La ‘Ndrangheta distorce i mercati del nord ovest

La ‘Ndrangheta distorce i mercati del nord ovest

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-05-31/la-ndrangheta-distorce-mercati-nord-ovest-131705.shtml?uuid=AEN7bLWB

Poche righe a pagina 18 nel paragrafo “Lavoro e crescita” valgono come una spinta sull’acceleratore delle cose da fare. Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nelle sue considerazioni finali, quelle righe le ha riservate per sottolineare che le riforme non bastano «se rimane diffusa la presenza di imprese che ottengono margini di profitto con comportamenti illegali, con l’evasione fiscale e con la corruzione. Tali pratiche distorcono la concorrenza e limitano le risorse da investire in infrastrutture e servizi utili alla collettività e progetti a maggior valore aggiunto. L’illegalità, in tutte le sue forme, è fonte di ingiustizia, è causa di minor benessere economico».

Quel che Visco ha accennato trova maggior spazio nella relazione annuale sul 2016. Ebbene, qui, riprendendo ed elaborando lo studio dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’ Università , “Primo rapporto trimestrale sulle aree settentrionali, per la presidenza della Commissione parlamentare antimafia, 2014”, Bankitalia analizza la distribuzione territoriale e settoriale e gli effetti economici della penetrazione delle mafie – in particolare la ‘ndrangheta – nel centro nord.

Incrociando le informazioni contenute nel rapporto del ministero dell’Interno con dati sulle modifiche nella struttura proprietaria e di governance delle imprese, Bankitalia ha costruito un indicatore che, benché di natura esclusivamente statistica, è utile per condurre analisi empiriche.

Gli indicatori di infiltrazione della criminalità organizzata così ottenuti segnalano un’incidenza del fenomeno più elevata nel nord ovest. Secondo queste elaborazioni il fenomeno interessa principalmente le imprese nel settore immobiliare e delle costruzioni ma, in vero, e i settori dei servizi di pubblica utilità e dell’intermediazione finanziaria (principalmente money transfer) evidenziano una quota di imprese infiltrate sul totale delle stesse che è più elevata rispetto al peso dei relativi settori nell’intera economia.

Le imprese a più alto rischio di infiltrazione sono quelle che hanno subito un calo del fatturato e della redditività, un aumento dell’incidenza degli oneri finanziari e un peggioramento del merito creditizio.

Un incremento degli indicatori di infiltrazione della criminalità si associa nel breve termine a un aumento del fatturato dell’impresa interessata ma anche a un effetto negativo sull’attività economica delle altre imprese operanti nello stesso mercato.

Il risultato per la singola azienda potrebbe riflettere una mera sovrafatturazione a fini di riciclaggio, oppure indicare un effettivo miglioramento della sua performance dovuto all’immissione di nuovo capitale in un momento di difficoltà finanziaria o alla capacità dell’organizzazione criminale di estorcere rendite attraverso l’uso del potere intimidatorio. Al crescere dell’incidenza delle imprese per cui è alta la probabilità di essere state infiltrate, le aziende concorrenti registrano un significativo calo del fatturato e un aumento del rischio di uscire dal mercato.

  1. Mercato monopolizzato dalla Ndrangheta speriamo che le forze dell’ordine possano fare qualcosa!

Comments are closed.