Giornate FAI di primavera: San Giorgio Morgeto tra i luoghi del cuore

Giornate FAI di primavera: San Giorgio Morgeto tra i luoghi del cuore

Esistono luoghi che sembrano voler dire qualcosa al visitatore ostinato nel suo peregrinare. È la sensazione che si avverte nel partecipare alle giornate FAI di primavera che, giunte alla ventisettesima edizione, fanno della Calabria una terra di belle scoperte.

Difatti, durante gli appena trascorsi 23 e 24 marzo, il Borgo di San Giorgio Morgeto è stato indubbio protagonista delle giornate FAI per la Calabria, dimostrandosi uno dei più interessanti siti della nostra regione, completamente aperti al pubblico. Il comune reggino si è presentato ai visitatori in una veste inedita e dalla poliedrica bellezza: aspetti naturalistici, storico-artistici ed enogastronomici si sono intrecciati per narrare una storia dalle origini antichissime, il cui inizio risale al tardo Alto Medioevo. Il percorso, curato dalla sinergia dei volontari FAI e degli studenti-ciceroni formati dalle diverse scuole del territorio, ha interessato i punti nevralgici del comune aspromontano: luoghi di culto, come l’antico convento domenicano, all’interno del quale trascorse i suoi anni più sereni Tommaso Campanella, la chiesa di Maria SS. Addolorata, la chiesa Matrice e di Sant’Antonio; il Palazzo Ammendolea-Florimo, all’interno del quale ebbe i suoi natali il famoso musicista Francesco Florimo, i Palazzi Fazzari, Oliva e Ambesi, situati lungo le vie del centro storico; l’antico Palazzo Milano, sede della famiglia feudataria che detenne il territorio di San Giorgio dal 1568 fino al sovvertimento del periodo feudale.

E tra gli archi, la piazza principale e le fontane, l’itinerario si è concluso con l’arrivo al Castello, eretto al culmine della collina durante il periodo svevo-normanno. Una passeggiata lungo un versante, come quello di ieri a San Giorgio Morgeto, gremito di visitatori; un giro in un paese ricco di suggestioni ancestrali che hanno concesso agli accorsi la possibilità di sorprendersi. Ancora una volta le giornate FAI segnano risultati importanti per la storia e la cultura della nostra regione. E’ in giornate come queste che si ha l’opportunità di camminare per vicoli e piazze narranti una storia, di toccare con mano pareti antiche che sanno di  memoria, di calpestare una terra impastata di oblio e ricordi. Si giunge, così, alla consapevolezza che ogni luogo si racconta a chi é capace di prestarne l’orecchio, ogni paesaggio si svela a chi impara a osservarlo, ogni posto stupisce, imbarazza nella sua bellezza quasi sconosciuta, e sorprende chi é in grado di coglierne l’eterna contraddizione.

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