Mct lascia Gioia Tauro. Oliverio a pezzi e furioso

Mct lascia Gioia Tauro. Oliverio a pezzi e furioso

Fonte: www.strill.it

Basta guardarli negli occhi: Oliverio e i suoi sono terrorizzati rispetto al disastro epocale che sta prendendo forma su Gioia Tauro. Un Mario Oliverio prima sorpreso, poi disorientato e alla fine infuriato (se si vuole utilizzare un eufemismo), con carte (suggeriscono i ben informati) che sono anche volate. Ma come mai? Sul tavolo il delicato tema del lavoro nel giorno difficile in cui Mct Contship annuncia l’esubero di 442 dipendenti. Quattrocentoquarantadue famiglie che potrebbero perdere la propria, spesso unica, fonte di reddito. Il tira e molla tra Medcenter Container Terminal Contship e governo regionale e nazionale è iniziato da tempo, ma gli accordi di luglio avevano fatto ben sperare. Oggi, però, del tutto inaspettatamente, il gruppo leader di mercato nel business dei terminal container marittimi, dà forfait a tutti: dipendenti, in primis, è la loro la pelle sul tavolo da gioco, Oliverio subito dopo e poi in fila Graziano Delrio e Matteo Renzi.Armi Siria: tornata normalità nel Porto di Gioia Tauro dogana
Da un semplice incontro per discutere con i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl di lavoro, si è arrivati a sfiorare una tragedia. Immediata la telefonata del governatore Oliverio per informare chi lo aveva rassicurato sul tema Gioia Tauro e portuali solo lunedì scorso. “Non capisco – dice Oliverio -. Proprio non capisco (figuriamoci noi, ndr). Lunedì scorso sono stato a Roma proprio per affrontare questo problema e mi avevano rassicurato in merito”. E quindi i nervosismi aumentano e i nervi a fior di pelle anche.
“Nessuno può giocare con il fuoco – tuona Oliverio -. Questo è un tema molto delicato. Se c’è qualcuno che costruisce (indica se stesso, ndr), non può esserci qualcun altro che distrugge!”, ma su chi ricada il sospetto non è dato saperlo.
“E’ Grave quello che è successo – sottolinea Oliverio – voglio capire meglio”. La Mct, il 20 luglio scorso, si era impegnata per un accordo di programma quadro definito a palazzo Chigi che prevede la costituzione dell’agenzia portuale a Gioia Tauro e la costituzione della Zes. “Proprio lunedì scorso – spiega Oliverio – ho avuto modo di interloquire con sottosegretario Claudio De Vincenti e il ministro Delrio e confermano quell’impegno. Non capisco perché l’azienda ha parlato di esuberi prima ancora che la costituzione dell’agenzia vada in porto perché c’è l’impegno del Governo di inserirla nella legge di Stabilità. Proprio nel momento in cui si sta per entrare in questa prima fase del lavoro mi domando perché si precipita in questa situazione”.
Lui se lo domanda, noi ce lo domandiamo, tutti se lo domandano, soprattutto i lavoratori. Intanto Delrio rassicura Oliverio, l’impegno del governo, regionale e centrale, è veramente serio, ma Mct è una azienda privata a cui non bastano impegni e “promesse” vogliono i fatti e nei fatti Gioia Tauro è quasi un ramo secco, la Zes la promettono da anni. Unica cosa certa, dunque, è solo la tensione altissima che si respira al porto dove i portuali (442) sono sul piede di guerra.