Telemia racconta la storia del cauloniese Ilario

Telemia racconta la storia del cauloniese Ilario

E’ una storia che ha dell’incredibile, fatta di sofferenza, lotte quotidiane e anche ignoranza. E quando il dolore si scontra con l’ignoranza, si sà, ne deriva ancora altro dolore, come in un vortice senza fine. Eppure noi di TeleMia una fine, meglio se lieta, vorremmo trovarla per la storia di Ilario. Ilario, è un uomo nato con disfunzioni celebrali, che ha passato la sua vita cercando di cogliere il buono da ogni singolo giorno, come se fosse un dono. E questo fino al 2006. Un errore medico, un operazione andata male, il destino, una sequenza di cose storte che a volte la vita mette davanti a ognuno di noi improvvisamente e Ilario si sveglia su un letto di ospedale paralizzato. E allora di nuovo lotte, soprattutto contro la voglia di indossare le sue scarpette e camminare, aspettare un treno e viaggiare, ma anche contro le barriere, le troppe barriere architettoniche. Così Ilario da uomo in continuo movimento si è improvvisamente trovato ad essere costretto su di una sedia a rotelle supportato dall’amorevole e costante presenza dell’anziana madre, una donna forte tutta di un pezzo, una di quelle donne che noi calabresi siamo abituati a incontrare spesso per le strade di paese. Ma la storia di Ilario è una storia fatta anche di ignoranza, come prima dicevamo, e questo perchè, oltre che contro i suoi limiti fisici, Ilario deve lottare contro le barriere architettoniche che lo circondano nel palazzo al secondo piano di Caulonia Marina dove vive. 5 scalini. Solamente 5 gradini impediscono a quest’uomo di trovare un pò della libertà motoria che quell’operazione gli ha strappato via. Basterebbe una semplice rampa o un montascale. Ma nei condomini bisogna avere l’approvazione di tutti e un montascale è antiestetico. Molti di voi penseranno che è assurdo impedire a un uomo a cui la vita ha già tolto tanto di gioire perfino di una cosa così semplice e gratuita come essere accompagnato a fare una passeggiata seduto sulla sua sedia a rotelle. Ebbene questo è quanto. Non si sa di chi sia la responsabilità nello specifico, non si sà chi sia o chi siano coloro che non vogliono regalare questo sorriso ad Ilario ma noi ci impegneremo a portare avanti la sua battaglia.

DI ALESSANDRA BEVILACQUA