L’estate gioiosana secondo l’Assessore Luca Ritorto

L’estate gioiosana secondo l’Assessore Luca Ritorto

Sulle attività culturali dell’estate gioiosana, abbiamo voluto rivolgere qualche domanda a Luca Ritorto, Assessore alla Cultura del Comune di Gioiosa Jonica. Ve le proponiamo insieme alle risposte forniteci.

DOMANDA – Assessore Ritorto, mi pare di poter dire che Gioiosa Jonica è protagonista di tante iniziative culturali e di spettacolo e che l’estate è iniziata in modo molto positivo. A metà luglio, solo per fare un esempio, lo splendido spettacolo in Piazza Vittorio Veneto della rassegna artistica “Teatri di sabbia”. Grazie alla Pro Loco e alle associazioni della Consulta e con il coordinamento diretto del tuo assessorato, il calendario è fitto di appuntamenti vari: libri, musica, danza, sport, ecc. Soddisfatto?

RISPOSTA – Direi di sì, siamo nella fase centrale dell’estate, e – come sottolineavi tu – già tanto è stato fatto (a giugno e luglio), ritengo con dei buoni risultati anche in termini di qualità delle iniziative proposte. Sono soddisfatto perché ancora una volta le tante realtà associative di Gioiosa, nel loro complesso, hanno dimostrato la grande voglia di partecipazione, una voglia che rappresenta anche una scommessa forte in termini di prospettiva futura, in un momento difficile in cui oggettivamente non è facile organizzare e proporre manifestazioni, spesso dispendiose per risorse economiche impegnate e di tempo dedicato. Da questo punto di vista, aver rilanciato l’azione della Consulta delle Associazioni credo sia stato il valore aggiunto. Con la Consulta, ed in particolare con il suo presidente Vincenzo Logozzo, abbiamo lavorato sodo in questi mesi, non solo per la programmazione delle manifestazioni estive. Certo, dobbiamo ancora colmare alcune lacune, ma il lavoro fatto rappresenta un patrimonio per il futuro che non dobbiamo disperdere.

Luca Giuseppe Ritorto, Assessore alla Cultura

Luca Giuseppe Ritorto, Assessore alla Cultura

D. – Quali le effettive innovazioni e positività del calendario delle manifestazioni estive di quest’anno?

R. – Tornando al calendario dell’estate, mi sentirei di sottolineare alcuni punti positivi, direi di metodo, che mi auguro nei prossimi anni possano essere ulteriormente sviluppati.
In primo luogo, insisto, il maggiore coordinamento avuto grazie alla presenza della Consulta, soggetto che insieme all’Amministrazione ha svolto un positivo ruolo di indirizzo.
In secondo luogo, l’aver svincolato il calendario delle attività da quella che tante volte abbiamo definito la “dittatura di agosto”, il voler realizzare le attività sempre e comunque in quel mese (neanche tutto, nei 15/20 giorni centrali). Mi sembra una prova di maturità per la comunità. Le iniziative svolte a giugno e a luglio dimostrano che c’è spazio per programmare l’intera estate.
Terzo punto. Siamo riusciti a dare ulteriore impulso ad un cambiamento avviato già da qualche anno: la diversificazione dei luoghi in cui svolgere le manifestazioni. Ritengo che ciò rappresenti un elemento positivo, perché permette ai cittadini (gioiosani e non) di scoprire, o riscoprire, luoghi bellissimi del nostro paese, troppo spesso sottovalutati. Oltre al tradizionale salotto di Piazza Vittorio Veneto, ormai sono pienamente protagonisti altri luoghi: la bellissima Piazza Plebiscito, Palazzo Amaduri, alcune vie del centro storico (ma qui, confesso, bisogna ancora lavorare tanto). Accanto a ciò, si ripropone il protagonismo di alcune contrade. Cito quelle che negli ultimi mesi mi sono sembrate più attive, senza far torto ad altri: Sant’Antonio e Prisdarello. Su Palazzo Amaduri c’è un investimento forte dell’Amministrazione, ma rimanderei ad altro momento una discussione approfondita sul tema.
Ultimo punto, non meno importante dei precedenti: con alcune iniziative abbiamo provato anche a rinnovare la nostra proposta estiva. Lasciami dire, concludendo su questo punto e visto che l’hai citata nella tua domanda, che la manifestazione “Teatri di Sabbia” è stata una piacevolissima sorpresa, un’occasione colta anche grazie alla disponibilità dell’Amministrazione di Marina di Gioiosa Ionica che l’ha voluta condividere con noi. E non mi riferisco solo all’aspetto artistico e dello spettacolo in se (notevole, come dimostrato ai tanti consensi ed applausi ricevuti dal pubblico), ma anche all’aspetto culturale che conteneva l’iniziativa stessa. Vedere nei giorni precedenti, durante le attività, interagire i ragazzi dalle diverse provenienze europee, insieme ai nostri ragazzi e, in alcuni laboratori, ai ragazzi dello Sprar di Gioiosa, mi ha fatto pensare molto alla funzione che la nostra terra dovrebbe avere quale vocazione naturale, quella di ponte al centro del Mediterraneo, luogo di incontro tra culture diverse. Insomma, un’idea di Europa che confligge molto con quello a cui siamo abituati nelle cronache politiche ed economiche dei nostri tempi. Direi, con una battuta, che in questo senso le forme di arte (musica, danza, teatro, etc.) sono molto più avanti della discussione politica sui temi europei.

D. – Vi sono state altre iniziative assolutamente inedite per Gioiosa, come ad esempio il coinvolgimento diretto nell’ormai storico “Riace in Festival”. Ci vuoi dire come nasce questa collaborazione e qual è il bilancio di questo primo anno di partecipazione?

R. – Devo direi che possiamo essere contenti di questa nuova collaborazione. “Riace in Festival” ritengo rappresenti un altro tassello importante in quel percorso culturale che intende focalizzare l’attenzione sulle “storie” dei migranti. La discussione su questi temi, lo abbiamo ripetuto più volte, è una discussione in larga parte falsata da luoghi comuni, stereotipi, cattive o false informazioni. Ribaltare questa prospettiva e farlo attraverso un Festival, ci sembra un’idea vincente. La definirei, passami il termine, un’opera di contro-informazione, per raccontare diversamente un mondo che facciamo fatica spesso a raccontare. In questo senso abbiamo colto con grande piacere la possibilità che ci è stata fornita dalla Rete dei Comuni Solidali (alla quale, voglio ricordare, come Comune aderiamo dal 2013). Una collaborazione resa possibile anche grazie alla disponibilità del Comune di Riace. I tre eventi realizzati sono stati di assoluta qualità (anche qui, il valore dell’arte!): un partecipatissimo spettacolo teatrale, SeràBisericà, con Fabrizio Ferracane; un incontro fulminante con un personaggio dal grande carisma, il mediatore culturale ed attore Mohamed Ba, un concentrato vivente di storie e di conoscenze; la testimonianza di una giovane e coraggiosa sindacalista dei braccianti Celeste Logiacco, impegnata nella Piana di Gioia Tauro. Senza dimenticare alcune proiezioni di film/documentari che fanno fatica a passare sui circuiti ufficiali delle nostre televisioni. Con Re.Co.Sol. c’è dunque la volontà di approfondire ed ampliare questa collaborazione per il prossimo anno ed in tale direzione lavoreremo per tempo.

D. – Personalmente, ho registrato anche qualche piccola critica, ad esempio sulla poca animazione di Piazza Vittorio Veneto soprattutto in questo primo scorcio di Agosto. Cosa ne pensi?

R. – Tutte le critiche vanno accolte ed elaborate in positivo. Anche se credo che non si possa fare tutto in Piazza Vittorio Veneto: di certo, la nostra piazza principale rimane lo scenario privilegiato delle principali manifestazioni gioiosane.

Estate gioiosana 2015

D. – Cosa ci attende, invece, nel prosieguo di Agosto? Oltre agli appuntamenti ormai canonici (penso, ad esempio, alla Sagra del Pezzo Duro e a Gustando il Borgo), l’amministrazione comunale ha pensato a qualcosa di specifico?

R. – Sulla “Sagra del Pezzo Duro” quest’anno c’è un investimento ancora più forte rispetto a quanto fatto negli anni precedenti, per volontà comune della Pro Loco e dell’Amministrazione Comunale. Maggiori risorse e un maggiore impegno in termini di offerta per l’evento del 13 agosto: più spettacoli (con le scuole di Danza e con il concerto degli Arangara), un mercatino con tanto artigianato, musica, animazione per bambini, e tanto altro. Soprattutto con l’idea di una festa che valorizzi il nostro gelato tradizionale, all’interno di una lunga serata di intrattenimento: da qui l’idea della “Dolce Notte Gioiosana” che accompagnerà la sagra. “Gustando il Borgo”, invece, apre tutta una riflessione approfondita sulla settimana di San Rocco.

D. – Appunto, sul grande evento della Festa di San Rocco, cosa dobbiamo attenderci quest’anno?

R. – La settimana di San Rocco meriterebbe molto spazio, perché ritengo che gli eventi e le serate messe in programma siano di assoluto livello. Si comincia con le due serata di Gustando il Borgo – Festival degli artisti di strada, manifestazione promossa dall’Associazione Carpe Diem, appuntamento ormai collaudato dell’estate gioiosana. Un evento che, insieme ad altri, si inserisce ormai in un positivo percorso di valorizzazione del nostro centro storico.
Nei tre giorni successivi, abbiamo voluto proporre un appuntamento che riteniamo abbia grandi prospettive di sviluppo e sul quale puntiamo molto: il “Gioiosa Percussioni Festival – I Tamburi di San Rocco”, frutto della volontà dell’Amministrazione Comunale di promuovere con decisione quel progetto di cui si è parlato per tanto tempo ma che poi rimaneva sempre “al palo”: la valorizzazione di una tradizione che parte dai Tamburi di San Rocco ma che ha voglia di sperimentare nuovi linguaggi sul tema delle percussioni. Un Festival che in realtà non vuole essere un semplice momento musicale, per quanto importante, ma che punta ad essere prima ancora una grande operazione culturale, che trae nutrimento da quella meravigliosa festa che rappresenta un pezzo rilevante dell’identità, non solo religiosa, della nostra Gioiosa. Per questo motivo abbiamo messo in programma, in apertura di festival, un convegno molto importante, dal significativo titolo “I suoni di San Rocco”, per evidenziare ancora di più le componenti diverse che fanno della Festa di San Rocco molto di più che una semplice festa patronale.
Altro importante elemento inserito nel programma del festival: la proposta di un contest sulle percussioni, per tutti gli amanti del genere (sono previste due categorie, 9-18 anni e dai 19 anni in su). Con un premio dedicato alla memoria di una persona per tanto tempo dimenticata dalle nostre parti: Franco Lucà (prematuramente scomparso nel 2008), nato a Gioiosa e trasferitosi a Torino ove fonda nel 1973 il gruppo torinese di musica popolare Cantovivo e nel 1988 il famoso Folkclub, una sala di ascolto di musica dal vivo con 140 posti a sedere.
Sulle proposte musicali rimando al programma già pubblicato nei giorni scorsi: gruppi ed artisti di livello, che sono sicuro riempiranno di ritmi travolgenti le tre serate di Festival. Tutto ciò, sotto una direzione artistica di assoluta qualità quale quella di Francesco Loccisano ed il supporto organizzativo dell’Associazione Battente Italiana. Un investimento importare anche in termini economici (al momento non abbiamo finanziamenti esterni, tutto è fatto con soldi nostri). Non a caso abbiamo inserito nel bilancio di previsione che andremo a breve ad approvare, un apposito capitolo di spesa, per evidenziare la volontà di investimento anche nei prossimi anni.
Infine, la conclusione della settimana, con il tradizionale concerto del gruppo Bandistico (quest’anno sarà di scena il gruppo della Città di Ailano) ed il concerto di domenica 30 agosto dei Tiromancino, gruppo noto ai più che direi non ha bisogno di presentazioni. Uno sforzo organizzativo reso possibile grazie alla dedizione ed all’impegno del Comitato Festa di San Rocco con il quale abbiamo lavorato tanto in queste settimane, in uno spirito di condivisione reciproca, concordando le scelte ed il tipo di impostazione da dare alla “settimana di San Rocco”.

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D. – Nella gestione delle politiche culturali a Gioiosa Jonica, vi è una lacuna ormai di vecchia data: l’impossibilità di rendere pienamente fruibili i beni storici e culturali che arricchiscono la nostra cittadina. Penso, in modo particolare, al Naniglio, che proprio in estate dovrebbe essere aperto con regolarità al pubblico e reso fruibile ai tanti potenziali visitatori: è così difficile, anche in collaborazione con le numerose associazioni riunite nella Consulta, organizzare l’apertura del Naniglio e formare alcune guide che illustrino ai visitatori i beni archeologici in esso contenuti?

R. – Hai pienamente ragione. Il Naniglio continua ad essere una lacuna, per usare la tua espressione. Ci stiamo impegnando molto su questo terreno, per recuperare ritardi che hanno impedito di trovare formule efficaci e snelle per la fruibilità del sito. Come ben sai sul sito insistono competenze di soggetti diversi (Provincia di Reggio Calabria, Soprintendenza), soggetti con i quali abbiamo avuto negli ultimi mesi un intenso e positivo scambio, proprio per superare quelle storiche criticità che ormai ben conosciamo. I finanziamenti già in essere sul Naniglio, se da un lato protrarranno ancora per un pò questa situazione di incertezza, dall’altro lato daranno al sito una veste sicuramente più funzionale al raggiungimento dell’obiettivo che tu citavi: la piena e regolare fruizione dell’area archeologica. In questo senso potrebbe venirci incontro l’opportunità offerta da un Avviso della Regione Calabria (“Sviluppo di attività imprenditoriali all’interno delle filiere della valorizzazione del patrimonio e della produzione culturale”), al quale ha partecipato con successo la cooperativa Kalamè con il progetto “Il passato è presente”, soggetto che adesso dovrebbe fornire tutta una serie di servizi (visite guidate, organizzazione di attività culturali nel sito, manutenzione ordinaria dell’area, etc). Ma la priorità in questo momento è rappresentata dall’inizio dei vari lavori: consolidamento della cisterna grazie a un progetto a cura della Soprintendenza; una sistemazione complessiva dell’area (in questo caso con un vecchio progetto della Provincia di Reggio Calabria); infine, la realizzazione di un piccolo padiglione nell’area di ingresso (una sala polifunzionale), intervento a cura del Comune di Gioiosa Ionica e che proprio in questi gironi ha preso il via.
Noi intanto abbiamo lavorato su un altro aspetto, a complemento di quanto detto sopra: l’allestimento di parte di Palazzo Amaduri con alcune sale dedicate esclusivamente al Museo Civico per ospitare i reperti provenienti dall’area del Naniglio. Sono già state acquistate le vetrine blindate ed i pannelli per le sale, un investimento di circa 30.000,00 euro. Siamo dunque fiduciosi circa la possibilità che in tempi brevi questo importante patrimonio costituito dal Naniglio possa essere pienamente fruibile.