Il direttore di Ciavula scrive a Salvatore Cirillo

Gentile Salvatore Cirillo,

non ho il piacere di conoscerla personalmente ma ho avuto modo, come molti altri, di apprezzare l’impegno e l’operosità dell’Associazione che presiede e il cui merito principale, andando oltre le singole iniziative, ritengo sia stato quello di riuscire a coinvolgere molti cauloniesi in attività utili al paese. Quando si riesce a produrre fermento partendo dal basso, quando si riattiva il senso civico che si traduce anche nell’associazionismo si fanno gli interessi della propria comunità e di questo non posso che ringraziarla da cauloniese. So che quanto fin qui scritto rappresenta il pensiero di tutta la redazione, Carcarazza compresa.

Mi corre l’obbligo, per l’ennesima volta (e di certo non sarà l’ultima perché ogni volta che la Carcarazza gracchia poi mi tocca spiegare) di esplicitare meglio le finalità della rubrica “Carcarazza” sulla nostra testata. Intanto la Carcarazza non è una persona, è molteplice, è un’entità collettiva che coinvolge tutta la redazione, per questo non ha un nome e cognome. La Carcarazza è la rubrica cattiva, quella che fa arrabbiare tutti (e ci riesce!), quella che sfotte, che ironizza, che graffia. La Carcarazza, per sintetizzare, è la stronza della redazione. E in quanto tale punge ed estremizza le posizioni, quindi non andrebbe mai presa alla lettera in quanto rubrica satirica.

Provi a prendere alla lettera una vignetta di Vauro o di qualunque altro vignettista e capirà cosa significa reagire alla satira come se fosse un attacco politico (perché così è stata interpretata la Carcarazza). Ne pubblico tre a caso prese da google.

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Leggendo queste vignette con le lenti della polemica politica si deduce che Vauro sostiene che Berlusconi puzzi, che sia una merda e che dovrebbe essere sepolto vivo. Se così fosse bisognerebbe indignarsi e chiedere l’arresto di Vauro, invece mi pare che tutti quanti ci si faccia solo una bella risata, anche se per qualcuno risulta un po’ forzata. In tale ottica andrebbe letta la rubrica “Carcarazza”.

Per questa ragione penso e spero che la lettera da lei indirizzata ai soci dell’associazione da lei presieduta sia solo una reazione scomposta e poco ragionata a quello che è stato erroneamente ritenuto un attacco politico piuttosto che satira. Altrimenti leggendo la sua lettera bisognerebbe dedurre che (da buon berlusconiano) apprezza solo la stampa asservita, quella che la loda, e invita al boicottaggio di quella che la critica. Mi auguro sinceramente che non sia così. In ogni caso le assicuro che da queste parti non troverà nessun Emilio Fede.

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Ciavula è un giornale composto da volontari (tutti, nessuno escluso, lavorano gratuitamente) che sacrificano non solo le vacanze estive ma anche le domeniche e le notti per dedicarsi ad aggiornare questa testata per rendere un servizio (apprezzabile o meno) ai lettori/cittadini di Caulonia e Gioiosa. Quindi anche in questo siamo molto vicini ai volontari che come lei si impegnano per il nostro paese.

Come ben sa ci siamo sempre occupati delle iniziative della sua associazione, che abbiamo sempre ritenuto lodevoli. Sbaglia a dire che lo ha fatto solo Cristiano Fantò, nostro splendido collaboratore che ha sempre un occhio di riguardo per il sociale, perché ad occuparsene sono stati in molti, anche se a volte il loro nome non compariva negli articoli, pubblicati semplicemente come “A Ciavula”.

Ad ogni modo, consapevole che ogni invito al boicottaggio si tramuta inevitabilmente nel suo opposto e cioè in pubblicità gratuita, le faccio un in bocca al lupo per il suo incarico politico e ancora di più per il suo incarico associativo. E anche se lei invita al boicottaggio di Ciavula noi non boicotteremo l’” Associazione Giovani di Caulonia”, continuando a seguirne le iniziative, lodandole o criticandole ogni volta che lo riterremo opportuno.

La saluto cordialmente.

Giovanni Maiolo