E TU? CONTINUERAI A FARTI SCEGLIERE O FINALMENTE SCEGLIERAI?

E TU? CONTINUERAI A FARTI SCEGLIERE O FINALMENTE SCEGLIERAI?

Alessandra, accoltellata da un uomo che diceva di amarla.
Michela, uccisa da un uomo che diceva di amarla.
La donna incinta di Bologna, avvelenata con la soda caustica da un uomo che diceva di amarla.
La ragazza di 32 anni, strangolata da un uomo che diceva di amarla.
Potrei continuare. Almeno altre 60 volte.
Circa 60, infatti, sono le donne uccise in Italia dal partner o dall’ex fidanzato dall’inizio del 2016.
Allargando il periodo temporale fino al gennaio 2015 le uccisioni diventano 155.
Pensiamo anche che esistono donne che nel silenzio subiscono soprusi. Perché la violenza non è solo quella fisica. Esiste anche quella più subdola, quella psicologica, che dilania, spersonalizza e spezza le ali alle donne. Secondo i dati diffusi da Telefono Rosa, almeno 8.856 donne sono state vittime di violenza e 1.261 di stalking e si stima che circa il 90% delle donne non denunci.
Non riesco a restare indifferente. Non devo restare indifferente. Non voglio, non posso.
Facciamo qualcosa.
Non è accettabile questo bollettino di guerra.
Indigniamoci.
Vorrei, da donna, parlare a tutte le donne e agli uomini per bene, che sono la maggioranza, lo so.
Non sono un’esperta nel campo “amore”. Per nulla. Anzi. Ho avuto nella mia vita la capacità di inanellare una serie di scelte rivelatesi poi sbagliate da meritare una medaglia. Non starò qui, quindi, ad ergermi a fine conoscitrice della materia.
Forse non so cos’è l’amore, quindi, ma credo di sapere cosa non è. Allora proviamo a raccontare a tutti, in primis ai giovanissimi, nelle scuole, nei centri aggregativi, tra le mura domestiche che l’amore non è morte. Che l’amore non trattiene. Che l’amore, quello vero, lascia andar via. Sempre. Anche se ti fa male il cuore e ti manca il respiro. Che l’amore non è prigionia. Che non è mancanza di rispetto. Che l’amore non è privo di passione. Che l’amore non è assenza di devozione. Che l’amore non è ossessione. Che non è possesso. Che l’amore non è slealtà. Che non è mostrarsi mascherati al proprio partner sperando che abbocchi: siamo quello che siamo e siamo perfetti nella nostra imperfezione, è che, semplicemente, può capitare che non va. Punto. Nella vita è concesso anche sbagliare, è un rischio che si corre quando si sceglie di essere vivi. Raccontiamo che l’amore non è assenza di coraggio. Che l’amore crea e non distrugge, mai. Che l’amore non è apnea, ma respiro libero. Che l’amore non è smettere di scegliere ogni singolo giorno che la felicità della persona che ami viene prima di ogni cosa. Che non è accontentarsi, mai. Che non è convenzione sociale. Che, a volte, non è per sempre. Perché l’amore è anche dolore, purtroppo. Ma da quel dolore non può, non deve, nascere la morte. Non deve germogliare l’odio.
Raccontiamo che una donna non deve accettare passivamente e che un uomo, un uomo vero intendo, non è pezzetto di carne con le gambe, non deve scegliere per lei. Mai. Urliamo che c’è sempre un’alba nuova, che la vita va difesa perché è l’unica cosa che davvero possediamo, anche se complicata, meravigliosamente complicata.
A tutte le donne, non continuiamo a farci scegliere. Scegliamo noi per noi. Fermiamoci solo un attimo e pensiamo a cosa davvero vorremmo. E voi, uomini, ricordate sempre che, come scrisse Gibran, “il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà”. Allora, raccontiamo ora cosa l’amore non è. Facciamolo per Alessandra, Michela e tutte quelle donne che non potranno più farlo.

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