Editoriale. Ciavula non denigra l’amministrazione. Vi spieghiamo come ha sacrificato 40 lavoratori cauloniesi

Editoriale. Ciavula non denigra l’amministrazione. Vi spieghiamo come ha sacrificato 40 lavoratori cauloniesi

Sulla vicenda della chiusura dei centri per minori stranieri non accompagnati di Ursini e San Nicola, chiusura che ha fatto perdere una quarantina di posti di lavoro in un paese come Caulonia dove il lavoro per molti è un’illusione, l’Amministrazione comunale ci accusa di non rispettare “la verità dei fatti”. Allora proviamo ad analizzare i fatti.

Il Comune di Caulonia afferma di non avere alcun ruolo di gestione del progetto in questione ed è vero. La titolarità del finanziamento è in capo all’Associazione Caulonia 2.0., di cui è Presidente Antonella Ierace, volontaria della Protezione civile ed oggi consigliere comunale di minoranza.

I 50 minori accolti da Caulonia 2.0 sono stati ospitati in tre differenti strutture, una a San Nicola e due ad Ursini. A San Nicola sono stati affittati dei locali privati, ad Ursini sono stati utilizzati, in seguito all’autorizzazione del Sindaco Ninni Riccio, gli edifici che in precedenza ospitavano le scuole. Questi edifici, ormai abbandonati e cadenti, hanno ricevuto interventi di manutenzione e ripristino senza spese per il Comune.

Ma andiamo con ordine.

Da subito Antonella Ierace, a nome dell’Associazione, chiede al comune, ripetutamente, la disponibilità delle strutture di Ursini. Non le chiede in comodato d’uso gratuito ma si impegna a versare al comune un canone di locazione.

In data 24 agosto 2016 il Sindaco Riccio risponde specificando la volontà di formalizzare un contratto di locazione per le due strutture denominate Ursini Nord e Ursini Sud (protocollo del Comune 9390).

Dopo una ventina di giorni, il 14 settembre 2016 Riccio (protocollo del Comune 10090) dichiara che il Progetto Fami (ossia il progetto di accoglienza dei minori) riveste importanza sociale per Caulonia, dà l’immediata disponibilità degli immobili per l’accoglienza e demanda all’ufficio tecnico l’espletamento di tutte le procedure amministrative per regolarizzare la situazione degli immobili e per formalizzare il contratto di comodato d’uso che sarebbe poi stato approvato dalla giunta.

Evidentemente l’ufficio tecnico dev’essersela presa comoda se il 26 novembre 2016 il Sindaco Riccio e il vicesindaco Belcastro scrivono di nuovo all’ufficio tecnico (protocollo del comune n. 13030) chiedendo di espletare le procedure per la concessione in locazione dei locali.

Ma l’ufficio tecnico a quanto pare non si schioda e il 30 marzo 2017 il Sindaco, di nuovo, (prot. 3422) scrive al responsabile dell’area tecnica chiedendo la stessa cosa.

Il 13 aprile 2017, finalmente, il Comune di Caulonia informa l’Associazione Caulonia 2.0 che è in corso l’iter amministrativo per il rilascio del certificato di agibilità sulle strutture interessate dal progetto FAMI.

Il 22 maggio 2017 la giunta ancora guidata da Ninni Riccio prendeva atto dello schema di contratto per la concessione in comodato d’uso degli immobili di Ursini e demandava all’ufficio tecnico “di adottare – si legge nella delibera – gli atti gestionali finalizzati alla concessione dell’immobile in comodato d’uso all’Associazione Caulonia 2.0, che in atto gestisce i servizi di accoglienza”.

Ossia un ennesimo invito a fare quello che era già stato deciso quasi un anno prima.

Poi si va al voto e il vicesindaco della giunta Riccio, Caterina Belcastro, diventa sindaco.

Il 26 giugno 2017 si riunisce la nuova giunta comunale formata da Attilio Tucci, Domenico Campisi, Antonio Cavallo e Maria Grazia Dimasi e decide di sospendere la concessione degli immobili di Ursini.

Questo comporta che l’Associazione Caulonia 2.0 non può dimostrare alla Regione Calabria di avere possesso degli immobili e quindi la Regione non può che ritirare l’accreditamento temporaneo che era stato concesso. La conseguenza è che i minori stranieri non accompagnati sono stati trasferiti e i dipendenti, all’incirca 40 cauloniesi, verranno licenziati.

E non è finita. Tutto questo comporterà il ritiro del finanziamento all’Associazione Caulonia 2.0 che potrebbe decidere di rivalersi sul Comune di Caulonia per milioni di euro!

Ma cos’è cambiato da quando il vicesindaco Caterina Belcastro chiedeva all’ufficio tecnico di espletare le procedure di affidamento dei locali a quando il Sindaco Caterina Belcastro ha revocato l’utilizzo dei locali? A cosa è dovuto questo atteggiamento apparentemente schizofrenico?

Nel mezzo di ci sono state le elezioni con una campagna elettorale molto dura, giocata sul personale e senza idee. La Presidente dell’Associazione Caulonia 2.0 si è candidata nella lista dell’Officina delle idee, ossia nella lista avversaria rispetto a quella che ha vinto eleggendo Belcastro a Sindaco.

Durante la campagna elettorale Antonella Ierace è stata attaccata ripetutamente nei comizi di piazza da parte del candidato di Caulonia Città Fututa e oggi assessore Attilio Tucci. Come diceva un importante democristiano “A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”. Noi non pensiamo male, anzi vogliamo credere che l’Amministrazione Belcastro-Tucci abbia a cuore i lavoratori dell’accoglienza e le loro famiglie. Ma qualcuno allora, invece di accusarci di denigrare l’operato della giunta comunale, dovrebbe spiegarci cosa ha fatto la giunta comunale per impedire che 40 persone restassero senza lavoro da un giorno all’altro.

Nel giro di pochi giorni questa amministrazione comunale ha visto chiudere la squadra di calcio, perdere 40 posti di lavoro e qualche milione di euro di indotto per i commercianti del paese. Se il buongiorno si vede dal mattino…