Gli italiani e il risparmio. Una riflessione sulle nostre tasche

Gli italiani e il risparmio. Una riflessione sulle nostre tasche

Gli italiani sono un popolo di attenti risparmiatori: lo dicono i dati statistici. Sembra un discorso paradossale di questi tempi in cui spendere è la parola d’ordine, eppure, agli occhi della scienza gli italiani risultano delle zelanti formiche accumulatrici. La necessità di risparmiare, secondo alcuni studi, si radica in motivazioni, obiettivi e scelte che scaturiscono dal bisogno di sicurezza finanziaria, un concetto per cui gli italiani appaiono veri maestri. Proprio in questi giorni di fine anno, Ciavula ha pensato bene di cogliere i consigli di un esperto: Martino Barranca, consulente finanziario operante nel territorio per una nota banca in testa alle classifiche di merito nel settore, risponderà alle diverse domande, con l’obiettivo di soddisfare delle curiosità e fare chiarezza su argomentazioni più specifiche.risparmi soldi banca

Come gli italiani possono gestire al meglio le loro risorse? Si può risparmiare bene scegliendo una banca solida e sicura, che sia capace di improntare una chiara ed efficiente strategia di gestione del risparmio. Ritengo che sia necessario ragionare per obiettivi, i quali devono essere definiti tenendo sempre in considerazione le diverse esigenze delle famiglie.

Si sente spesso parlare del rapporto tra le banche e i giovani, in molti spaventati di fronte alle esigenze bancarie o privi della giusta cultura finanziaria. Ma i giovani di oggi sono i potenziali clienti del domani. Come può agire una banca, dunque? Oggi molti giovani non percepiscono la banca come un’alleata nella gestione della loro quotidianità. Per questo motivo, è necessario essere educati e orientati verso una banca vicina alle esigenze di ogni giorno, dalle semplici operazioni, come un bonifico, a quelle più complesse, come può essere una pianificazione finanziaria.

Alcuni studi parlano di digitalizzazione delle banche i cui protagonisti saranno i così detti “millenials”, la generazione del nuovo millennio. Puoi spiegarci meglio? Come dovrebbe essere, secondo te, la banca del futuro? Digitalizzare significa avere una banca a portata di touch, che sia più accessibile, più fruibile, economica e veloce. Infatti, l’idea di portare la banca a casa –secondo un’affermazione di molti- negli ultimi anni è risultata vincente. In un mondo sempre più interattivo sono ormai poche le banche che non si adattano a questi cambiamenti: presto finiranno per essere spazzate via perché poco si avvicinano alle esigenze di comodità del cliente. La banca del futuro? È sicuramente quella con meno sportelli, più tecnologica e tesa a valorizzare il rapporto umano tra consulente e cliente stesso.risparmi soldi banca

Negli ultimi mesi l’argomento banche è stato molto dibattuto. Puoi farci un quadro della situazione? Ci troviamo in un momento storico complesso per il sistema bancario italiano, che si trova ad affrontare molti problemi contemporaneamente al venir meno di alcune certezze. Direi che siamo in una fase di vera e propria ristrutturazione. Le banche in generale, hanno una percentuale importante di crediti deteriorati (NPL) ovvero quantità di affidamenti, mutui e prestiti che i debitori non riescono più a ripagare; la media è del 15% circa, ma per alcune, questa è vicina al 20%. Per contro si aggiunge il bisogno di sicurezza da parte del cliente il quale, mentre prima era focalizzato sul tasso offerto, adesso è proprio sulla stabilità che pone l’accento.

Come distinguere una banca più sicura da una meno sicura? La valutazione va fatta considerando indicatori patrimoniali. Il più importante indicatore di solidità patrimoniale è il CET1 che esprime in percentuale il rapporto tra il capitale della banca e le attività assunte ponderate per il rischio; più questo è alto, più è sicura. Inoltre va considerata la redditività: la banca è un’azienda e come tale deve generare utili. Una banca sicura, inoltre, è quella che è in grado di stare al passo con i tempi, più tecnologica, come detto prima, ma anche più incisiva nelle decisioni riguardanti le esigenze da soddisfare e gli obiettivi da raggiungere. In questo caso è il consulente chiamato a fare la differenza ed è colui che deve offrire un valore aggiunto alla pianificazione finanziaria, indirizzata alla crescita e all’ottenimento della serenità, presente e futura, necessaria ad ogni famiglia.

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Soddisfatta di questi consigli, Ciavula può accertare quanto detto da un vecchio proverbio: “anche un pazzo può far denaro, ma ci vuole un savio per conservarlo”.