Ex candidato M5S fermato a Reggio Calabria, faceva il buttafuori per la ’ndrangheta

Ex candidato M5S fermato a Reggio Calabria, faceva il buttafuori per la ’ndrangheta

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/05/11/italia/politica/ex-candidato-ms-fermato-a-reggio-calabria-faceva-il-buttafuori-per-la-ndrangheta-3cjKrYHudqrsH3GDp1oiwL/pagina.html

Il 27 aprile scorso, infatti, il trentenne reggino è stato sottoposto a fermo nell’ambito dell’operazione “Eracle” che ha svelato il controllo della ‘ndrangheta sulla vita notturna in riva allo stretto. A locali e discoteche della movida reggina le cosche imponevano la loro “security” e per chi non si piegava al volere delle ‘ndrine c’erano minacce e violenze. In questo scenario, almeno secondo la Dda di Reggio Calabria, Panetta avrebbe rivestito un ruolo da protagonista.
Per gli inquirenti «svolgeva compiti operativi ed esecutivi, coordinando e partecipando alle attività dei “buttafuori”, attuando
ritorsioni violente contro coloro che mettevano in dubbio la forza e l’attuale operatività del sodalizio, costringendo al silenzio le persone informate sui fatti, cedendo sostanza stupefacente per conto della cosca». L’ex candidato a Cinque stelle inoltre, stando alle accuse, avrebbe fatto parte della spedizione punitiva contro chi aveva osato ribellarsi al potere delle cosche sulle notti reggine. Un vero e proprio agguato terminato con un giovane gambizzato e altri tre presi a sprangate.

Non proprio un candidato perfetto per i Cinque stelle. A sollevare il caso è stato il sito corrieredellacalabria.it. Oggi il gruppo parlamentare dei grillini ha spiegato, in una nota, che «il Movimento 5 Stelle non è in grado di prevedere il futuro e quindi che un suo candidato possa subire una misura cautelare. Le candidature sono sottoposte a un metodo e al vaglio del garante e le carte presentate dal candidato non hanno fatto evincere alcun sospetto». Il problema è che il giovane candidato, almeno dal 2010, era già noto alle forze dell’ordine tanto che nel provvedimento che ha portato in carcere Michele Panetta i magistrati parlano di recidiva semplice infraquinquennale per reati di mafia, di droga e di porto di pistola e una specifica, dunque aggravata, per quello di lesioni.