Fisco, Trento batte Reggio Calabria: Pmi «libere» dalle tasse dal 16 luglio

Fisco, Trento batte Reggio Calabria: Pmi «libere» dalle tasse dal 16 luglio

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-06-05/fisco-trento-batte-reggio-calabria-pmi-libere-tasse-16-luglio-204939.shtml?uuid=AEa13FZB

Un imprenditore di Reggio Calabria per liberarsi del peso delle tasse dovrà aspettare il 24 settembre mentre il collega di Trento lo potrà fare il 16 luglio. A fissare la data fino alla quale l’imprenditore deve lavorare – tutti gli anni – per produrre il reddito necessario ad assolvere gli obblighi fiscali e contributivi è l’Osservatorio permanente della Cna sulla tassazione delle Pmi. Lo studio (presentato nella mattinata di martedì 6 giugno) della Cna fotografa le Pmi in 135 comuni italiani rilevando anche a quanto ammonta il peso delle tasse. L’anno scorso il Total tax rate (Ttr) delle piccole imprese italiane è rimasto fermo al 60,9%, lo stesso livello raggiunto l’anno prima, quando era calato di ben tre punti sul 2014. Per quest’anno si prevede che il Ttr salirà dello 0,3%, toccando il 61,2 per cento.
Con l’Iri meno tasse
La strada per tagliare il carico fiscale è comunque già a portata di mano delle Pmi. L’opzione al nuovo regime previsto dall’Iri (l’Imposta sul reddito delle imprese, che alleggerisce la tassazione del reddito lasciato in azienda) fa sì che il total tax rate scenda al 58,1%. Guardando indietro agli anni della crisi emerge chiaramente che il Ttr è passato dal 59% del 2011 al 64,5% del 2012, al 63,7% del 2013 e, appunto, al 63,9% del 2014.
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Nel rapporto 217 della Cna «Comune che vai, fisco che trovi», presentato a Roma e giunto alla quarta edizione, viene focalizzata l’attenzione sull’impresa tipo italiana, con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431mila euro, un impiegato e quattro operai di personale, 50mila euro di reddito. Nel 2016 Reggio Calabria si conferma il capoluogo che maggiormente tartassa le piccole imprese con un Ttr del 73,2%, un po’ meno peggio del 2015 (74,9%) ma ben più del 62,4% segnato nel 2011. Immutate anche le posizioni alle spalle della maglia nera. Seconda per incidenza del Ttr sulle piccole imprese è stata Bologna con il 71,9%(-1%), terza Roma (69,1%/-2,6%), quindi Firenze (69%), Catania (68,5%), Bari (68,1%), Napoli (67,8%), Cremona e Salerno (66,8%), Foggia (66,3%), Sassari (66,1%). A Trento invece le tasse pesano per il 53,9%. Nell’ordine seguono Gorizia (54,4%), Cuneo, Imola e Belluno (54,5%), Sondrio (54,8%), Udine (55,2%), Carbonia (55,3%), Arezzo e Mantova (55,7%).
Quando il “socio” Fisco lascia l’azienda
L’andamento del total tax rate si ripercuote anche sull’arrivo del giorno della liberazione dalle tasse ossia del giorno in cui l’imprenditore si libera del peso fiscale: dal seguente può finalmente cominciare a lavorare per sé e per la sua famiglia. L’anno scorso la liberazione fiscale delle piccole imprese in Italia è stata festeggiata il 10 agosto, quest’anno – secondo le previsioni dell’Osservatorio Cna – dovrebbe rimanere stabile, arretrando al 30 luglio per le piccole imprese che abbiano optato per l’Iri. Negli anni analizzati il Tfd è caduto sempre in agosto: il 2 (2011), il 22 (2012), il 19 (2013), il 20 (2014) e il 9 (2015). Le graduatorie sono rimaste pressoché inalterate per il Tfd. A Reggio Calabria gli imprenditori hanno dovuto attendere il 24 settembre per cominciare a pensare a se stessi e alla propria famiglia. Per fare un confronto, nel 2011 la maglia nera era stata Napoli, dove però avevano festeggiato la liberazione fiscale il 2 settembre, ventidue giorni prima dell’anno scorso. Il Tfd è caduto il 19 settembre a Bologna, il 9 a Roma e a Firenze, il 7 a Catania, il 5 a Bari, il 4 a Napoli, il 31 agosto a Cremona e Salerno, il 30 a Foggia, il 29 a Sassari. All’opposto, i piccoli imprenditori di Trento hanno cacciato il fisco il 15 luglio, il 17 è stata la volta di Gorizia e Cuneo, il 18 di Imola, Belluno e Sondrio, il 20 di Udine e Carbonia, il 22 di Arezzo e Mantova.
Per il 2017 le cose non dovrebbero cambiare. Reggio Calabria dovrebbe continuare a primeggiare nella poco invidiabile classifica di città con il più elevato Ttr italiano (con il 73,4%) e a festeggiare per ultima il Tfd (il 24 settembre). Così come Trento sembra destinata a rimanere la città più “benevola” con il 54,1% di Ttr e il 16 luglio di liberazione fiscale.
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Per le Pmi Londra è la più conveniente, con un Total tax rate del 32,5% e il Tax free day al 27 aprile. Varsavia segue con il 43,2% di Total tax rate e la liberazione fiscale al 5 giugno, tallonata da Madrid con il Total tax rate al 46,6% e il 18 giugno data da festeggiare. Molto distanti seguono Berlino (66% e 28 agosto), Roma (69,3% e 9 settembre) e Parigi: 70,8% e 14 settembre.

La scarsa distanza tra Roma e Parigi, spiega l’Osservatorio Cna che ha esteso la sua analisi a sei capitali europee, è dovuta alla maggiore produttività delle imprese francesi rispetto a quelle italiane (+21%) che permette, nella capitale transalpina, di spalmare i tributi su un reddito più consistente. Roma un primato lo centra: quello sulla tassazione dei rifiuti, pari all’8% del Total tax rate, davanti a Parigi (7,5%) e Madrid (4,5%). È seconda per imposte sui redditi (con il 25,3%) dietro Berlino (37,3%) e davanti a Londra (23,2%). E seconda ancora per contributi previdenziali (20,3%) dietro Berlino (28,6%) e davanti a Parigi (19,2%). E’ terza, infine, per imposte sul patrimonio immobiliare imprenditoriale (laboratorio per la produzione più negozio per la vendita) con il 15,7%, dietro Parigi (37,8%) e Varsavia (18,5%). Quanto ai sindaci esattori, l’incidenza degli enti locali sul Total tax rate vale a Roma la seconda piazza (31,4%) dietro Parigi (45,3%) e davanti a Varsavia (21,4%). La nostra capitale è seconda anche per contributi (20.3%), dietro Berlino (28,6%) e davanti a Parigi (19,2%). Scende, invece, al terzo posto (con il 17,6%) per quanto riguarda l’imposizione dell’amministrazione centrale, dove primeggia Berlino (27,9%), seguita da Londra (24%).
Come ridurre le tasse sulle Pmi
Per la Cna è arrivato il momento di intervenire su un sistema fiscale evidentemente squilibrato per raggiungere tre obiettivi di utilità generale: maggiore equità nel prelievo tra diversi redditi da lavoro; invertire sensibilmente la tendenza del trasferimento alle imprese degli oneri sui controlli; usare in modo intelligente la leva fiscale per aumentare la domanda interna.
Per raggiungere in tempi rapidi e senza oneri aggiuntivi questi tre obiettivi occorre: ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, utilizzano le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione; rendere l’Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito d’impresa; rivedere la tassazione Irpef delle imprese personali e degli autonomi, prevedendo delle riduzioni automatiche all’aumentare del reddito dichiarato rispetto al reddito ideale suggerito attraverso i nuovi indicatori sintetici di affidabilità; trasformare le detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti d’imposta cedibili agli intermediari finanziari; definire il concetto di insussistenza di autonoma organizzazione per non assoggettare i soggetti all’Irap e aumentare la franchigia Irap ad almeno 30mila euro; rivedere al più presto i criteri per l’attribuzione dei valori catastali degli immobili, al fine di allinearli periodicamente ai valori di mercato a invarianza di gettito; agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni di azienda, al pari di quanto è previsto in caso di conferimenti; evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica, eliminando nel più breve tempo possibile tutti i regimi Iva del reverse change previsti attualmente, lo split payment, la ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per le quali sono riconosciute detrazioni fiscali.