A Zervò un centro per il recupero dei Panama Boys

A Zervò un centro per il recupero dei Panama Boys

Riceviamo e pubblichiamo:

Di Arturo Rocca

In Italia sono sorti centri di recupero per tutte le patologie riscontrate come socialmente dannose. Ormai non si contano i centri per i recupero dei tossicodipendenti, per gli alcolisti, per i disadattati, per le giovani traviate, per le ragazze madri, per i preti pedofili, per i pedofili non preti, per ragazzi in difficoltà, per gli anni scolastici, per gli affetti da ludopatia, per depressi, oppressi e compressi, cleptomani, animali selvatici, rapaci, tartarughe marine, cetacei, primati, cani, gatti, cavie da laboratorio, animali da circo,  uccelli marini, etc. In Italia sono nati i primi centri di recupero per uomini che maltrattano le donne. L’italia pensa persino a centri di recupero per malati di jihad (notizia dei quotidiani del 13 agosto 2016). Ritengo che sia ora di pensare ad un’altra categoria di malati cronici che rischiano di fare e farsi del male. Gli evasori! L’idea che circolino migliaia e migliaia di persone ( uomini e donne) affetti da una tremenda sindrome che li porta a inventare le trovate più disparate per sfuggire la morsa delle tasse, soprattutto in Italia, è una cosa che non mi fa dormire la notte. Poverini sempre all’erta, guardinghi e solitari, anche se sempre in buona compagnia di operatori finanziari e avvocati, consulenti e tecnici dell’evasione. Non riescono a riposare perché convivono con il pericolo di venire messi alla gogna dal primo Julien Assange ( ora per giunta anche spergiuro) o da fonti anonime che non avendo altro modo di emergere dalla mediocrità perseguitano benefattori come Mossack Fonseca che tentano di difendere gli onesti introiti di persone e società emeriti operatori internazionali che danno lavoro in cambio di omertà.  

panama papers
L’inchiesta Panama Papers riguarda più di 214 mila società offshore collegate a persone residenti in oltre 200 Paesi. Il lavoro di indagine ha permesso di rivelare l’esistenza di società offshore riconducibili, direttamente o indirettamente, a 140 fra politici e uomini di Stato nel mondo. Fra questi, ci sono 12 attuali ed ex leader politici . Tra i più noti emersi finora: i primi ministri di Islanda e Pakistan, i presidenti di Ucraina e Azerbaigian, il re del Marocco e dell’Arabia Saudita, il presidente della Federazione russa, l’ex  premier del Regno Unito. Sono inoltre emersi i nomi di 550 banche che, attraverso lo studio legale panamense Mossack Fonseca, hanno creato più di 15 mila società offshore. Per l’Italia i nomi sono quelli di Ubi e Unicredit . Non esitiamo a definire questo tentativo di rieducare alla tranquillità ed al riposo tanta virtù come un dovere storico e sociale. Ecco, pertanto, la proposta: Dopo la morte di Don Pierino Gelmini molti centri per il recupero dei tossicodipendenti hanno chiuso i battenti, tra questi quello allocato negli edifici dell’ex Sanatorio Vittorio Emanuele III di Zervò in territorio di Santa Cristina ma di proprietà del comune di Scido. Ecco il posto giusto per trasferire questi derelitti che avrebbero modo attraverso un programma, già pensato e brevettato, di recuperarli alla serena vita di facoltosi mecenati. Gli edifici, attualmente liberi seppur temporaneamente affidati ad una cooperativa, potrebbero accogliere  i primi 140 politici e uomini di Stato. Hanno bisogno di tornare a contatto con i quattro elementi primordiali in quanto la frequentazione della sola filigrana e dei metalli preziosi hanno concorso alla devianza. Sicuramente la sveglia potrebbe restare quella imposta dal Don Pierino, alle 5,00 per la preparazione delle attività quotidiane in montagna è ideale. Sistemare le brande, accendere il fuoco, preparare la colazione dopo aver provveduto a mungere le mucche, le capre, le pecore e le asine ( per quelli che non tollerano gli altri latti). Ritrovo in refettorio alle 7,00 per la preghiera mattutina e la colazione con seduta di autocoscienza col supporto di esperti del settore. Si comincia con  Giuseppe Mussari (Catanzaro, 20 luglio 1962) che è un avvocato e banchiere italiano, e dal 15 luglio 2010 al 22 gennaio 2013 presidente dell’Associazione bancaria italiana. È vicino a Comunione e Liberazione, tanto da aver partecipato anche al Meeting per l’amicizia fra i popoli a Rimini. È stato presidente prima della Fondazione Monte dei Paschi di Siena (2001-2006) e poi di Banca Monte dei Paschi di Siena (2006-2012). Poco prima di lasciare la Banca ha detto: «Questo non è il mio lavoro, e non voglio confonderlo con la professione: tornerò a fare l’avvocato, che poi è quello che so fare». Sotto la sua direzione è stata perfezionata l’acquisizione di Antonveneta per la somma di 10 miliardi di euro, oggetto di indagine da parte della Procura di Siena per presunti reati di aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza. Secondo quanto riportato da La Stampa, la cifra pagata comprenderebbe «una truffa, estero su estero, che vale all’incirca 1,2-1,5 miliardi». Risulta inoltre indagato nell’ambito dell’inchiesta senese sulla privatizzazione dell’aeroporto di Siena-Ampugnano. Curriculum di tutto rispetto. Ecco l’uomo giusto al posto giusto! La giornata prosegue con le incombenze legate alla sopravvivenza, taglio legna, giardinaggio, orticultura, zootecnia, falegnameria, muratura, etc.; per la direzione in tali operazioni viene prescelto a turno uno degli ospiti. Comincerà Luca Cordero di Montezemolo che ha avuto una gran parte nella risalita (sic!) di Alitalia grazie ai tre miliardi di Euro che ha regalato il governo Berlusconi dopo averli presi dalle nostre tasche. Adesso batte cassa per far volare Alitalia su Reggio, quindi nessuno meglio di lui saprà organizzare le operazioni di sopravvivenza. Il pranzo si consumerà in maniera frugale dopo aver recitato il ringraziamento. E’ previsto un breve tempo per il recupero fisico-psichico curato da un’altra ospite specializzata: Barbara d’Urso. Tanti sorrisi, ma anche lacrime di gioia e momenti di commozione per Barbara D’Urso, che il 9 maggio scorso è stata colta di sorpresa dalla redazione di Domenica Live con un omaggio particolare organizzato per il suo compleanno. Durante la diretta tv la conduttrice è stata interrotta da un filmato realizzato dalle sue amiche d’infanzia Angelica, Fatima e Patrizia, dal primo fidanzatino Paolo e dalla zia Flora, che hanno raccontato la storia di Carmelita, augurandole un buon compleanno. “Grazie – ha detto Barbara tra le lacrime – è un colpo bassissimo ma meraviglioso”. Giusto quello che si aspetta da noi: un colpo basso, ma non tanto. Auguri D’Urso per questo nuovo incarico a Zervò. Prosecuzione delle attività fino al calar del sole, al rientro doccia e indossato il saio penitenziale si riuniscono per la seconda parte della seduta di autocoscienza. Per questa fase c’è bisogno di un esterno ( per adesso), è stato convocato Profumo: «Lascio Montepaschi. Dopo l’aumento mi metto in proprio»  Infatti verrebbe assunto con contratto di collaborazione a progetto dato che ha preso la partita IVA dopo il rimborso de «I Monti bond li restituiremo pagando anche un bel po’ di milioni di interessi». Sul dopo «vorrei costruire struttura che fornisca capitali». Ecco l’occasione giusta! Zervò! Prima di andare a dormire Profumo indicherà i destinatari del cilicio che grati accetteranno lo strumento di purificazione. Il programma di recupero prevede tempi variabili tra tre e cinque anni, come per i titoli di stato. Ogni tre mesi una verifica dei risultati e la turnazione dei direttori, mai più le stesse persone con i medesimi ruoli per periodi lunghi. Non è corretto affezionarsi alle situazioni. A Zervò non mancheranno mai i soggetti da sottoporre al programma di recupero perché tra le ricadute e i new entry il materiale non scarseggia. Il prossimo turno sarà per gli oltre 100.000 italiani che hanno auto di lusso nonostante dichiarino meno di 120.000 € di reddito e poi toccherà ai 518 possessori di aereo privato ma che dichiarano un reddito inferiore a 20.000 €. Zervò non sarà sufficiente a smaltire tanta abbondanza. Si cercano nuove strutture, ad esempio il mai aperto e vandalizzato ospedale di Gerace o il mai finito stabilimento termale di Antonimina o il centro anziani finito e semidistrutto di contrada Monaci a Sant’Ilario. Da qui riparte il meridione, dalla rieducazione! Prosit!

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