Lettera aperta di Ilario Ammendolia al Direttore di Ciavula

Lettera aperta di Ilario Ammendolia al Direttore di Ciavula

Riceviamo e pubblichiamo

Caro direttore,
ho visto il sondaggio di “Ciavula” che invita ad esprimere un giudizio sull’amministrazione comunale in carica. Pur apprezzando i sondaggi e la vostra iniziativa, non esprimerò un voto per diversi motivi ma anche e soprattutto perché mancano parametri di riferimento.
Io sono stato e sono convinto che non ci possa essere una buona amministrazione senza un “Progetto” da non confondere col programma elettorale e , men che meno, con le dichiarazioni programmatiche.
Ovviamente nessun riferimento al nostro Paese ne a quelli vicini ma resta una mia convinzione profonda che senza un “Progetto” capace di guardare lontano nel tempo, si navighi a vista.
Consentimi di ricordare che Caulonia ha avuto un “Progetto Paese” ma, come il delitto sull’ Orient Express, più mani lo hanno assassinato. Sarei felice di dibattere dinanzi al paese intero cosa quel progetto ha rappresentato in termini di lavori pubblici, di giustizia sociale, di raccolta differenziata e generalizzata ma soprattutto di solidarietà sociale e di legalità autentica praticata e mai declamata.
Comprendo ma non apprezzo chi, per ovvi motivi, tenta di negarlo o di rimuoverlo ed, ancor meno chi lo ha svenduto per “trenta denari”.
Ovviamente un Progetto non coincide con una grandeur del sindaco ma deve avere un riverbero culturale, politico, sociale ed umano sul Paese intero.
Faccio un esempio:
Pochi giorni fa è stata bruciata la “Grotta” costruita dalla protezione civile nei pressi della scuola elementare, un episodio grave e spiacevole ma niente a che vedere con il colpo di fucile che, ha squarciato le tenebre a Caulonia centro nei giorni precedenti il Natale. Solo il caso ha voluto che non ci fosse il morto. Ovviamente non ci sono responsabilità se non dei diretti interessati.
Alla tragedia hanno assistito due bambini che probabilmente ne porteranno i segni per tutta la vita e di cui, sembra che , nessuno se ne sia accorto.
Il giorno dopo sono andato sui posti della tragedia ed , ancora una volta, ho visto la voragine umana, molto più grande e profonda di quella di Maietta che minaccia il Paese.
Un “sottosuolo” in cui vive una parte non piccola della nostra comunità e che si alimenta di ignoranza, abiezione, di odi e rancori, alcolismo e nelle cui cavità potrebbero svilupparsi- se già non ci sono- forme devastanti di criminalità organizzata .
Qualcuno dirà che la politica è altra cosa.
Che grande stupidità, che miopia, che angustia di orizzonti! “Salvare” un solo bambino, porgere la mano ad un uomo, asciugare le lacrime ad una madre vale molto più di mille piazze. E lo dico dopo aver contribuito a realizzare una quantità di lavori pubblici che non trova riscontro quantomeno nell’ultimo secolo..
Per questo in passato ho invocato una grande “ unità” ed una concezione alta e non rancorosa o teatrale della politica. Un protagonismo di massa senza il quale, “politicanti” senza politica diventano protagonisti e passano da velenose accuse personali a calde effusioni ed ipocriti abbracci danzando sulla pelle del paese. con “tradimenti” continui e sfacciati.
Qualche tempo fa ho proposto una fiaccolata per Maietta.
So cosa significa una frana che fa sgretolare le case e minaccia l’ incolumità delle persone. Anche da sindaco ho avuto modo di vedere da vicino la frana paurosa in zona “San Giuseppe” (ed in altre zone) mentre le abitazioni si sgranavano. Per fortuna sono state affrontate e fermate con tempestività ed i residenti non hanno dovuto ringraziare nessuno. Chi ha fatto qualcosa non ha fatto altro che il proprio dovere..
Quindi, so bene che le fiaccolate in se non risolvono il problema ma consentono alla comunità di sentirsi tale, di rifondarsi ogni giorno, di essere unita e difendere anche l’angolo più sperduto del proprio territorio o il cittadino più emarginato.
Il protagonismo di massa è l’antidoto naturale alla disgregazione sociale ed umana che minaccia il Paese.
Per quanto mi riguarda, pur con residue forze, ribadisco che pur avendo preso le distanze dalla politica cauloniese da molto tempo, non ho alcun bisogno di una “poltrona”, ne di un “palcoscenico” per occuparmi del Paese che sento profondamente mio.
Siamo al nuovo anno,
gli analisti affermano che non sarà un anno facile e se non sarà agevole per l’ Italia.
Per quanto riguarda Caulonia abbiamo il dovere di essere ottimisti e l’obbligo di restare realisti.
Occorre serietà, compostezza, unità, umiltà ed un grande rilancio progettuale.
Ed è quello che auguro a Caulonia tutta .Così come, caro direttore , se mi consenti, auguro a Te ed al Paese intero- senza esclusione alcuna- tanta felicità e tanta pace.

Ilario Ammendolia