L’amministrazione cauloniese boicotta l’iniziativa dell’Officina. Lancia: “Gestiscono il paese da padroni”.

L’amministrazione cauloniese boicotta l’iniziativa dell’Officina. Lancia: “Gestiscono il paese da padroni”.

Quanto avvenuto oggi è di una gravità incommensurabile. Secondo quanto denunciato dall’Officina delle Idee una loro assemblea pubblica, comunicata con largo anticipo alla cittadinanza, sarebbe stata boicottata dall’Amministrazione Belcastro che non avrebbe concesso i locali del Teatro Vecchio “Di Mauro”.

Impedire il libero svolgimento di un confronto democratico è un gesto di una violenza estrema, soprattutto in una comunità piccola come la nostra.

Ci auguriamo che da parte dell’amministrazione comunale si voglia chiarire quanto successo.

Intanto abbiamo raccolto l’opinione del consigliere comunale dell’Officina delle Idee Andrea Lancia:

“Ritengo personalmente grave il gesto che ha riservato l’Amministrazione Comunale nel non concedere l’edificio pubblico del Teatro Vecchio oggi intitolato al Prof. Pietro Di Mauro per poter svolgere una assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini.
Un gesto che non lascia dubbio alcuno sul centro di potere creato. L’amministrazione gestisce e vuole gestire da padrona e si opporrà a qualsiasi apertura di dialogo nei confronti dei cittadini. Sino ad ora da parte nostra avevamo cercato di mantenere i toni bassi a riguardo, ma questo gesto risulta essere l’ennesimo diniego a una amministrazione di confronto che guarda all’unità del paese.
Mai nessun invito alle manifestazioni organizzate dall’amministrazione; su tutte, la commemorazione di giorno 4 novembre dove la minoranza che rispecchia quasi il 50% dell’elettorato di questo paese non ha ricevuto alcun comunicazione, eppure rappresentiamo una parte istituzionale di questo paese imprescindibile.
Gesto questo di una bassezza politica senza fine. La paura che mi pervade ed il senso di malessere che quotidianamente debbo sopportare è relativo all’immagine di Caulonia che questa amministrazione sta regalando all’esterno del nostro Comune. Da paese glorioso di cultura di ampie vedute, stiamo passando ad essere catalogati come un ghetto, come una comunità ottusa e ristretta. Di tutto questo ne porteranno il peso i ragazzi, le nuove generazioni che si affacciano ad una vita sociale fuori dai nostri confini.
Io ho già scelto la mia strada, l’ho scelta insieme a tutti i membri dell’Officina, anche i cittadini di Caulonia possono fare questa scelta attraverso il nostro movimento: ESSERE CITTADINI LIBERI ED AVERE I PROPRI DIRITTI RISPETTATI”