Assemblea centro storico: un ottimo esercizio di democrazia civica

Assemblea centro storico: un ottimo esercizio di democrazia civica

Sì, è stato un bel confronto. Con tutti i suoi pregi e tutti i suoi limiti, quelli tipici di un’assemblea cittadina senza alcun filtro protettivo, di un incontro pubblico senza un andamento pre-confezionato. Con tanta gente semplice, gioiosani dalla quotidianità più umile, impegnati ad esercitare la propria cittadinanza.

L’assemblea popolare dedicata al centro storico, promossa dall’Amministrazione Comunale e dalla Consulta delle Associazioni di Gioiosa Ionica e tenutasi il 14 Marzo presso il Teatro al Castello, è stato comunque un ottimo esercizio di democrazia comunale, con istituzioni e società civile pienamente disponibili a mettersi in gioco e con la voglia di esserci che è lievito essenziale per la crescita di qualunque comunità. Il primo dato essenziale, fortemente positivo, è proprio questo: la partecipazione dei cittadini che si fa politica nel senso più nobile del termine, che si trasforma in protagonismo e consapevolezza democratici. Garantire continuità nel tempo e nello spazio (vale a dire: altre assemblee simili in altri rioni della nostra cittadina) deve diventare un solenne impegno politico-culturale.

Nonostante la rivendicazione iniziale del Sindaco Fuda sull’attenzione destinata negli ultimi anni al centro storico, grazie soprattutto ad alcune opere pubbliche che ne hanno abbellito l’aspetto e amplificato le relative potenzialità, la discussione – circa due ore di confronto vero – è stata dominata da due temi di altro tenore. Con il rischio strisciante, sempre insito in assemblee popolari di questo tenore, di degenerare in una sorta di inutile e noioso “sfogatoio” (rischio comunque evitato nell’incontro di ieri sera).

Da una parte, il primo tema è stato quello dei riti pasquali ormai imminenti (non casualmente, all’assemblea erano presenti anche Padre Michele Ceravolo e Padre Michele Tarantino), con l’ostacolo fisico rappresentato dall’impalcatura che copre la cosiddetta “Casa Racco” (acquisita al patrimonio comunale, attualmente in fase di riqualificazione grazie ad un congruo finanziamento regionale) e che ostruisce il passaggio immediatamente dopo la “Porta Falsa” (impedendo, di fatto, il passaggio delle processioni religiose, come già avvenuto con la Festa di San Rocco del 27 Gennaio scorso). Su questo punto, nonostante le richieste e le contestazioni di qualche cittadino, si è compresa la necessità – almeno per il 2017 – di modificare il passaggio delle processioni, visto che smontare e allestire nuovamente l’impalcatura ha un costo di 4 mila €uro che il Comune legittimamente preferisce non spendere. In ogni caso, prima dell’estate i lavori di riqualificazione di Casa Racco saranno conclusi e garantiranno al centro storico di Gioiosa Ionica la fruibilità di un nuovo prezioso bene comune.

Dall’altra parte, l’altro tema “caldo” della serata è stato la pulizìa delle vie e delle scarpate del centro storico, soprattutto della parte più antica del borgo. Più di un cittadino ha lamentato la scarsa presenza del Comune, chiedendo un intervento più deciso in questa direzione: con la ripulitura di erbe e sterpaglie presenti in alcuni beni privati, con la protezione della scarpata sottostante il piazzale della Chiesa Matrice, con la ricollocazione di alcuni cassonetti della spazzatura, con l’avvio della differenziata, con la sperimentazione di una qualche forma di videosorveglianza. La risposta del Sindaco Fuda, decisa e puntuale, è stata quella di garantire un maggiore impegno a tutela del decoro e dell’igiene del centro storico, partendo però dall’assunto fondamentale che è impossibile per il Comune di Gioiosa Ionica fornire una presenza quotidiana o un’azione repressiva immediata: serve la collaborazione decisiva dei cittadini, la stessa che sarà necessaria quando finalmente si riuscirà a dare avvio alla raccolta differenziata a domicilio (che è praticamente pronta, manca soprattutto un mezzo che il Comune sta acquisendo tramite leasing).

I due temi sopra indicati, assolutamente legittimi e importanti, sono stati anche un limite per l’assemblea cittadina complessivamente intesa. Perchè hanno costretto la riunione a muoversi in una via alquanto stretta, senza riuscire a volare alto come pure sarebbe talvolta necessario (soprattutto nell’auspicio di valorizzare concretamente il centro storico della nostra cittadina).

La nostra opinione è che il borgo più antico di Gioiosa Ionica ha sicuramente bisogno di pulizìa e decoro (li consideriamo elementi di base, pre-ordinati a qualunque altro intervento), così come è di vitale importanza dare continuità alle tradizioni di religiosità popolare che danno senso ed identità a gran parte dei gioiosani (ci siamo espressi più volte in questa direzione). E tuttavìa, il centro storico di Gioiosa Ionica non può essere immaginato soltanto come un luogo da cartolina, uno di quegli scorci che si meritano una visita estemporanea e una foto da smartphone per poi tornare a vivacchiare in un immeritato anonimato; il nostro centro storico, per sviluppare realmente le sue più intime potenzialità, ha bisogno di un’anima, ha bisogno di vitalità, ha bisogno di coraggio.

Cosa intendiamo esattamente? Due cose, essenzialmente: che occorre dare senso compiuto ad alcuni beni architettonici e che occorre avviare nuove attività. In sintesi: su un versante, recuperare alla fruibilità di tutti beni come il Castello, come altri palazzi signorili e come la scalinata che dal Gallizzi porta a Largo Palestro (che devono essere visitabili, devono diventare un attrattore turistico-ricettivo); sull’altro versante, sperimentare i percorsi che possono portare ad essere attivi e presenti proprio nel cuore del centro storico (assai meglio di mille discorsi rituali, possono fare attività come i bed&breakfast, come i piccoli negozietti, come le sedi delle associazioni).

Dare un’anima popolare, per l’appunto. Una sfida che richiede sicuramente un intervento dall’alto (compresi investimenti di tipo economico, gli stessi che il Comune di Gioiosa Ionica ha fatto con grande lungimiranza negli ultimi anni: Scalinata Barletta, piazzale Chiesa Matrice, Teatro al Castello, Casa Racco, Via Regina Margherita, ecc.), ma anche una reale compartecipazione dal basso da parte della cittadinanza (senza popolo, diciamolo chiaramente, non esiste luogo realmente produttivo e di valore).

Su questo crinale, a nostro modesto avviso, si gioca buona parte della sfida del futuro.