La Civitas Solis incontra i giovani di Re.Co.Sol

La Civitas Solis incontra i giovani di Re.Co.Sol

E’ iniziata ufficialmente a gennaio la collaborazione tra Re.Co.Sol e Civitas Solis, associazione che da diversi anni opera nella Locride. Il contatto è avvenuto grazie al progetto Giovani leaders del cambiamento (promosso dalla stessa Civitas Solis) realizzato in partenariato con il Dipartimento per la Giustizia Minorile USSM di Reggio Calabria e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la gioventù, con i fondi del Pac, nell’ambito dell’avviso pubblico “Giovani per il Sociale”. Il progetto è rivolto ai giovani residenti nella provincia di Reggio Calabria tra i 15 e i 35 anni interessati a partecipare ad attività formative di social team working. Come funziona questo progetto? Dopo la partecipazione ad uno dei diversi seminari, promossi dalla Civitas Solis, attraverso metodologie innovative, i giovani partecipanti presenti propongono delle attività di utilità sociale da realizzare nel territorio locrideo. Le ragazze e i ragazzi coivolti nella fascia d’età 15-35 anni, organizzano l’intero evento, accompagnati nel percorso dagli operatori dell’ente. Tra le tante iniziative, uno sguardo va ai laboratori che si stanno realizzando insieme alla Recosol. Il tutto permette ai nuovi cittadini di confrontarsi e scambiare esperienze con i cittadini locali, al fine di stimolarli e di farli sentire protagonisti, appunto, giovani leaders del cambiamento del nostro territorio. I laboratori proposti sono improntati sulla pratica: dalla pittura alla fotografia, alla musica. Tale scambio, inoltre, permette l’apprendimento della lingua italiana attraverso la via del fare: gli incontri, difatti, sono strutturati insieme alle insegnanti del progetto Sprar. Il fine del progetto è quello di far arrivare i giovani alla consapevolezza del saper essere e saper fare: ognuno, nel proprio piccolo, possiede delle competenze, spesso inesplorate, le quali, se messe a disposizione dell’altro, possono creare dei frutti. In tal modo, si dà vita ad un sistema di doppio, se non triplo, ritorno: per l’associazione che propone (Civitas Solis), per l’associazione sul territorio che ospita le attività, per il giovane che si rende protagonista dell’esperienza. E’ il famoso circolo virtuoso: assumendo un atteggiamento politico, economico, culturale si innesca un miglioramento della società non solo relativo ad uno specifico ambito, ma a molteplici aspetti.

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Re.Co.Sol è stata ben lieta di collaborare insieme a Civitas Solis e di ospitare le attività da essa proposte nei propri locali. La disponibilità nasce, prima di tutto, da un’ideale, presente nelle scelte che Re.Co.Sol compie ogni giorno, che è quello della cooperazione con altri enti e associazioni: l’orientamento è quello dell’unione che fa la forza in un territorio troppo spesso sterile. In secondo luogo, la grande opportunità di far vivere agli ospiti del progetto Sprar delle attività pratico-manuali che possano, seppur in minima parte, farli tornare “alle origini”. Molti di loro possiedono delle piccoli o grandi arti e l’uso delle mani in questo senso è strettamente collegato al saper fare, al sentirsi competenti e attivi. Il primo laboratorio, tenutosi il 29 gennaio, ha visto un’ampia partecipazione da parte dei migranti e un gran calore, nato non solo dalle temperature primaverili che hanno sostituito i “giorni della merla” della Locride, ma soprattutto dalla voglia di chi dimostra piena volontà di lavorare insieme. Come il progetto promosso da Civitas insegna, il cambiamento nasce da un ruolo attivo. Vogliamo sperare che non si tratti di un’utopia, ma di un sogno realizzabile quello di vedere le varie associazioni presenti sul territorio lavorare al cambiamento a più mani, proprio come un oggetto in pasta di mais.