Caro Ammendolia, alla memoria non servono inviti

Foto Marcia Memoria 2015

Io quest’anno alla marcia di Pietra Cappa a San Luca non ci sono potuto andare. In realtà non ci sono stato nemmeno lo scorso anno. Entrambe le volte il 22 luglio è capitato in un giorno lavorativo. Non mi sono potuto assentare.
Ma ci sono stato l’anno prima e l’anno prima ancora e l’altro anno ancora. Sono sempre partito da Canolo la mattina presto per essere puntuale alle 8 al punto di ritrovo a San Luca. Non ho mai ricevuto nessun invito formale. Nessuno mi ha mai chiesto di andare. Nonostante, un paio di volte, mi venne anche chiesto di ricordare, durante la marcia, Massimiliano Carbone e Paolino Rodà.
L’ultimo anno che andai, vennero con me anche Michele Luccisano e Gaetano Saffioti. Quest’ultimo vive sotto scorta da anni, e nonostante le difficoltà, volle essere presente. Nessuno di loro ricevette alcun tipo di invito. Ma tutti noi sentimmo la necessità di essere presenti, lì sotto il sole cocente dell’Aspromonte, al fianco dei familiari delle vittime innocenti della ‘ndrangheta. Un piccolo segno di vicinanza e di affetto, per come ci è stato possibile.
Non era, come ha detto Mario Congiusta, un matrimonio o – aggiungo io – una serata di gala su invito. Ed è per questo che non vedo ipocrisia o altri strani disegni. Ed è per questo che non condivido minimamente l’articolo di Ilario Ammendolia.
Se Don Pino Strangio avesse voluto essere presente alla Marcia di Pietra Cappa, nessuno lo avrebbe cacciato.
Ne approfitto per esprimere piena solidarietà a Deborah Cartisano, Don Pino De Masi, Stefania Grasso, Mario Congiusta e tutti gli altri. Io li conosco bene caro prof Ammendolia e mi creda, loro, non sono ipocriti. Ma proprio per niente.

mario congiusta

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