzo dell’energia elettrica prodotta con il gas ( il cui prezzo è salito a causa delle guerre che coinvolgono i paesi produttori) da quello prodotto da fonti rinnovabili. Una cosa che le opposizioni chiedono da anni ma non sono mai state ascoltate. Abbassare il prezzo delle bollette può essere una boccata di ossigeno per le famiglie, ma anche per le industrie. Ma se analizziamo la situazione a fondo, possiamo dire che ciò non basta, nel senso che il prezzo delle bollette non diminuirà significativamente, visto che la determinazione del prezzo delle bollette si basa su una serie fattori diversi tra cui gli ETS una sorta di “multa” della Comunità Europea sulle emissioni di C02 con l’energia prodotta da fonti fossili, gas o carbone. Gli introiti di questa gabella dovrebbero essere reimpiegati per incrementare le fonti rinnovabili ma pare che in Italia, negli ultimi quattro anni, questo non sia avvenuto. Sarebbe necessario affiancare i grandi impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo che garantirebbero l’energia anche nelle ore notturne, quando l’energia del sole manca e limitare il più possibile l’uso del gas nelle centrali elettriche.

Una cosa simile avviene nella determinazione del prezzo del gasolio, ritenuto una fonte inquinante, e quindi il suo costo, tra accise, ETS e rincaro del prezzo del gregio dovuto alla situazione internazionale, è aumentato più del 30% da inizio anno. Il problema non è stato affrontato significativamente dal governo che non ha una visione chiara della situazione ma neanche le competenze e le conoscenze opportune per poter intervenire.

Intanto dilaga la protesta degli studenti che chiedono più risorse sulla scuola, ma anche un intervento del governo sul caro affitti per gli studenti fuori sede nelle grandi città dove esistono le Università più prestigiose a cui sono sono iscritti ma ormai non possono permettersi. Ciò coinvolge il diritto allo studio e il loro futuro. La problematica è alquanto complessa: un tempo era stata promulgata una legge chiamata “equo canone” poi abolita; oggi un provvedimento del genere non può prescindere dall’IMU sugli immobili, tassa pagata dai proprietari, che in determinate zone è molto elevata. Chiaramente ciò fa lievitare gli affitti. Non crediamo che nelle intenzioni dei governanti ci sia l’intenzione di imbarcarsi in questa nuova avventura, tanto non ritengono la cultura una cosa importante: loro si trovano in una posizione di prestigio senza aver studiato molto. Intanto, ignorando le ragioni della protesta svolta peraltro in modo pacifico, essi sottolineano le azioni di teppismo e intolleranza che alcuni soggetti, che nulla hanno a che fare con gli studenti, hanno messo in atto contro le forze dell’ordine e rompendo qualche vetrina dei negozi, per altro in zone diverse da quelle degli scioperi, nelle città di Milano e Roma. I rappresentanti del governo hanno puntato il dito, come al solito, contro le opposizioni come se fossero, queste ultime, complici dei disordini. Troviamo questo altamente ingiusto perché qualunque parte politica condanna le violenze, mentre spetta a chi ha una maggioranza schiacciante in parlamento a prendere provvedimenti e risolvere i problemi dei cittadini che in quattro anni non sono stati minimamente toccati, se erano in grado di farlo. Intanto stiamo perdendo l’industria siderurgica a causa della chiusura del ex ILVA di Taranto. Ma la propaganda ci sottolinea che tutto va bene, che loro lavorano e il paese va bene, mentre le opposizioni frignano,  loro manterranno il posto che non meritano.

F. Violi

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