Gerace, al via domani la 16° ed. de “Il Borgo Incantato”

Gerace, al via domani la 16° ed. de “Il Borgo Incantato”

Domani al via la 16.a edizione de “Il Borgo Incantato, festival internazionale di arte di strada

Si è tenuta presso la Sala Consiliare del Comune di Gerace (Rc)  la conferenza stampa di presentazione della manifestazione “Il Borgo Incantato, festival internazionale di arte di strada”. Per l’occasione erano presenti il Sindaco Giuseppe Pezzimenti, il vicesindaco Salvatore Galluzzo,l’assessore Carmelo Femia, il consigliere comunale Michele Orlando e la D.ssa Loredana Panetta (dirigente del settore amministrazione e servizi generali) che hanno  comunicato ufficialmente e nel dettaglio l’intero programma della manifestazione.  Anche quest’anno, da martedì 26 a giovedì  28 luglio, nonostante le tantissime difficoltà sia logistiche che economiche , il “Monumentale Borgo Storico Nazionale” di Gerace (considerato uno dei più belli d’Italia e del mondo) ospiterà tre serate con  la magia de “Il Borgo Incantato, festival internazionale di arte di strada” che giungerà, lo ricordiamo, alla sua sedicesima edizione . Dopo le opportune modifiche al regolamento della manifestazione, fortemente volute dalla neo Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco, Dott. Giuseppe Pezzimenti ( anche e soprattutto per cercare di migliorare la “logistica” dello storico appuntamento estivo), nelle prossime ore  verrà predisposto dagli organizzatori un innovativo e  straordinario percorso che si snoderà tra le case del “borgo antico” ed i meravigliosi “palazzi storici”, che faranno rivivere, ai tanti visitatori, delle magiche atmosfere fatte di allegria e suggestioni visive che solo un evento unico come il “Borgo Incantato” riesce a regalare. Gli ospiti, inoltre, potranno godere dei profumatissimi e tipici sapori della tradizione gastronomica locale. Gli stessi avranno la possibilità di osservare dei panorami mozzafiato dalle verande e dalle terrazze ubicate proprio all’interno del centro storico e potranno anche assistere, gratuitamente, a spettacoli “mozzafiato” composti da evoluzioni artistiche ed acrobatiche di funamboli,  giocolieri, trampolieri e tutto quello che concerne “l’arte di strada”. Non mancheranno le band musicali. Potranno, altresì, visitare  le cantine di alcuni tra i più rinomati palazzi gentilizi geracesi. Verranno allestiti degli appositi punti di degustazione e ristoro. Un appuntamento, quello con il “Borgo Incantato di Gerace”, tra i più attesi dell’estate locridea. Per migliorare l’arrivo e l’accoglienza dei visitatori, durante le tre  serate, saranno attivi  dei pullman navetta che permetteranno al pubblico di raggiungere comodamente il centro storico lasciando le proprie auto nei parcheggi comunali. Ecco il quadro completo degli artisti che si esibiranno durante le tre serate:

1) Koom Koom Theater

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Koom Koom è un teatro per bambini a Gerusalemme costituito da un piccolo gruppo di burattinai, clown , musicisti . Gestito da Andrei Urbakh creano teatro visuale per il teatro palcoscenico e la strada per i festival . Il loro stadio di casa è in Musrara .

2) Bandakadabra

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La BandaKadabra nasce all’inizio del 2005 nel cuore multietnico di Torino -Porta Palazzo- dal fortuito incontro di musicisti provenienti dalle realtà più disparate che, come per magia, prova dopo prova amalgamano i suoni e le diverse esperienze di ciascuno fino a trovare una propria identità collettiva. Jazz, blues, folk, klezmer, musica bandistica e tradizionale piemontese si contaminano a vicenda sino a fondersi in uno stile di difficile definizione che passa dal balcanico al latin senza soluzione di continuità. Lo spirito un po’ anarchico e dissacratore spinge i musicisti -una quindicina tra percussioni, sax, trombe e tromboni- ad instaurare tra il pubblico e la musica un rapporto giocoso che spesso sfocia in una travolgente danza collettiva da cui risulta difficile sottrarsi. In otto anni ed oltre mille concerti la BandaKadabra ha inciso due album e collaborato con diversi musicisti tra cui Carlo Actis Dato, Piero Ponzo, Feel Good Production, Gianluigi Carlone, Roy Paci ed ha portato il proprio entusiasmo, tra gli altri, ai festival Vincoli Sonori – Gypsy & Klezmer Festival, Musica sulle Bocche Jazz festival, Sant’Anna Arresi Jazz Festival, Brass International Festival di Durham (UK), Edinburgh Festival Carnival, Torino Film Festival. Estremamente versatile, la BandaKadabra suona sia su palco che per strada ma la si è vista anche in spiaggia ed in barca! Insomma, ovunque possa portare allegria e rendere giustizia al proprio motto: musiche da ogni dove e per qualunque luogo. La BandaKadabra è: clarinetto: Mariano Cirigliano – sax soprano: Francesco Rocco – sax contralto: Federico Salemi, Nicola Massa – sax tenore: Davide Tilotta, Luigi Daffara – fisarmonica: Daniele Contardo – tromba: Dario Avagnina, Sebastiano Giordano – euphonium: Davide Vottero – trombone: Claudio Giunta, Giorgio Cotto – sax baritono: Alberto Agliotti – basso tuba: Francesco Baldo – percussioni: Davide Fiale, Massimiliano Andreo – direzione: Sebastiano Giordano

3) Compagnia Scatola Rossa

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La Compagnia Scatola Rossa nasce dall’incontro tra Giulia Piermattei (acrobata aerea, diplomata alla Scuola di Circo Contemporaneo “Flic” di Torino), Juriy Longhi (giocoliere equilibrista, diplomato alla Scuola di Teatro Fisico “Philip Radice”), Marianna Peruzzo (scenografa e costumista, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Urbino) e Valentina Rosati (giovane regista formatasi con Carlo Cecchi e diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte drammatica “Silvio D’Amico”). Lux è un progetto di circo-teatro che nasce dall’incontro di quattro diverse personalità artistiche, con un background che spazia dall’arte circense, al teatro di strada fino al teatro di prosa. Equilibrismo, giocoleria, acrobatica aerea e recitazione scelgono come linguaggio espressivo il teatro delle ombre per una messa in scena originale su una delle figure femminili che ha rivoluzionato l’immagine della donna nel ‘900: Lulu. Lo spettacolo si sviluppa principalmente per immagini e si ispira direttamente alla “LULU” di Frank Wedekind, alla “LULU” di Papst, alla “LULU” di Berg e alla Valentina di Crepax. Uno spettacolo di teatro circo che coinvolge e trasporta gli spettatori in una dimensione onirica, ma piena di colpi di scena. Un mondo di forme e costumi, esseri umani capaci di volare, che creano dimensioni galleggianti, sospese sulle teste di chi ne è testimone. Nulla ci garantisce che quanto esiste o accade nella realtà sia più vivo della realtà vissuta nel sogno…
Il progetto è vincitore del concorso CANTIERI DI STRADA SEZIONE “DI PIAZZA IN PIAZZA” Premio Giovanna Bolzan indetto dalla FNAS Federazione Nazionale Artisti di Strada.
La motivazione del premio: “Lux” della Compagnia Scatola Rossa è un progetto che ha convinto per l’originalità di proposta e per l’incontro dei linguaggi. Il personaggio di Lulu, con la sua complessità di rimandi ad archetipi della letteratura, viene qui trasportato in una dimensione onirica e raccontato come fosse una fiaba nel tentativo di avvicinare e coinvolgere il pubblico ad una trama così complessa, attraverso la suggestione di strumenti universali quali lo spettacolo circense e il teatro di strada tradotti e reinterpretati con la grazia del teatro delle ombre.” (www.stabilemarche.it). Circo volante non identificato è l’ultimo spettacolo che hanno creato: giocoleria, equilibrismo, acrobatica aerea e teatro di strada si mescolano per un divertimento oltre i confini della realtà: c’è vita nello spazio? E se il contatto con gli extraterrestri avvenisse proprio sotto i vostri occhi? E se foste proprio voi i protagonisti? Alieni, oggetti volanti non identificati, buchi neri, dimensioni parallele..allacciatevi le cinture di sicurezza, il viaggio stellare sta per cominciare.

4) Agusevi Dzambo Orkestar

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Come in un film di Emir Kusturica, la macedone Agusevi Dzambo Orkestar suona per tutte le occasioni e, che sia su un palco prestigioso, o ad una festa in piazza, lo fa sempre con l’identico coinvolgimento e la straripante passione di chi suona con il cuore. Insaziabili e voraci di musica e spettacolo, i dieci artisti della fanfara hanno tutti una formazione musicale autodidatta, che dà vita ad un repertorio vivace ed autentico, attinto direttamente dalla tradizione della musica balcanica. Dzambo Agushev, all’anagrafe Djambo Ozden, il giovane leader del gruppo, nasce a Strumica in una famiglia dalla lunga tradizione musicale. Il padre, Cemal, e lo zio Koco sono entrambi talentuosi musicisti. Lo zio fa parte dell’Orchestra Agushevi e Dzambo, grazie al suo talento e alla sua bravura, corona il sogno di suonare con loro a soli 11 anni.
Il giovane trombettista insieme all’Orchestra partecipa alle più importanti competizioni musicali, che nei Balcani sono eventi imprescindibili per ogni musicista che si rispetti. Dopo aver collezionato una lunga serie di vittorie, Dzambo viene invitato al prestigioso Festival di Guca. Qui l’orchestra riceve un indiscusso primo premio e scrive il suo nome nella storia, mentre Dzambo ottiene il titolo di “prima tromba in Europa” .
In pochi anni i musicisti conquistano un largo pubblico nei Balcani , in Turchia e negli Stati Uniti. Nel 2013 l’ Agusevi Dzambo Orkestar debutta in Italia nel tempio della lirica, il Teatro San Carlo di Napoli. L’orchestra entra nel cast artistico di Memento-Momento, memorabile concerto-evento di Nino D’angelo, con la composizione strutturale e cameristica di Roberto De Simone. Nel 2014 prendono poi parte alla trasmissione Rai Sogno e sono desto, presentata da Massimo Ranieri.
Il loro grande successo affonda le radici nel virtuosismo ed il trasporto tipico di chi suona per la propria gente. E’ proprio questo sostrato di incrollabile senso d’appartenenza alla tradizione balcanica che fa germogliare e crescere un poliedro musicale da cui si irraggiano sfumature, emozioni e suggestioni sempre nuove. Ed è così che l’Agusevi Dzambo Orkestar ci travolge, facendoci scordare che quella che stiamo ascoltando è un’ esecuzione perfetta, per immergerci in un’atmosfera trascinante, elegante, ma allo stesso tempo, popolare, di autentica festa.

5) Simone Al Ani

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Illusionismo, movimento, delicatezza, poesia. Sfere, cerchi, fuoco. Tutto questo è Simone Al Ani, illusionista e vincitore dell’edizione 2015 di Italia’s Got Talent. Con i suoi strumenti e l’abilità delle sue mani riesce a incantarci e ipnotizzarci, trasportandoci in un flusso unico e magico! Da sempre appassionato di magia e movimento, passa gli ultimi otto anni in giro per il mondo, esibendosi come artista di strada; ha preso una perla in ogni posto che ha visitato e nel tempo energia e calma lo hanno aiutato nel perfezionare la sua arte che lui stesso chiama manipolazione dinamica. Lasciatevi ipnotizzare!

6) Mr Bang

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Mr Bang è Benjamin Delmas, un artista anglo francese, “razza antipatica a se stessa”, come dice lui. Per sfuggire alla sorte di dover difendere e rappresentare due nazioni, è diventato cittadino del mondo, scegliendo la faticosa, ma entusiasmante professione dell’artista di strada, che l’ha portato a viaggiare e ad esibirsi in 3 continenti e 15 Paesi diversi. In dieci anni di attività ha consolidato la passione e affinato la tecnica, per offrirci oggi uno spettacolo dal ritmo incalzante, in cui la naturale autoironia incontra la tecnica teatrale per un esito dalla comicità assicurata. Acrobatica e teatro di strada sono gli elementi salienti di questo spettacolo dal gusto raro della leggerezza e dell’equilibrio, dove Benjamin interpreta un clown eccentrico metropolitano, dosando ironia e provocazione, abilità circensi, teatro fisico e cabaret post-moderno, tipiche abilità del circo contemporaneo. Benjamin è vincitore di diversi concorsi nazionali di clownerie tra i quali il premio per le nuove produzioni italiane Cantieri di Strada 2006 (promosso dalla FNAS) con lo spettacolo Ki-Ya-Ming ed il premio per la valorizzazione delle Espressioni artistiche di strada della Regione Piemonte. Diplomato al P.A.U.T ( Performing Arts University of Turin) di Philip Radice e alla FLIC, Scuola di preparazione arti circensi nel 2005, collabora con il Teatro della Caduta di Torino.

7) Alucinarte- Compagnia Balmaseda

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“Passeggiando per la città ho visto un transformer…si, dico sul serio, uno come quelli della tv, del film… E poi il giorno dopo ho visto un centauro, tutto di metallo forgiato, in piazza, vicino al bar…”
Ecco, se i vostri figli o i vostri amici un giorno dovessero esordire con una frase come questa, aspettate prima di chiamare il reparto psichiatrico dell’ospedale più vicino, perché non hanno avuto le allucinazioni, hanno semplicemente fatto un piacevole incontro, uno di quegli incontri che impreziosiscono la serata: hanno incontrato gli artisti di Alucinarte, la compagnia di Jorge Balmaseda, vere e proprie statue di professione! La cura dei dettagli, l’abilità sopraffina nel costruire i personaggi, la fantasia, ma anche la manualità nel sapersi trasformare nelle diverse fantastiche identità fanno di Balmaseda un vero talento. Jorge Balmaseda propone con la compagnia Alucinarte sia performance collettive di grande impatto visivo sia incursioni inaspettate di un’unica statua che hanno il potere di catturare immediatamente l’attenzione e la curiosità dei passanti. Come scrive il quotidiano El Paìs, in un recente reportage sulle statue viventi spagnole, “senza il pubblico non esisterebbero. Imperturbabili sfidano le inclemenze del tempo e provocano il sorriso, il grido, la lacrima. I loro gesti congelati contagiano con il veleno della malinconia o della spregiudicata allegria, della vivacità tutta condensata nelle membra immobili”. Alucinarte, corteggiata dai grandi festival internazionali per le sue perfomance uniche, dalle ramblas di Barcellona si sposta in tutta Europa con i suoi imperdibili personaggi, frutto di uno studio attento, di un lungo lavoro di preparazione anche fisica e psicologica.

8) Equilibristi Quinto e Martina

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9) Nuju

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Il gruppo nasce nei primi mesi del 2009 e vede la sua prima uscita pubblica il 30 maggio 2009 al Fuori Orario di Reggio Emilia. Nel progetto prende corpo la volontà di unire la vena autorale-folk con quella rock e dance della musica italiana, un genere urbano e meticcio che verrà definito dai giornalisti FOLK-DANCE.I Nuju si definiscono Pirati Metropolitani o Marinai Urbani. A ottobre 2009 esce Voci di marinai, poi eletto la miglior canzone indipendente emergente italiana del 2010 secondo il MEI. Lo stesso brano è presente nel libro-cd Ad esempio a me piace… Un viaggio in Calabria, progetto di artisti calabresi uscito a luglio 2009, il cui ricavato va all’associazione Libera Terra che lavora sulle terre confiscate alla mafia. Nello stesso anno i Nuju vincono il premio “Acusticamente – Città di Cervia”, il concorso “Generazione Musicale a Progetto”, organizzato da Keepon e dal Mei (Meeting delle etichette indipendenti). Nel 2010 i Nuju  sono tra i 12 finalisti di “Primo Maggio tutto l’anno” e vincono il “Radici EtnoContest”. Il primo album, omonimo, ha visto la luce il 30 aprile 2010. Il 15 marzo 2011 è uscito Disegnerò, singolo e video che hanno anticipato il secondo album, Atto secondo, pubblicato ad aprile 2011 su etichetta MK Records/VLC/Venus e che ha ottenuto ottime recensioni ed è diventato disco del mese a maggio su Caterpillar, storico programma di Rai Radio 2. A luglio 2011 è uscito il secondo video, Parto, che ha anticipato la presenza della band come Opening Act per il concertone di Ligabue Campovolo 2.0. A settembre 2011 il brano Mare ha vinto il premio Eros Pizzi – la tua musica per il lavoro, indetto da Fistel-Cisl. A novembre 2011 sono ospiti di Caterpillar su Rai Radio 2, dopo mesi di programmazione del brano Movement e della cover Acida, realizzata per la compilation Cantanovanta. A febbraio 2012 vincono la menzione speciale Radio Ohm/Balla Coi Cinghiali al Premio Buscaglione e il premio speciale “Questi fanno brutto!” con M’illumino a Caterpillar (Rai Radio2). Il 29 maggio 2012 è uscito “3° (mondo)”, anticipato dal singolo “La Rapina” e a settembre vincono il premio “4 Sounds 1 Label” al MEI Supersound. A novembre 2012 “La rapina” è tra i 25 migliori videoclip dell’anno al PIVI/Medimex ed è ripartito il tour che durerà fino all’estate 2013. A gennaio 2013 il brano Il Mafiologo è inserito nel libro/cd “Musica contro le Mafie”. A settembre 2013 si chiude La Rapina Tour (oltre 100 date) e la band inizia a lavorare al nuovo album. A gennaio 2015, anticipato dai singoli Tempi Moderni e Ora di punta, esce Urban Box, il quarto album della band, il primo dopo la trilogia, a tutti gli effetti il vero secondo disco dei Nuju, a cui segue il tour in tutta Italia. Di nuovo in tour da marzo 2016 con una formazione rinnovata e scoppiettante!

10) Invasioni Lunari

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Le Invasioni Lunari non si possono spiegare e nemmeno raccontare. Le Invasioni Lunari si possono solo vivere e vedere dal vivo. Il gruppo itinerante di trampolieri e danzAttori si muove leggero tra la folla,creando luminosi quadri viventi. I trampoli come palcoscenico per catalizzare l’attenzione. La maestria degli attori come gioco per interagire con grandi e piccini. La danza come rituale magico per staccarsi da terra e trasportare il pubblico in una dimensione da sogno, il tutto accompagnato da musica e suoni di repertorio della compagnia talvolta combinati con giochi di luce, laser e videoproiezioni.
Il gruppo suggerisce infatti l’idea di uno spazio “altro”, di una gravità diversa da quella terrestre, il senso di un mondo lontano, popolato da esseri immaginari che si avventurano in luoghi inesplorati.
Una performance capace di evocare un universo di immagini surreali usando corpo, costumi, attrezzi, luci e giochi d’ombra. Complice assieme alla danza è l’illusione ottica della luminotecnica e delle immagini video. E’ un invito alla fuga dal mondo reale e un tuffo nella magia del mistero grazie a seduzioni visuali, in cui affascinanti oggetti cosmici, tutti inventati, guizzano e fluttuano nel metafisico mare lunare.

11) BANDART Productions

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BANDART Productions è una collaborazione di Katalin Lengyel danzatrice-coreografa e Szabolcs Tóth-Z. new media artist. Il loro primo pezzo chiamato Ballando Graffiti è stato creato a Glasgow nel 2013 e nello stesso anno ha ricevuto il Premio della Giuria del Festival ANTRE di 200 pezzi. Inoltre, nel 2016 ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria nel 17 Kleinskunstfestival Internazionale in Germania su 30 prestazioni professionali. E ‘stato invitato al festival internazionale di arte di strada, festival di musica a porte aperte, festival di danza, festival di burattini, eventi di nuove istituzioni dei media ed eventi aziendali. Il loro secondo pezzo chiamato You-Topia è stato commissionato dal Forum mondiale per la democrazia e la prima volta nel Consiglio d’Europa a Strasburgo nel novembre 2014. Grazie al successo di You-Topia del Forum li ha invitati di nuovo per creare un nuovo pezzo intitolato come Hackocracy che che ha debuttato nel 2015 a Strasburgo. Recentemente la loro performance ha ricevuto il cicalino d’oro in tv show Got Talent l’Ungheria. Hanno inventato una speciale nuovi media e danza laboratorio dove i partecipanti possono conoscere il segreto della loro tecnica.

12) P-Funking Band

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La P-Funking Band nasce dalla passione comune di un gruppo di giovani musicisti di estrazione artistica diversa, che hanno deciso di dare vita ad una marching band che fonde nelle sue performance musica e movimento. Una miscela fresca, originale ed esplosiva di funk, disco music, hip hop, soul, rhythm’n’blues e jazz rivisitata in chiave marching, che si affianca alle coreografie a cui partecipa tutta la band. Questo è ciò che propone la P-Funking Band, un ritmo trascinante, un repertorio accattivante che unisce capolavori conosciuti e chicche di raro ascolto a brani originali della Band, dando vita ad una proposta unica che non si limita a far ballare ma risulta originale grazie agli arrangiamenti inusuali ed insoliti, alle coinvolgenti coreografie e all’ecletticità dei quindici giovani funkers. Ecco così che gli spettacoli risultano energici e coinvolgenti, come dimostra il successo di pubblico riscontrato dalla P-Funking Band nel corso dei lunghi ‘Tour de Funk’ in giro per la Penisola (con applauditi sconfinamenti anche in Slovacchia e in Spagna, dove il prestigioso quotidiano nazionale El Mundo gli ha dedicato un lungo ed entusiasta articolo): oltre ad esibirsi sul palco la Band sfila, marciando e ballando, tra le vie cittadine e tra lo stesso pubblico che si sente parte dello spettacolo. Forti dell’intensa attività live la P-Funking Band ha dato alle stampe il proprio attesissimo album di esordio – ‘1D22’ il titolo – disco miscela in maniera originale brani inediti e pezzi più conosciuti del repertorio della P-Funking Band, unendo funk, dance e soul con incursioni nell’hip hop e nel jazz. Prodotto da Roberto Ramberti, 1D22 è pubblicato sotto l’etichetta “Groove Master Edition”: tante e prestigiose le collaborazioni che impreziosiscono la prima “fatica” in studio della Band, da Andrea Giuffredi (già prima tromba di Ennio Morricone) a Monica Hill, passando per il rapper inglese Lee N, con cui la P-Funking Band ha registrato, a Londra, il brano “World come together”. Il lavoro in studio è però solo una delle diverse anime della P-Funking Band, che continuerà anche nel 2013 a portare avanti i propri progetti di ricerca e sperimentazione “live” per le strade, i palchi e i club italiani, come fatto in questi 4 entusiasmanti anni nei più disparati contesti sia di location che di pubblico. Come ad esempio, ad oggi: Concertone del Primo Maggio a Roma (2012); Moncalieri Jazz Festival (2012); Cabaret Amore Mio 2012; Tournée a Bratislava (giugno 2011); Aosta Blues&Soul Festival (apertura unica data italiana dei The Temptations), Casa del Jazz di Roma (giugno 2011); Jazz di Marca 2011; Barga Jazz Festival 2012, 2010, 2009 e 2008; Valbadia Jazz 2012 e 2010; Beat Onto Jazz Festival 2012; Teano Jazz 2010; Spiagge Soul 2012 e 2010; Trasimeno Blues 2012, 2011, 2010, 2009, 2008 e 2007 (apertura del concerto di Robben Ford); Gubbio No Borders 2012, 2010 e 2009 (street parade e con Monica Hill) e 2008; Groove City (apertura concerto Incognito) e Groove City Summer Edition 2010 e 2009; Castelfranco Blues 2010; “Descubre Perugia”, tournée a Madrid (28 maggio – 2 giugno 2010); Marcia per la Pace Perugia-Assisi 2010; V-Day Finale scudetto seria A1 Tim Volley Maschile 2012, 2011 e 2010, A’soul sound 2011 e 2010, “Star Volley” – Verso il mondiale di Volley Italia 2010; progetto “Spaghetti Funkers” con Andrea Giuffredi (09/04/2010 e 15/11/2009); Mei – Meeting delle etichette indipendenti 2009; Arezzo Play Art Festival 2009; Pistoia Blues 2009; Senti che Fiora 2009 (con Simone Cristicchi), Viterbo Jazz Up 2010, 2009 e 2008; Sand Volley 4×4 Serie A femminile 2009 e 2008; Vini Nel Mondo – Notte Bianca 2009, 2008 (apertura concerto Max Gazzè) e 2007; Assisi Endurance 2009 e 2008; Festa Europea della Musica di Siena 2009 e 2008; Caffèstival ’08; Study Box ’08; Narni Black Festival ’07; Young Jazz Festival In Town ’07; Quintana di Foligno; Eurochocolate ’07…

13) Clown Gionni

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Nell’ottocento, durante le sagre popolari, in spiazzi polverosi di paese, in locali di fortuna oppure nei saloni dei castelli e dei palazzi ove abitavano i signori dell’epoca era facile poter assistere a spettacoli allestiti da compagnie girovaghe di teatranti. Alcune famiglie di artisti, soprattutto quelle del nord Italia ed in particolar modo del nord-est, abbandonarono quella forma di spettacolo in cui gli artisti si esibivano al centro del pubblico, il quale faceva da corona, per realizzare il Casotto o Baraccone trasportabile. Quest’ultimo venne poi ribattezzato Teatro Mobile o anche Carro di Trespi, per diventare successivamente, dapprima parapioggia e poi Circo dove l’ingresso del pubblico era a pagamento diversamente da quando la gente, spontaneamente, contribuiva con offerte. Oggi si dice “a cappello”.  
Tra queste, le famiglie Beninati, Spinetto, Zavatta, Pozzi, Zamperla, Pellegrini, Medini, Bisbini, Bizzarro ed altre passarono dal Teatro Mobile al Circo. La storia del Clown Gionni parte da qui, quando nel lontano 1985, vennero alla luce i nonni di Gianni Montatori, (il Clown Gionni): in Calabria, Giovanni Mietitore figlio di Michele e Rosa Mietitore e nelle Marche, Irma Beninati figlia di Salvatore ed Anna Beninati. Le famiglie Mietitore e Beninati erano teatranti girovaghi e come le altre compagnie si spostavano sui loro ottocenteschi “carrozzoni dei comici”, mitici carri coperti da un telo e trainati da cavalli. Viaggiavano su strade polverose di campagna, con a bordo attori, bambini, masserizie ed effetti di scena, regalando a tutti sorrisi ed emozioni. Salvatore Beninati scritturò, nel 1915, Giovanni Mietitore per farlo lavorare come acrobata e clown nel suo circo. Giovanni, chiamato Giovannino, sposò la figlia di Salvatore, Irma ed ebbero 5 figli, un unico maschio Michele, primogenito e poi Rosina, Anna Rosa, Maria e Assuntina. Anna Rosa diede alla luce nel 1949 Gianni. In questo ambiente il Clown Gionni è nato e vissuto, respirando sin dalla nascita lo spettacolo come primaria ed essenziale forma di vita.  Tutto veniva fatto in funzione della rappresentazione, che era l’unico sostentamento per queste famiglie. Di conseguenza la necessità di coltivarne ogni aspetto, sviluppare ogni nuova idea ed inventare ogni giorno ciò che avrebbe potuto piacere e sorprendere il pubblico, dalle acrobazie alla recita comica e drammatica (bozzetti) e all’esibizione di animali addestrati. Nell’ottocento, durante le sagre popolari, in spiazzi polverosi di paese, in locali di fortuna oppure nei saloni dei castelli e dei palazzi ove abitavano i signori dell’epoca era facile poter assistere a spettacoli allestiti da compagnie girovaghe di teatranti. Alcune famiglie di artisti, soprattutto quelle del nord Italia ed in particolar modo del nord-est, abbandonarono quella forma di spettacolo in cui gli artisti si esibivano al centro del pubblico, il quale faceva da corona, per realizzare il Casotto o Baraccone trasportabile. Quest’ultimo venne poi ribattezzato Teatro Mobile o anche Carro di Trespi, per diventare successivamente, dapprima parapioggia e poi Circo dove l’ingresso del pubblico era a pagamento diversamente da quando la gente, spontaneamente, contribuiva con offerte. Oggi si dice “a cappello”. Tra queste, le famiglie Beninati, Spinetto, Zavatta, Pozzi, Zamperla, Pellegrini, Medini, Bisbini, Bizzarro ed altre passarono dal Teatro Mobile al Circo.La storia del Clown Gionni parte da qui, quando nel lontano 1985, vennero alla luce i nonni di Gianni Montatori, (il Clown Gionni): in Calabria, Giovanni Mietitore figlio di Michele e Rosa Mietitore e nelle Marche, Irma Beninati figlia di Salvatore ed Anna Beninati. Le famiglie Mietitore e Beninati erano teatranti girovaghi e come le altre compagnie si spostavano sui loro ottocenteschi “carrozzoni dei comici”, mitici carri coperti da un telo e trainati da cavalli. Viaggiavano su strade polverose di campagna, con a bordo attori, bambini, masserizie ed effetti di scena, regalando a tutti sorrisi ed emozioni. Salvatore Beninati scritturò, nel 1915, Giovanni Mietitore per farlo lavorare come acrobata e clown nel suo circo. Giovanni, chiamato Giovannino, sposò la figlia di Salvatore, Irma ed ebbero 5 figli, un unico maschio Michele, primogenito e poi Rosina, Anna Rosa, Maria e Assuntina. Anna Rosa diede alla luce nel 1949 Gianni. In questo ambiente il Clown Gionni è nato e vissuto, respirando sin dalla nascita lo spettacolo come primaria ed essenziale forma di vita.  Tutto veniva fatto in funzione della rappresentazione, che era l’unico sostentamento per queste famiglie. Di conseguenza la necessità di coltivarne ogni aspetto, sviluppare ogni nuova idea ed inventare ogni giorno ciò che avrebbe potuto piacere e sorprendere il pubblico, dalle acrobazie alla recita comica e drammatica (bozzetti) e all’esibizione di animali addestrati Da ragazzo, Gianni si esibiva come trapezista, giocoliere, spalla del Clown, mangiafuoco e tanto altro ancora coltivando, però, la passione per il Tony (clown), che osservava, ammirava e ne studiava ogni dettaglio, sognando di potersi esibire in pista vestendo i panni di questo personaggio. Un giorno, così come accadono queste cose, lo zio disse a Gianni, che dopo il numero di trapezio si sarebbe dovuto truccare in fretta per fare una “entrata”, così si chiama l’esibizione dei clown. Con il cuore in gola ecco Gianni in scena, nel ruolo che aveva sempre desiderato interpretare. Grande successo e da quel momento il percorso non si è mai più interrotto. Così ancora oggi, con i figli Marco ed Adriano e la collaborazione di bravi artisti, Gianni Montatori, che ha assunto il nome artistico di Gionni, continua la straordinaria storia dei suoi antenati e che da sempre si tramanda da generazioni in generazioni.

14) Marzia di Vito

marzia di vito
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