I Sindaci chiedono chiarimento in merito ai lavori della Ferrovia Jonica

I Sindaci chiedono chiarimento in merito ai lavori della Ferrovia Jonica

Premesso che:

1) In data 10 maggio 2017 è stato presentato in Conferenza stampa presso la Cittadella regionale dal Presidente della Regione Oliverio, dal Ministro dei Trasporti Delrio e dal Direttore Generale RFI, un protocollo d’intesa per potenziare e velocizzare i collegamenti ferroviari sulla linea ionica calabrese, con un investimento di circa 500 milioni di Euro;
2) Tra i principali interventi su infrastrutture e manufatti individuati nel Protocollo, articolati su 4 annualità, si contano: la velocizzazione della linea ionica (innalzamento al rango C); l’eliminazione di passaggi a livello per migliorare gli standard prestazionali (regolarità e puntualità) e qualitativi dei servizi di trasporto; il rinnovo degli scambi e dei binari nei punti della rete in cui è necessario; la riqualificazione delle stazioni;
3) Nella Delibera CIPE del 1 dicembre 2016 sono preventivati investimenti per 307 milioni di Euro (Fondi regionali di Sviluppo e Coesione, POR Calabria) cui si aggiungono 90 Milioni di risorse recuperate da un precedente progetto RFI e 80 Milioni di fondi nazionali, per un valore complessivo di 477 Milioni;
4) Occorre inoltre considerare altri 70 milioni di Euro per materiale rotabile già stanziati con la Delibera citata, che faranno parte di un ulteriore accordo da sottoscrivere con Trenitalia per la fornitura di materiale rotabile che dovrebbe entrare in esercizio fra il 2019 e il 2022;

Considerato che:
1) Le risorse pubbliche della Regione Calabria sono state attribuite ad RFI senza che sia stato reso pubblico il progetto delle opere, ed in particolare la specifica di dettaglio delle opere (con relative tavole tecniche), il capitolato con i singoli interventi (e relativi computo metrico e valorizzazione economica delle opere), il cronoprogramma degli interventi e che gli scarni elaborati resi pubblici si limitano al contesto della linea Sibari-Catanzaro Lido;
2) Non è ancora nota la tempistica relativa alla fornitura di materiale rotabile, né all’accordo con Trenitalia sul tema;
3) Da alcuni documenti elaborati da RFI ed acquisiti di recente emerge che:
– Non sono previsti tra gli interventi il ripristino a piena funzionalità dei binari smantellati inopinatamente da RFI negli ultimi anni, per come richiesto dalle popolazioni ioniche attraverso specifica Petizione popolare, né la eliminazione dei dispositivi di inibizione della circolazione, in numerose stazioni;
– Le opere di smantellamento attuate da RFI con il programma di Right Sizing si traducono nei fatti in una riduzione delle potenzialità della linea ionica in termini di capacità di stazione, di circolazione e di sicurezza, oltre che in lavori a carico della collettività, con una peraltro conseguenziale sottrazione di un bene patrimoniale dal territorio calabrese;
– RFI, perseguendo indisturbata esclusivamente la sua logica d’impresa palesemente scollegata dalle esigenze socio-economiche ed ambientali del territorio,prevede ulteriori opere di smantellamento secondo il proprio inopportuno programma di Right Sizing, come se nulla fosse accaduto e senza voler tener conto delle rivendicazioni di movimenti, associazioni e sindaci, continuando a ridurre le potenzialità della linea ionica in termini di capacità di stazione, di circolazione, di sicurezza, di cassazione di opportunità di sviluppo; si si riferisce in particolare (v.Tabella allegata relativa alla sola parte della linea Reggio-Catanzaro Lido; abbiamo ragione di pensare che lo stesso livello di scempio sia programmato per la linea da catanzaro Lido a Rocca Imperiale) a:
• eliminazione raccordo all’area industriale di San Gregorio;
• eliminazione raccordo al porto e allo stabilimento Officine Grandi Riparazioni di Saline I.;
• eliminazione binario N.4 a Melito PS, con relativa penalizzazione di un nodo strategico di rete;
• inibizione della possibilità di incrocio/sorpasso preso le stazioni di San Lorenzo, Bova Marina, Capo Spartivento, Ferruzzano, Ardore, Marina di Gioiosa, Caulonia, Riace, Guardavalle, Badolato, S.Andrea (e conseguente incremento del distanziamento interstazione, con relativi riflessi sull’esercizio in condizioni di traffico potenziato);
• distruzione del ruolo di scalo merci relativo alla stazione di Condofuri;
• drastico ridimensionamento del ruolo di nodo cerniera di Roccella Ionica;
– Non è previsto alcun intervento finalizzato all’integrazione mare-ferro presso la stazione di Reggio Mare e a dar continuità al servizio sul versante ionico; si rileva peraltro un’azione di sabotaggio perpetrata da RFI con l’alienazione consapevole del raccordo di binario fra la stazione Reggio Mare e la stazione Reggio Lido (vedi Nota in calce) con grave danno alla comunità locale;
4) L’art.3, lettera D (obblighi del concessionario), del DM 138 T del 2000, obbliga a “destinare gli investimenti al potenziamento, all’ammodernamento tecnologico e allo sviluppo degli impianti e delle linee ferroviarie, nonché alle altre attività direttamente connesse allo sviluppo del servizio ferroviario”, ed evidenzia che RFI è solo un’azienda che dovrebbe svolgere il lavoro per conto dello Stato e non per propri fini;
5) Non è dato di conoscere quali azioni la Regione Calabria abbia attivato per la verifica di congruità dei lavori e dei relativi costi da progetto, il monitoraggio del buon andamento dei lavori stessi ed collaudo relativo;
6) Le associazioni ritengono di fondamentale importanza vigilare e operare un monitoraggio costante perchè le opere siano eseguite a regola d’arte e nei tempi stabiliti, i treni siano acquisiti e siano di qualità, le stazioni tornino al loro splendore d’origine; ed i finanziamenti siano impegnati efficacemente;

tutto ciò premesso

CHIEDIAMO

1. Di potere acquisire con urgenza la documentazione progettuale relativa agli interventi in premessa, completae riferita all’interezza del finanziamento;
2. Di conoscere la distribuzione delle risorse finanziarie per componenti d’opera e della tempistica realizzativa delle opere sull’intera linea da Rocca Imperiale a Reggio Calabria Porto, da progetto;
3. Di conoscere le responsabilità dei soggetti coinvolti(Valutazione delle opere di progetto, Direzione lavori, Monitoraggio e controllo da parte della Regione);
4. Gli interventi di ripristino dei binari di stazione smantellati o in fase di smantellamento (con costi da intendersi a carico di RFI);
5. La convocazione di un tavolo tecnico specifico sui temi di cui sopra.

In assenza, attiveremo una mobilitazione pubblica di denuncia nei modi ritenuti più opportuni, nei confronti della Regione Calabria, della Città Metropolitana di Reggio Calabria e di Ferrovie dello Stato (RFI).

Rappresentanti delle associazioni Rete FIBC

CIUFER: Domenico Gattuso, Rosalba Rizzuto
APJ: Immacolata Mauro, Antonio Lombardo
APR (Area dello Stretto): Giuseppe Imbalzano, Pietro Denisi
AFIAG (Area Grecanica): Sara Nucera, Carmelo Nucera
ALFI (Locride): Maria Carmela Monteleone, Rocco Spanò
AFI-CZ: Carla Maffei, Sabrina Lupis
ACFJ (Crotone): Anna Maria Cantafora, Ginetta Rotondo
AFIAMI (Alto Ionio Cosenza): Luciana Errigo, Euristeo Ceraolo

I Sindaci dei Comuni di:
San Lorenzo: Bernardo Russo
Montebello I.: Ugo Suraci
Melito P.S.: Giuseppe Meduri
Condofuri: Salvatore Mafrici
Ferruzzano: Maria Romeo
Ardore: Grenci M.Giuseppe
Marina di Gioiosa: Domenico Vestito
Roccella I.: Giuseppe Certomà
Caulonia: Giovanni Riccio
Riace: Domenico Lucano
Guardavalle: Giuseppe Ussia
Badolato: Gerardo Mannello
Sant’Andrea I.: Nicola Ramogida

Nota
FS ha realizzato un investimento rilevante negli anni 80 ammodernando il raccordo ferroviario (con tanto di apparati di doppio segnalamento e di controllo, nonché di sovrastruttura per l’alimentazione elettrica dei treni), fra la nuova stazione di Reggio Lido, costruita in sotterranea, e il porto della Città, e costruendo una nuova stazione denominata Reggio Mare di livello VIII (classe elevata) a due passi dalla banchina di attracco dei mezzi navali veloci; l’esercizio della stazione, che fino al 2006 prevedeva addirittura l’attestamento di Treni Rapidi (assimilabili agli attuali Intercity) per Bari, è rimasto operativo fino al 2012 (negli ultimi anni a servizio esclusivamente merci); A fronte di un investimento rilevante, FS ha nel tempo alienato la produzione dei treni con danno conseguente alla comunità locale, rendendo impraticabile l’esercizio di treni navetta al servizio dell’aeroporto dello Stretto, in corrispondenza del quale peraltro veniva realizzato un’altra stazione (Reggio Aeroporto, inaugurata nell’anno 2013) con un investimento a perdere. In effetti tale ultima stazione non è stata mai utilizzata per gli scopi preventivati (zero passeggeri in oltre 4 anni di vita); gli investimenti in questione sono pertanto da considerare improduttivi per la comunità che ne ha pagato il costo.

SMANTELLAMENTO BINARI A DANNO DELLA CALABRIA
STAZIONI FERROVIA IONICA REGGIO C.LE – CATANZARO LIDO