Dalla guerra alla speranza, la scrittura di Antonella Iaschi fa tappa ad Antonimina

Dalla guerra alla speranza, la scrittura di Antonella Iaschi fa tappa ad Antonimina

C’è un filo rosso che unisce tutti i libri di Antonella Iaschi: raccontare la strada. Le storie di umanità sono il trait d’union di 57 anni di scrittura partendo dalla prima poesia scritta a tredici anni dopo aver letto un’intervista di Lawrence Ferlinghetti, conosciuto molti anni dopo a San Francisco, che chiedeva ai poeti di smetterla di parlare al proprio ombelico. 

Di questo, ed in particolare delle sue due ultime pubblicazioni, l’autrice dialogherà col giornalista Gianluca Albanese, il 7 novembre 2026, alle ore 15.30, alla Casa delle Erbe e delle AgriCulture della Locride, ad Antonimina (RC), nell’evento “Storie di umanità”.

L’incontro è nel programma della rassegna “Fuori Rotta”, curata da Marò d’Agostino, ideatrice e custode del luogo ospitante che, per l’occasione, leggerà alcuni brani delle opere protagoniste della serata. La rassegna, giunta alla sesta edizione, è un appuntamento autunnale con “teatro, scrittura e visioni” che consente altresì ai partecipanti di godere la bellezza del giardino in questa stagione. Il focus stavolta è sulla scrittura nel doppio linguaggio narrativo e poetico con cui si esprime l’autrice e, nella fattispecie, sui suoi due ultimi libri: “Woody Allen sa attendere”, il romanzo, uscito lo scorso anno,la cui trama si sviluppa attorno al complesso sentimento del rancore familiare e della ricerca del perdono, e il testo riflette la visione della letteratura come mezzo per resistere, raccontando; “Patmos”, il racconto in poesia presentato per la prima volta il 18 ottobre in Sardegna durante il Ventennale del “Festival Internazionale Ottobre in Poesia” e nei giorni scorsi a Parma e a Polistena.

Per la Iaschi quest’ultimo libro è il più “pesante”. La Pace è un’utopia covata dal periodo della guerra in Vietnam, passata per quelle del Golfo e della Jugoslavia, arrivata al punto di non ritorno col genocidio in atto in Palestina e lo spettro di una guerra mondiale. È un sogno, la Pace, in cui non riesce più a credere, un libro d’amore impossibile. È anche, soprattutto, la resa a una realtà che “Patmos” non contiene perché come tutte le fiabe, nonostante i mostri che lo percorrono, ha un lieto fine: la rinascita dell’umanità dopo l’apocalisse. Dopo anni di poesie di guerra, di lotta e di dolore, una “menzogna” poetica era necessaria all’autrice per continuare a scrivere. E chissà, a volte proprio dalle fiabe nascono i miracoli.
La presentazione dei due volumi sarà completata da una installazione nel giardino: “Poesie”, appese agli alberi, “da portare con sé”per non dimenticare, per condividere il respiro della speranza.

Mariateresa D’Agostino

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS