UIL: “QUANTO SI E’ CONSUMATO ALLA RIUNIONE HA DELL’INCREDIBILE”

UIL: “QUANTO SI E’ CONSUMATO ALLA RIUNIONE HA DELL’INCREDIBILE”

Quanto si è consumato alla riunione di Delegazione Trattane del 16 u.s. e le  conseguenti notizie di stampa in merito, hanno dell’incredibile.

L’insofferenza manifestata nel corso della riunione è sinonimo di arroganza, quando invece ci si sarebbe dovuto confrontare in una logica di dialettica democratica, anche con modalità aspre, spigolose ma sempre nell’alveo della civile convivenza e nel rispetto delle regole e della legalità, non paventando minacce!

Ma distorcere i fatti e la realtà, isolando e addossando alla scrivente Organizzazione sindacale volontà di far saltare accordi per il pagamento di somme (ci si dica dove abbiamo detto che eravamo contrari si guardassero i verbali e le nostre dichiarazioni, richiedere che fine hanno fatto dieci milioni di euro non è essere contro), può esporre a possibili ritorsioni o gesti sconsiderati di qualche folle, stante anche la grave crisi economica.

E’ grave che non possa essere consentito ad una “libera” associazione di esprimere  il proprio pensiero, mentre si ribadisce la richiesta del “rispetto delle regole” e si propongono alternative su materie contrattuali, invece scatta la velenosa protervia che cerca di mettere a tacere chi non è “ossequiante” e “plaudente”.

Infatti anziché condividere un percorso di iniziative tese al ripristino della legalità e della trasparenza, in difesa dei cittadini e dei lavoratori, si tenta invece di tacciare ed impedire la libera espressione di un Sindacato, (senza voler ribadire la giustezza dei ragionamenti), cercando di costringerlo in una sorta di “unanimismo” che non trova condivisione o terreno fertile nella scrivente Organizzazione, tentando di ricondurre tutto in un magma, in una sorta di promiscuità male assortita con ignoranti (che ignorano), confondendo ruoli e posizioni. Mentre la battaglia per difendere la legalità e la trasparenza, nel nome di servizi di qualità e di rispetto delle regole anche per quanto concerne l’interesse dei lavoratori, dovrebbe costituire il baluardo di ogni cittadino e a maggior ragione di un Sindacato.

Non condividiamo questa enfasi nel definire un accordo “storico” che distribuisce il 30%,  di quanto dovuto per crediti parziali di sei anni addietro!!!  Distribuzione che avviene con parametri differenziati e dove la differenza la fa l’appartenenza alla categoria e non il merito. Ma all’interno della categoria le persone utilizzate impropriamente o meglio gli “imboscati”, termine in voga, percepiranno quanto il lavoratore che sta tutto il santo giorno, 365 all’anno, a fare la propria attività? Con l’accordo “storico” saranno “premiati”, non per merito ma per appartenenza alla categoria con una quota intera di “produttività”­ ?

In ogni caso non va dimenticato che si tratta di soldi dei lavoratori e che ai lavoratori devono comunque andare. Dov’è la storicità dell’accordo? Gongolare per avere raggiunto un intesa che tralascia qualche decina di milione di euro (anche questi soldi dei lavoratori dell’ASP) è giustificato?

Decantare e definire “storico” un accordo, mentre la Pubblica Amministrazione è nel mirino per assenteismo, per erogare prestazioni non di eccellenza, non ci pare sia motivo di enfasi.

Avremmo gradito e condiviso un accordo “storico” che parlasse: di certezza del debito,  di condizioni di lavoro, di divise che mancano, di DPI inesistenti, di carenze di strutture, di materiali, di assunzione di OSS, di infermieri,  di medici, o delle altre figure mancanti o carenti,  di smaltimento delle liste di attesa. Sarebbe storico: restituire al fondo dei lavoratori le somme indebitamente spese nel corso degli anni,  metter fine all’utilizzazione dell’Azienda per soddisfare appetiti di famelici ingordi, mettere ordine nelle utilizzazioni improprie del personale (dirigente e del comparto), sarebbe storico in poche parole il ripristino e il rispetto delle regole e della legalità.  

Qui invece si tratta di soldi che comunque sono dei lavoratori e di nessun altro! Non capiamo qual è la storicità.

In sostanza avremmo definito un “accordo storico” sulla erogazione e/o sull’organizzazione dei servizi.

La  Segreteria  Provinciale

Nuccio Azzarà              

Nicola  Simone           

Francesco Politanò