Un plauso a tutti i sindaci dell’accoglienza

Un plauso a tutti i sindaci dell’accoglienza

Riceviamo e pubblichiamo:

DOMENICO LUCANO

di Sandra D’Aquino

Apprezzamento e grande stima al sindaco di Riace Domenico Lucano che ha fatto dell’accoglieza il suo unico e solo baluardo politico. Un encomio, dunque, sia per il suo profondo e sincero senso umanitario, dal punto di vista morale, sia per la sua arguta lungimiranza, dal punto di vista politico. Profondo rispetto per l’operato del sindaco Lucano. Ma alla luce del clamore mediatico creatosi intorno a lui in questi giorni, io, da perfetta sconosciuta, che da anni è quotidianamente impegnata nell’accoglienza dei richiedenti e dei rifugiati, non posso evitare di volgere il mio pensiero a tutti i Sindaci della Calabria dei comuni aderenti alla rete Sprar e a tutti gli Operatori che ogni giorno, tra mille difficoltà, si battono per garantire una nuova esistenza, precedentemente segnata da traumi, ai tanti migranti accolti.
Un plauso perciò, io, perfetta sconosciuta impegnata nell’accoglienza, sento di fare al sindaco del mio paese Giovanni Riccio, e al suo predecessore Ammendolia, a Francesco Candia, a Felice Valenti, a Salvatore Fuda, a Rosario Rocca, Salvatore Mafrici, Giuseppe Cannizzaro, a Stefano Calabrò, Emanuele Oliverio e ad Antonio Messina, fermandomi solo alla provincia di Reggio Calabria.
Mi scuso se mi sono permessa di nominarli a loro insaputa, ma poiché conosco di ognuno di loro la passione e lo zelo che vi mettono nel portare avanti progetti Sprar su questo territorio così controverso e complicato, ho sentito l’obbligo di sottolineare che molti sono i sindaci reggini che praticano le buone prassi dell’accoglienza, oltre a Lucano e senza nulla togliere a Lucano.
Bisogna, però ,stabilire quale sia il modello di accoglienza da seguire, se quello di puro assistenzialismo o quello mirante alla riconquista d’autonomia del migrante.
Il “Sistema di Protezione per Richiedenti asilo e Rifugiati”, sia chiaro a tutti, non è la gestione di progetti di beneficenza verso persone soltanto caritatevoli o compassionevoli, bensì un sistema, strutturato, di erogazione di servizi specifici verso
richiedenti e rifugiati con diritti e doveri.
Ma le Istituzioni in Calabria, nonostante gli inarrestabili flussi, continuano a trattare il tema dell’accoglieza come marginale, o peggio ancora scomodo, o politicamente inutile, negando automaticamente le condizioni per l’affermazione e dei diritti dei migranti. Poi, però, un calabrese finisce su una rivista straniera che lo inserisce tra i 50 uomini più influenti del mondo per meriti in accoglienza immigrati e tutti si ricordano che anche in Calabria esiste un sistema di accoglienza.
Allora io, sempre perfetta sconosciuta impegnata nell’accoglienza, vorrei chiedere a tutte quelle persone che improvvisamente hanno scoperto il senso dell’accogliere migranti, cosa è cambiato oggi rispetto a una settimana fa? Dov’erano quando sindaci e operatori dell’accoglienza si battevano per i ritardi dei documenti dei richiedenti? Perché non si espongono sulle questioni sanitarie o lavorative che riguardano i migranti?
È stato così influente Lucano da cambiare le condizioni che non permettono ai migranti una giusta integrazione?

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