Monasterace, Spanò scrive al Prefetto in merito al centro di aggregazione

Monasterace, Spanò scrive al Prefetto in merito al centro di aggregazione

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Il sottoscritto Consigliere Comunale Antonio Palmiro Spanò nell’interesse dei cittadini di Monasterace e nel rispetto della legalità, con la presente vuole richiamare l’attenzione delle autorità in indirizzo affinchè si accerti la regolarità circa l’ubicazione -dai più contestata -del “Centro di aggregazione giovanile ed osservatorio per la legalità…” finanziato nell’ambito del PON Sicurezza.
Il centro in oggetto era destinato in origine (come finanziamento per ristrutturazione) in un immobile di proprietà comunale, (ex Ostello per la gioventù,peraltro mai portato a compimento dopo migliaia di fondi spesi),dimostratosi alle risultanze tecniche (carotaggi e indagini strutturali– commissionate ed eseguite da Tecno-sud RC e da Servizi Geognostici e Geotecnica -75026-Rotondella Matera) inadatto per problemi di stabilità statica “in sostanza un quadro davvero preoccupante” come scrive nella relazione il capogruppo progettista ing. Marco Arduini prot. 2282 del 26 marzo 2013.
Successivamente è stato spostato in un terreno di proprietà dello Stato(Demanio Patrimonio dello Stato) solo di recente trasferito per competenza al comune di Monasterace. Orbene il nuovo sito in questione, a parere del sottoscritto non riveste le caratteristiche previste dal Bando “Programma PON Locride” il quale prevedeva se non erro che i centri di aggregazione giovanili fossero finanziati per opere di ristrutturazione o di rifunzionalizzazione di un immobile confiscato alla mafia o di un immobile già esistente. Nel nostro caso per l’appunto il finanziamento era stato concesso per “ Ristrutturazione ed arredo dell’edificio “ex Ostello della Gioventù”.
Nel 2011 l’Amministrazione Comunale pro-tempore del Comune di Monasterace predisponeva la progettazione preliminare dei lavori di ristrutturazione ed arredo dell’edificio di proprietà comunale “ex Ostello della Gioventù da destinare a Centro di aggregazione giovanile ed Osservatorio per la legalità in Monasterace marina.

Successivamente, a seguito delle verifiche preventive di stabilità sulle strutture esistenti, constatata l’inidoneità dell’edificio, l’ing,Marco Arduini,capogruppo del RTP suggeriva di “abbandonare totalmente le intenzioni di recuperare l’immobile oggetto d’interesse ed optare, più radicalmente, per una NUOVA COSTRUZIONE in altra sede”. Lo stesso però nella sua relazione proponeva soluzioni tecniche alternative; Ovverosia l’utilizzo di un terreno “in adiacenza al complesso scolastico con annessa palestra esistente e funzionante in via Lambrosi di proprietà del Committente” e altre tre soluzioni la cui decisione spetta agli amministratori.
Soluzione ottimale quella di lambrosi, a parere del sottoscritto, in quanto la struttura poteva essere ben fruibile e molto comoda per attività e progetti didattici per gli studenti ed educatori sul tema della legalità.

Stranamente, l’Amministrazione Comunale non tiene conto dei suggerimenti del tecnico progettista e decide di spostare altrove la sede per la costruzione ex novo del centro di aggregazione. Non è neanche chiaro chi ha assunto tale decisione se la giunta o solo il sindaco e con quale atto amministrativo è stato sancita la nuova ubicazione.

Il suolo scelto è stato occupato fino a qualche tempo fa da un privato che vi deteneva il commercio in concessione per la vendita di prodotti petroliferi; infatti, nello stesso insistono due vecchi depositi per bombole di gas liquido costruiti all’epoca in blocchi poggianti su terreno e le cui coperture consistono in lastre di eternit;
Adiacenti alle casupole ed interrati, si trovano a tutt’oggi due grandi cisterne contenenti migliaia di litri di gasolio ad uso agricolo ed abbandonati,in quanto il vecchio proprietario è deceduto e nessuno ha mai provveduto alla bonifica dell’area.

Si noti, inoltre, che sui nuovi elaborati progettuali (da accertare), pare non viene fatta menzione dell’esistenza delle lastre in eternit, dei serbatoi interrati, della possibilità di un inquinamento ambientale (in caso di perdita dei serbatoi), né tanto meno di una possibile bonifica dei luoghi oggetto di costruzione del Centro di aggregazione,(smaltimento dell’amianto di copertura delle baracche, smaltimento e bonifica del carburante e dei serbatoi di contenimenti-tutti rifiuti speciali-).

Cosa più grave ed importante per la socialità,si evidenzia che in contrasto con lo spirito degli obiettivi dei PON sicurezza per la costruzione dei centri per la legalità, che mirano a creare ambienti di svago e sportivi per i giovani per favorire la socializzazione attraverso lo sport, il progetto in causa prevede l’eliminazione di un campetto di basket utilizzato giornalmente dai ragazzi, decisione questa, che ha sollevato le critiche e le proteste dell’Osservatorio Cittadino e del responsabile di ITALIA NOSTRA.
Viene da pensare quindi, che nell’illustrare la nuova area su cui dovrà sorgere il”centro di aggregazione giovanile, i RUP o i responsabili del progetto forse per errore, abbiano omesso,o non chiarito in fondo agli enti preposti, in cosa consistono i nuovi locali da ristrutturare per la creazione del Centro, né tanto meno abbiano precisato che l’area interessata, in buona parte è occupato da un piccolo impianto sportivo.
Se così fosse, verrebbe da pensare che si vuole costruire un luogo di educazione alla legalità producendo documentazione non proprio chiara,comunque da accertare.

Il sottoscritto crede fermamente nella cultura della legalità ed è sempre favorevole alla costituzione di luoghi ed opere che vengono messe al servizio dei giovani da educare alla legalità;ma le stesse opere devono essere un valore aggiunto e non la eliminazione e sostituzione di altri presidi come nel caso del campetto sportivo ampiamente utilizzato giornalmente da tanti giovanissimi. La distruzione del campetto potrebbe essere letto dai giovani come un “esproprio forzato”di un luogo di ritrovo (l’unico esistente in paese), un segnale di prevaricazione dell’amministrazione.Campoinevid
Si segnala, infine, che a seguito delle varie proteste seguite alla decisione di eliminare il campetto di basket, il Sindaco con l’ordinanza 10/2006 dispone il divieto di utilizzo del campetto di basket “ fino a quando non verranno eseguiti gli interventi necessari per rimuovere gli inconvenienti strutturali, impiantistici ed igienici indispensabili per le condizioni di sicurezza della struttura”.
Ancora una volta quindi, si vuole dare da parte dell’amministrazione comunale una percezione sbagliata della gestione della cosa pubblica,facendo credere ai ragazzi che la momentanea chiusura del campetto e dovuta ad interventi per “salvaguardare la loro incolumità”-meglio tardi che mai- e non alla volontà ormai acclarata di eliminare completamente la piccola struttura.
Verrebbe da pensare che oltre il danno dello smantellamento di una struttura ludica, i giovani debbano anche subire la beffa di false aspettative che male si conciliano con la cultura della chiarezza e trasparenza a cui dovrebbe essere indirizzata l’azione del pubblico amministratore.

Il Consigliere Comunale di Monasterace

Antonio Palmiro Spanò