Ninni guardati le spalle!

Ninni guardati le spalle!

La politica del silenzio o il silenzio della politica?

La politica cauloniese è solitamente rumorosa, lo sanno bene in tutto il comprensorio. Il caos negli ultimi anni ha raggiunto vette eccessive, le argomentazioni urlate di Tucci, le arringhe di Mercuri, le difese fraterne di Campisi, i rilanci di Riccio e Cagliuso, l’arsenico nell’acqua e il veleno a dividere maggioranza e minoranza, a dividere il paese.
Poi, all’improvviso, la pace. Tutto è diventato silente, ad eccezione di qualche brivido sui progetti di accoglienza, da sempre argomento che infervora gli invidiosi e gli aspiranti gestori alternativi senza capacità di gestione alternativa.

L’Amministrazione comunale non ha mai parlato molto a dire il vero, per non dire di quei consiglieri che in Consiglio non consigliano ma tacciono, non si capisce se per le difficoltà con la lingua italiana o per l’assenza assoluta di una qualunque cosa intelligente da dire.

L’opposizione ha forse deciso di tacere per non facilitare il lavoro al sindaco Riccio e impedire che, attaccata, l’Amministrazione si chiudesse compatta a “riccio”. E, forse, questa strategia sta pagando perché qualche piccola crepa pare emergere.

Sullo sfondo resta intanto l’ex sindaco, Ilario Ammendolia, che pur non ricoprendo ruoli istituzionali rimane una presenza ingombrante nel panorama politico cauloniese. Anche lui in silenzio da quella notte in cui fu trombato e non ricandidato a sindaco sotto la spinta dell’ambizioso Assessore Cagliuso, aspirante sindaco non ancora domo. Un Ammendolia muto ma gongolante di fronte alle evidenti difficoltà della maggioranza, che paga lo scotto della sua assenza e della sua guida politica.

Chissà se il dibattito politico risorgerà a Pasqua o se dovremo aspettare l’estate per vedere qualche politico locale nuovamente tarantolato.

Intanto, considerato che di sindaci Cagliuso ne ha già fatto fuori uno, se fossi in Ninni Riccio mi guarderei le spalle…

  1. Vincenzo Finis 2 Aprile 2015, 21:15

    giá in gioventú era il sig cagliuso cosi figuriamoci adesso