Un bene confiscato alla mafia “riconquistato” da tutta la comunità gioiosana

Un bene confiscato alla mafia “riconquistato” da tutta la comunità gioiosana

Nulla ha più concretezza – simbolica e materiale – della “riconquista” pubblica di beni privati illegalmente ottenuti e detenuti: una vera antimafia sociale e culturale parte proprio da qui, dalla “roba” dei criminali, dai loro patrimoni frutto di mille violenze e di mille ingiustizie.

Per questo, anche come piccolo giornale locale, salutiamo con grande soddisfazione l’ottimo lavoro messo in campo dalla Parrocchia “San Nicola di Bari” e dal Comune di Gioiosa Ionica, finalizzato alla riqualificazione e alla socializzazione del bene confiscato sito in Via Bugella/C.da Maratà: quella che prima era la villa – anche volgarmente ostentata come segno di forze e di potere – di un protagonista della ‘ndrangheta locale, oggi diventa il Centro di Aggregazione Sociale “San Michele Arcangelo”.

Gioiosa Ionica, quindi, avrà un suo nuovo spazio pubblico, un luogo di tutta la comunità, aperto alle giovani generazioni anche grazie al campetto sportivo realizzato nelle immediate vicinanze della villa (senza dimenticare la presenza, inedita per la nostra cittadina, di un piccolo impianto per la pratica delle bocce). Merito soprattutto della dedizione di Padre Michele Ceravolo, che più di tutti ha voluto intraprendere questo splendido percorso di legalità e di democrazia praticata, anche dopo i danni subiti dalla villa in seguito all’incendio doloso del Settembre 2016.

La cerimonia inaugurale è prevista per giovedì 8 Giugno a partire dalle ore 18.00, con un programma molto semplice: prima la visita del bene sequestrato, con la verifica di tutti i lavori di riqualificazione effettuati; subito dopo, l’inaugurazione dal campo da calcetto e del campo di bocce, preceduta da un video esplicativo delle opere realizzate e dei saluti delle figure istituzionali (sono attesi, fra gli altri, il Prefetto Di Bari e il Vescovo Oliva).

P.S.: le foto sono tratte dalla pagina facebook GIOIOSA IONICA (RC)

 

 

 

  • Crapatosta

    Meno male che ci sono parroci che combattono la mafia è sono da esempio per la comunità non come successo a Capo Rizzuto con la misericordia!!